I costi nascosti delle case prefabbricate…

Il costo della casa prefabbricata non è l’unico che occorre considerare per avere la propria abitazione pronta per essere abitata.
Prima di tutto occorre considerare che i costi di costruzione, anche quando comprendano le fondamenta in cemento armato, sono solamente indicativi e spesso riferiti a condizioni ideali del terreno: perfettamente pianeggiante, vicino alla strada e con i servizi a disposizione; è ovvio che se il vostro terreno edificabile presenta parti scoscese, o l’accesso per i mezzi è difficoltoso o comunque lontano dalla strada, i costi totali per la realizzazione delle fondamenta potranno salire anche in maniera significativa.
Bisogna anche considerare il costo di un tecnico che preparerà tutta la documentazione per presentare la domanda in Comune per il permesso edilizio. Il Comune richiederà anche una serie di oneri fra cui quelli per l’urbanizzazione. In questo caso spesso è possibile ottenere un pagamento rateale degli oneri al comune, ma è una spesa che occorre tenere in considerazione e che andrà ad incidere per circa il 10% del valore dell’immobile.
Minore il costo per gli allacciamenti alla rete elettrica, al gas ed al telefono, ma sempre nell’ordine di qualche migliaio di Euro fra tutti.
Il budget da considerare, dunque, non può essere strettamente limitato all’acquisto del terreno e dell’abitazione ed occorre considerare la possibilità di problemi durante la costruzione e ritardi nella consegna (ma in questo caso si può ovviare scegliendo un’azienda che offra un contratto con prezzo stabilito).

Romania: investimenti italiani conquistano l’Est con progetti residenziali di lusso.

Esportare ad Arad una delle maggiori città della Transilvania il format immobiliare e urbanistico romano dell’Olgiata. E’ questo l’obiettivo di un gruppo di imprenditori bresciani che hanno raggiunto accordi con l’amministrazione locale e ottenuto tutte le concessioni, per costruire un quartiere residenziale di lusso alle porte della cittadina tran silvana. Il progetto, denominato Butterfly Park, servirà a far fronte alle nuove esigenze di sviluppoo urbanistico e territoriale della società rumena, dove una rinata classe media è sempre più in cerca di un’offerta residenziale simile a quella di una provincia italiana del Centro-Nord. E’ per questo motivo che il progetto Butterfly Park prevede la costruzione di un complesso di villette, dotate di tutti i comfort e realizzate sul modello dell’Olgiata, che circonderanno un campo da golf, adatto ad ospitare gare di livello internazionale. Il tutto, hanno assicurato i manager bresciani, nel pieno rispetto dell’ecosistema e della tutela del territorio.

Urbanpromo 2009: verso una cultura della sostenibilità e della fattibilità urbanistica

Si svolgerà a palazzo Franchetti (Venezia), dal 4 al 7 novembre 2009, Urbanpromo, l’evento di marketing urbano e territoriale che si propone di diffondere la cultura della fattibilità urbanistica, economica e ambientale dei progetti, migliorando la qualità dei processi di pianificazione e progettazione.
L’evento, organizzato dall’Inu (Istituto Nazionale di Urbanistica) e dalla sua società di servizi Urbit (Urbanistica Italiana srl), affronta le problematiche dello sviluppo urbanistico e dei mercati immobiliari nell’ottica della sostenibilità e della fattibilità dei progetti e di rendere il mercato più libero e concorrenziale, promuovendo la collaborazione e il partenariato tra Enti territoriali, privati, promotori immobiliari, imprese di costruzione e istituti di credito.

La porta che non si vede

Avete mai pensato ad una porta, che una volta chiusa non è più una porta ma diventa semplicemente una porzione di muro?
Esiste ed è una soluzione possibile grazie ad un particolare telaio che la posiziona perfettamente a filo con il muro, mimetizzandola con tutto il resto della parete. Si chiama NoDoor ed è prodotta da Dilà, principale produttrice italiana di porte. La porta NoDoor può assumere qualunque tipo di finitura o tappezzeria della parete alla quale si abbina, concretizzando in questo modo l’interesse dell’azienda a creare quello che si può definire un vero e proprio oggetto di arredamento. Numerose sono le versioni di colori disponibili: multilaminare tinto chiaro, tinto medio, tinto scuro, tinto teak, in versione laccata RAL 1013 bianco perla e laccato colore. Come tutti i prodotti del marchio, anche NoDoor è realizzata con materie prime selezionate e certificata dal marchio di qualità “vero legno”. Inoltre è ecologica, perché verniciata con prodotti veicolati ad acqua. Ha un elevato grado di abbattimento acustico, con un valore di fonoassorbenza di 28,5 decibel. Le misure sono quelle standard di una porta ad un’anta (60-70-80-90 x 210 cm) ma a richiesta è possibile anche ottenere delle porte su misura in base ad esigenze diverse. Fondamentale per l’azienda, infatti, è la possibilità di offrire un prodotto altamente personalizzabile.

