Agevolazioni grazie al decreto “Piano Casa “

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Lo scorso 21 Luglio, è stato firmato un sul piano casa, che prevede la costruzione di 100000 in cinque anni. Il piano casa, consiste nella costruzione nuove case popolari, agevolando le edilizie con un sistema integrato di fondi immobiliari, per un’ assegnazione di 150 milioni di euro. Si prevede oltre l’ erogazione della somma citata, a collaborazione finanziaria di Regioni ed Enti locali. I beneficiari di questo piano, saranno le cui la loro situazione economica e sociale è svantaggiata ( percepiscono un basso reddito ). Grazie a questo , ci saranno possibilità di nuove occupazioni lavorative nel settore edilizio.

Ristrutturazioni case : Puglia stanzia 10 milioni di euro

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La , ha approvato un bando pubblico che prevede la concessione di contributi a favore di privati che intendano procedere al recupero di alloggi da destinare alla o a prima abitazione, purchè tale attività non venga svolta per finalità professionali o imprenditoriali. Nel complesso la Regione ha messo a disposizione 10.014.651,85 di euro.
La somma stanziata è destinata a finanziare due tipi di interventi:
il recupero di immobili da destinare all’affitto e il recupero di immobili da destinare a prima per se o per parenti e/o affini entro il secondo grado.
Candidati al finanziamento regionale, gli interventi di recupero riconducibili alla tipologia della manutenzione straordinaria, del restauro e risanamento conservativo, della ristrutturazione edilizia. Non candidati le abitazioni signorili, ville, palazzi di pregio e quelli la cui superficie superi i 160 metri quadrati. Gli interessati potranno candidare anche più interventi di recupero con l’unica domanda che dovrà pervenire al Servizio Politiche Abitative della Regione Puglia entro e non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione del Bando nel BURP.

Detrazioni Irpef per ristrutturare la casa

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La ristrutturazione di un è un intervento che viene effettuato periodicamente non solo per rinnovare e rendere più accogliente la propria , ma anche per bloccare il deterioramento della struttura ed effettuare le necessarie riparazioni, inevitabili col trascorrere degli anni. Spesso vengono rimandate in quanto le spese che ciò ne comporta sono eccessive e vanno a pesare sul badget familiare. In aiuto alle italiane già da diversi anni vi sono degli sconti fiscali. Le Irpef, sono del
del 36% per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e del 55% per interventi che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica del fabbricato. Perché non approfittarne dunque?

In arrivo Nuovo Piano Famiglie

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Dal prossimo anno, potrebbe essere operativo un nuovo provvedimento che tutela le disagiate nell’ di , e quindi operazioni di mutui. Questo è quanto detto dal comitato esecutivo Abi che ha approvato a Milano il Piano . Ovviamente per dare sostegno a tali sarà necessario preventivamente un colloquio per capirne bene la situazione e offrire la possibilità di sospendere tale per 12 mesi. In questa categoria rientrerà chi ha subito perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato; cessazione dell’ attività di lavoro autonomo; morte di uno dei componenti il nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia; interventi di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro.

Calcolo irpef sulla seconda casa: fonte di reddito

Quando la seconda casa è fonte di reddito viene sottoposta a un regime di tassazione che varia a seconda della tipologia contrattuale adottata per la locazione. Ecco le varie possibilità previste dalla legge: se l’ è locato ad equo canone il reddito da assoggettare all’ è quello derivante dal canone di locazione calcolato su base annuale, ridotto del 15% a titolo forfetario (-25% per fabbricati a Venezia o in Laguna); se l’ è locato in libero mercato il reddito è dato dal valore massimo tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione (aggiornato Istat) ridotto del 15%; in caso di canone convenzionale – determinato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni degli inquilini, il reddito da assoggettare all’ è ridotto del 30% se il fabbricato è situato in comuni ad alta densità abitativa (legge n. 61 del 21 feb. 1989).
Per usufruire dell’ulteriore riduzione del 30%, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi (quadro rb del modello unico o quadro b del 730) gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della denuncia dell’ ai fini dell’Ici e il Comune in cui l’ è situato. (fonte: idealista.it – http://www.idealista.it/pagina/boletin)

