Il tasso variabile è rischioso? I pro e i contro delle alternative

L’euribor continua a scendere e i mutui a tasso variabile diventano sempre più appetibili ma gli esperti mettono in guardia: il rischio è che si ripresenti lo scenario del 2008, quando i tassi balzarono al 5%, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie italiane. Per chi comunque è proiettato sul variabile, si consiglia di calcolare la rata teorica raggiungibile con un aumento nell’ordine del 40-50% (cioè i rincari registrati nell’ottobre 2008) per valutare se il nuovo importo sia comunque sostenibile; in caso contrario, il mercato offre una serie di alternative che permettono comunque di sfruttare i vantaggi dei tassi bassi.
I mutui col cap, ad esempio, fissano un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. Una soluzione interessante, a patto però che il tetto non sia elevato, non sia lontano dagli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi di alcuni decimi quello offerto dai variabili tradizionali. Nel mutuo a rata costante, invece, a variare è la durata, ma non ha senso sottoscriverlo ora, con i tassi ai minimi. E’ anche possibile partire con un variabile e riservarsi il diritto di passare al fisso nel caso in cui i tassi ricomincino a salire; in questo caso, bisogna però essere consapevole che tra qualche mese o tra qualche anno anche i tassi fissi potrebbero essere aumentati.

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