Alain Boublil, il noto coautore di musical come “I Miserabili” vende la sua casa inglese.

Alain Boublil, coautore di musical come “I Miserabili” e “Miss Saigon” trasferitosi da 6 anni a New York, ha messo in vendita la sua casa inglese di St. Saviour (Jersey) al prezzo di 15 milioni di sterline.
L’immobile, costituito da una gigantesca chiesa sconsacrata nella zona Ovest di Londra, non sarà di facile collocazione, visto che lo stesso Bouuna gigantesca chiesa sconsacrata nella zona Ovest di Londra, non sarà di facile collocazione, visto che lo stesso Boublil ha affermato di aver rifiutato di visitarla 3 o 4 volte quando stava cercando casa e poi ha cambiato idea dopo averci dato un’occhiata all’interno!

Casa scorrevole in legno

A pensarci bene sembra l’uovo di Colombo: una casa con una copertura scorrevole, in grado di adattarsi alle ore della giornata ed al variare delle condizioni climatiche.
L’hanno progettata le menti dello studio dRMM inglese, partendo dalle linee del classico granaio britannico, una tipologia di abitazione particolarmente cara oltremanica. La casa è realizzata con un guscio esterno in legno, ed uno interno con una struttura in acciaio e pannellature completamente a vetro, per offrire un’esperienza quanto più simile possibile a quella della vita all’aria aperta.
Con la semplice pressione di un bottone, il guscio esterno rivestito in legno scorre su dei binari per lasciare esposta la parte interna, grazie a quattro motori che spostano la struttura di 20 tonnellate, composta da acciaio, rivestimento in legno e pannelli isolanti. Il tutto senza consumare un kWh di corrente, visto che l’alimentazione dei motori è affidata a quattro batterie, caricate grazie a pannelli solari fotovoltaici. Ovviamente in caso di mancanza di sole l’alimentazione viene prelevata dalla rete.

Arredi Anni 60-70: la poltrona a sacco

Icone dell’arredamento contemporaneo ancora oggi in produzione e realizzate proprio in quegli anni.
Quando iniziamo a studiare il design di un arredo, dobbiamo innanzitutto analizzare il periodo storico, economico e sociale in cui è stato pensato e realizzato.
Gli anni 60-70 furono ricchi di contestazioni giovanili. Il fenomeno fu mondiale, la cultura, la società e tutto il contesto urbano ne vennero fortemente influenzati.
Con la guerra in Vietnam, il desiderio di pace, la presidenza di J.F. Kennedy, la Cina di Mao Tze Thung, la politica russa di Leonid Il’ic Breznev, il premio Nobel per la pace a Martin Luther King, la British Invasion dei Beatles, la pop art di Andy Warhol, Mary Quant e la sua minigonna, i figli dei fiori, la ricerca di quella visione spirituale e mistica della vita che l’Occidente aveva malauguratamente perduto, si formarono gli anni 60 e la rivoluzione culturale.
La trasformazione in Italia avvenne soprattutto in campo industriale.
La modernizzazione e la tecnologia iniziarono a progredire e a perfezionarsi.
L’incremento dei trasporti e quindi delle materie prime portarono, non l’uomo sulla luna come in America, ma un miglioramento del tenore di vita dei cittadini.
La società industriale-consumistica cresceva. Il settore terziario si arricchì nei primissimi anni 60 di un nuovo potentissimo mezzo di comunicazione: la Televisione. La quale subito ebbe anche un ruolo fondamentale nel condizionare la vita ed i modelli comportamentali dell’uomo. I nuovi bisogni insostituibili divennero quelli superflui della società industrializzata.
In quegli anni però molti designer ed architetti ebbero fortuna, soprattutto coloro che rifiutarono i precetti razionalistici del Modern Movement.
In Italia si formarono diversi gruppi Anti-design che proponevano il design dell’evasione realizzando oggetti chiaramente provocatori e sovrastrutturati. Molte icone dell’arredamento contemporaneo, ancora oggi in produzione, furono realizzate proprio in quegli anni.
Piero Gatti, Cesare Paolini & Franco Teodoro, nel 1968, idearono per Zanotta la Poltrona Sacco. Realizzata senza forma e senza alcuna struttura rigida è interamente imbottita di palline di polistirolo.
Perfettamente anatomica, abbraccia nella sua forma il corpo umano lasciandolo libero, senza costrizioni e assecondandolo nei movimenti.
Un oggetto informe realizzato in finta pelle che vanta una nutrita schiera di imitazioni ancora oggi. Il suo design leggero e deformabile al Salone del mobile di Milano del 2008 ha compiuto i suoi primi 40 anni!
La Commedia del Sacco è stato il titolo della mostra che l’ha ospitata durante la Kermesse milanese presso gli spazi BaseB di via Lambruschini 36.
Oggi sono 26 i musei in tutto il mondo ad ospitare la seduta di Zanotta nelle collezioni permanenti di arte contemporanea che entra così a pieno titolo nel migliore design italiano conosciuto a livello internazionale.