Energie rinnovabili: Piani nazionali

A Bruxelles, il 30 giugno 2009, la Commissione europea ha approvato un modello comune per guidare gli stati membri alla delineazione dei piani nazionali per le energie rinnovabili.
La Direttiva n° 2009/28/CE del 23 aprile 2009: promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, prevedeva il controllo del consumo di energia europeo e il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili, congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell’efficienza energetica.
I 27 Stati membri, in base alla direttiva precedente, dovranno raggiungere tutti l’obiettivo obbligatorio del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità entro il 2020.
A Bruxelles, dunque, si sono discusse e scritte le istruzioni per l’uso su come redigere il programma nazionale che dovrà essere presentato alla Commissione europea al massimo entro il 30 giugno 2010.
Il modello adottato oggi dalla Commissione europea aiuterà gli stati membri ad elaborare dei piani attendibili, ciò che, di ritorno, aiuterà l’Ue a raggiungere i suoi obiettivi entro le scadenze previste; definendo obiettivi obbligatori riguardanti la parte delle fonti di energie rinnovabili nel 2020, l’Ue ha dato un segnale forte che alimenta la fiducia degli investitori nelle tecnologie ecologiche che si basano selle energie rinnovabili.
Il modello nel quale sono presentate le metodologie e le terminologie che dovranno essere utilizzate nei piani d’azione nazionali, aiuta a chiarire le misure di facilitazioni da adottare dai vari paesi, la revisione delle procedure amministrative, i codici del settore edilizio, l’informazione, la formazione e la qualificazione di personale specializzato in rinnovabili, lo sviluppo e la disponibilità delle infrastrutture energetiche, oltre alle misure di aiuto e flessibilità.

Perdita delle agevolazioni acquisto prima casa

L’acquirente decade dalle quando:
• le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di siano false;
• non trasferisce entro 18 mesi la residenza nel comune in cui è situato l’ oggetto dell’;
• vende o dona l’abitazione prima che sia decorso il termine di 5 anni dalla data di , a meno che, entro 1 anno non si proceda al riacquisto di un altro da adibire a propria abitazione principale.
La decadenza dall’agevolazione comporta il recupero dell’imposta nella misura ordinaria (al netto di quanto già corrisposto) nonché l’applicazione di una sanzione pari al 30% dell’imposta, oltre gli interessi di mora.

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Requisiti per agevolazioni acquisto prima casa

I requisiti per ottenere le agevolazione per l’ della prima casa riguardano:

• natura dell’ acquistato: l’ non deve appartenere alle categorie di lusso;
• ubicazione dell’ acquistato:
a) l’ deve essere ubicato nel comune di residenza dell’acquirente;
b) oppure nel comune in cui, entro 18 mesi, l’acquirente stabilirà la propria residenza;
c) nel comune in cui l’acquirente svolge la propria attività se diverso dalla residenza;
d) nel comune in cui ha sede o esercita l’attività il datore di lavoro da cui dipende l’acquirente che si sia trasferito all’estero per motivi di lavoro;
e) nel caso in cui l’acquirente sia un cittadino italiano residente all’estero.

Via libera al piano casa: 550 milioni di euro per l’edilizia popolare

Il governo ha detto sì al piano nazionale per l’edilizia abitativa che prevede lo stanziamento di 550 milioni di euro da destinarsi alla realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi 5 anni.
Destinatari dell’iniziativa saranno le categorie sociali più svantaggiate: nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in difficoltà, studenti fuori sede, sfrattate e immigrati regolari che risiedano da almeno 10 anni in Italia o da almeno 5 anni nella stessa regione. I fondi stanziati dal governo vanno ad aggiungersi ai 350 milioni di euro assegnati lo scorso 8 maggio dal Cipe; di questi, 150 milioni saranno destinati ad un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per incrementare i fondi sociali. A questo proposito, il piano approvato prevede che nel sistema integrato entrino a far parte sia soggetti pubblici sia privati.

Tetto al 4%, le banche tentennano

Otto mesi fa entrava in vigore il D.lg. anti-crisi che, tra le altre cose, introduceva un tetto massimo del 4% da applicare ai mutui a tasso variabile contratti entro il 31 ottobre 2008. La norma vieta quindi alle banche di applicare tassi di interesse superiori a questo tetto e di restituire alle l’eccedenza eventualmente pagata. Questo in teoria, perché nella pratica molti mutuatari lamentano il mancato versamento del contributo; chi invece ha avuto la fortuna di vederselo accreditare, accusa la mancanza di trasparenza circa i calcoli effettuati per misurarne l’importo. In alcuni casi, poi, l’accredito è avvenuto con valuta corrente, mentre il D.lg. prevede che questo sia retrodatato al giorno dell’effettivo versamento della rata del .