La legna per i camini: come orientarsi nella scelta del combustibile
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Nella costruzione di un camino sono due le esigenze che il costruttore deve prefiggersi: un tiraggio perfetto che produca nello stesso tempo il ricambio dell’aria del locale ove è installato senza raffreddare l’ambiente ed un riscaldamento apprezzabile.
Un altro aspetto estremamente importante per il buon funzionamento del camino è la scelta della materia prima da utilizzare per il suo funzionamento.
La legna è stata ed è tuttora il combustibile principale da utilizzare nel camino, anche se ormai a causa della difficoltà di reperimento della stessa e anche per il suo costo pian piano il mercato comincia a proporre delle alternative valide.
Alcuni camini sono predisposti per essere alimentati con combustibili solidi provenienti da fonti di energia rinnovabili.
Oggi un camino può essere alimentato per restare nel campo dei materiali naturali, a pellet, gusci triti di mandorle, nocciole, pistacchi e altre biomasse legnose secche.
Ai fini del riscaldamento occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare; il più importante dei quali è senz’altro la corretta stagionatura o essiccazione.
La corretta stagionatura permette di disporre di un combustibile dall’ottima resa e poco inquinante.
La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere.
Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).
La legna dolce che pesa circa 300 – 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano.
La legna forte che pesa circa 350 – 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.
La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e si consiglia di usarla nei forni e in quei camini con un lungo giro di fiamma.
La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte dura di più ed è quella che si deve usare per il riscaldamento domestico.
La legna da ardere ai fini del riscaldamento presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di ottima qualità sono la quercia, il frassino, il faggio, l’acero, gli alberi da frutto con l’esclusione del ciliegio.
Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla e l’ontano.
Di qualità accettabile sono il tiglio, il pioppo ed il salice.