Casa scultura

A pochi isolati dalla spiaggia, a Los Angeles, lo studio Xten Architecture ha ideato una struttura flessibile composta da due volumi collegati tra loro e interdipendenti, dei quali uno è dedicato al lavoro artistico e l’altro è finalizzato a contenere la parte domestica con la stanza da letto padronale, il bagno e uno studio che si apre su un ampio balcone. il cortile centrale diventa il punto focale del complesso per la vita e il lavoro all’aperto.
Nel corpo destinato alla pittura, una larga porta in alluminio scorrevole è stata creata per spostare facilmente le tele di grosse dimensioni. Sull’altro lato una seconda porta scorrevole, questa volta in vetro, permette di espandere lo spazio dello studio verso il cortile interno per consentire di lavorare anche all’aperto. Un lungo e stretto lucernario permette alla luce naturale di filtrare attraverso i due piani.

CASA – IGLOO

L’igloo è un rifugio essenziale, semplice gli inventori di questo sistema abitativo sono gli esquimesi delle coste artiche canadesi e groenlandesi; normalmente un igloo è una sistemazione temporanea che serve come rifugio durante battute di caccia o pesca, tuttavia presso alcuni popoli artici è usato come dimora invernale fissa e può raggiungere dimensioni veramente ragguardevoli, 4m di altezza e ben 5m di diametro. In un igloo di media grandezza la presenza di 3 persone è sufficiente per riscaldare l’ambiente di diversi gradi, se poi si accende un fuoco la temperatura interna può raggiungere tranquillamente i 17°c mentre esternamente la temperatura è attorno ai -40°c. Durante la notte perché la temperatura non si abbassi troppo si devono mantenere vive almeno le braci, oppure è sufficiente tenere accese due belle lampade ad olio. La tecnica per costruire un igloo è la seguente: si prendono blocchi di neve ben pressata e gelata e si tagliano con seghe o coltelli facendogli assumere forma rettangolare o cubica. Una volta ottenuto un numero cospicuo di blocchi si crea una base a forma di cerchio e successivamente vi si appoggiano a sparale altri blocchi via via più piccoli e alla fine si chiude il tutto con l’ultimo blocco detto “chiave di volta”. Ultimato l’igloo si tapperanno le eventuali fessure tra i “mattoni” con neve ben ghiacciata ed il gioco è fatto. Importante è anche l’apertura, deve infatti garantire un minimo ricircolo d’aria per evitare che l’anidride carbonica, generata dal metabolismo e dal fuoco, si accumuli in eccesso saturando l’aria all’interno. Come chiusura si usano normalmente pelli di animale molto spesse o blocchi di ghiaccio semi circolari.

Case di bambù

Arrivano le case che mangiano la CO2 (anidride carbonica), rispettano l’ambiente e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di energia, di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
La Fondazione Altran per l’innovazione aveva promosso, lo scorso anno, un bando a sostegno dell’innovazione tecnologica il cui tema era ‘Riduzione del tasso di CO2 nell’atmosfera: la sfida tecnologica”. Il vincitore del bando è risultato essere il ricercatore spagnolo Francisco Gallo Mejia, con i suoi ”Composti a base di bambù per abitazioni sostenibili’. Il ricercatore si aggiudica un anno di accompagnamento tecnologico da parte degli esperti di Altran (pari a un valore di un milione di euro e un finanziamento di 16.000 euro) e ritiene che così si potranno ”ridisegnare le relazioni fra uomo, ambiente, economia e società” Le sue case mangiano CO2, rispettano l’ambiente e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di energia, di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo, e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
Il progetto, che si inserisce anche in alcuni programmi internazionali come Inbar (International Net for Bamboo and Ratam), contempla tre dimensioni. La prima riguarda gli aspetti tecnici: le fibre di bambù, cuore del progetto, assemblate con altri materiali permettono economicità ed efficienza energetica. La seconda mira a sviluppare un’attività industriale sostenibile promuovendo l’economia locale, soprattutto grazie al microcredito. La terza dimensione punta soprattutto sugli aspetti ambientali: coltivare il bambù consente di preservare il terreno e di catturare CO2.

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