Edifici Plusenergiehäuser a Friburgo

Terminato di costruire nel giugno 2006, il Sonnenschiff – la nave solare (un edificio in linea a funzione mista, terziaria e residenziale) – si trova ai bordi del famoso quartiere Vauban di Friburgo in Brisgovia nel sud della Germania. Friburgo, ai piedi della Foresta Nera, è la città solare per eccellenza, in cui, attualmente, risultano installate la maggiore potenza fotovoltaica e la maggior superficie di pannelli solari termici per abitante di tutta la Germania e probabilmente di tutta Europa.
La vera particolarità del quartiere sono le sue Plusenergiehäuser, edifici progettati dall’architetto
Rolf Disch che producono più energia di quanto ne consumino grazie all’ottimizzazione dell’efficienza
energetica e all’uso consistente di pannelli fotovoltaici.
II nuovo aggregato edilizio é composto da 58 unità abitative e dall’edificio principale, il Sonnenschiff, sulla cui sommità si trovano le 4 residenze bi e trifamiliari. La nave solare appare come la somma di molteplici e leggere cellule abitative, ciascuna caratterizzata da un colore diverso, che movimentano lo skyline del complesso. Il vetro, oltre a connotare le finestre, è il materiale che equilibra la composizione dei volumi e regola il bilanciamento energetico. L’edificio ospita i parcheggi per le auto dell’intero quartiere nel piano interrato oltre a 1160 m2 di negozi, 3600 m2 di uffici e 1160 m2 di residenze. Si distribuisce su una lunghezza di 125 metri con un’altezza variabile da tre a cinque piani.
Come già accennato, la copertura ospita 4 blocchi suddivisi in 9 appartamenti posizionati in un grande giardino pensile (1500 m2) progettato dagli architetti Pit Müller e Kalus Scheuber. Gli appartamenti sono di varie dimensioni (tra i 91 e i 168 m2) e contengono dai tre ai cinque locali. Una superficie vetrata alta 3 metri, che circonda tutto il gardino, protegge le case e le terrazze dai rumori provenienti dalla strada e dal vento, asciando però permeabile la vista delle colline circostanti.
Le residenze si sviluppano su due piani fuori terra, più un locale mansardato che da l’accesso al terrazzo sul lato nord. Come consueto, i locali “caldi” sono stati posti sul lato sud, asciando a nord la cucina e i servizi; il piano terra, un open space, ospita il soggiorno con diretto accesso al giardino, mentre, al primo piano, si trovano le camere. All’ultimo piano, nel sotto tetto, alcuni hanno pensato ad uno spazioso studio da più di 20 m2, adattabile a stanza per gli ospiti. La particolare sezione è studiata per favorire i guadagni solari durante l’inverno e proteggere la facciata durante l’estate. La copertura e il balcone al primo piano funzionano da schermatura fissa. La struttura principale è di legno, utilizzato
secondo i moderni schemi di prefabbricazione per ridurre al massimo i tempi di cantiere e gli errori di posa. La facciata a sud è completamente vetrata. Particolare attenzione meritano le coperture: rivolte verso sud, sono interamente rivestite da pannelli fotovoltaici. La tecnologia utilizzata è quella dei pannelli semitrasparenti in cui le celle policristalline sono laminate tra due lastre di vetro.

Trento: Casa Knycz

Un intervento di ristrutturazione e ampliamento di un edificio adibito a “casa per vacanze”.
L’intervento consiste nella ristrutturazione con ampliamento di un edificio adibito a “casa per vacanze”. La nuova costruzione si compone di due piani fuori terra; il livello d’ingresso è stato ampliato rispetto all’esistente mentre il primo è stato realizzato con opere di nuova edificazione o sopraelevando i muri perimetrali non demoliti. Il risultato è una villa costituita da due nuove unità abitative, una completamente al piano terra e l’altra divisa tra terra (zona giorno) e primo (zona notte).
In aggiunta, è stato costruito anche un volume interrato destinato a deposito materiali e attrezzi agricoli.
La conformazione del fabbricato, l’orientamento, le chiusure trasparenti e i relativi sistemi di schermatura, lo sfruttamento delle condizioni climatiche per la ventilazione naturale e delle risorse rinnovabili, il riciclo dell’acqua piovana e le prestazioni degli elementi tecnici hanno permesso di ottenere un edificio a basso impatto ambientale (Classe B protocollo CasaClima).

Zow Verona: dal 21 al 24 Ottobre.

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Da sempre forum di tendenza per informarsi sulle ultime novità in fatto di design, coltivare contatti eccellenti e concludere buoni affari, in una piacevole atmosfera, ZOW Italia ritorna, dal 21 al 24 ottobre, ad animare il quartiere fieristico di Veronafiere, con un programma fitto di appuntamenti ed eventi.
ZOW, il Salone Internazionale dei Componenti ed Accessori per l’Industria del Mobile, è l’ evento leader nel settore a livello internazionale;
Anche per questa nona edizione, la rassegna veronese offrirà la più ampia e completa panoramica di componenti e accessori dell’industria del mobile: sono infatti oltre 300 le aziende che hanno scelto ZOW Verona per presentare le proprie novità di prodotto per il 2009, su una superficie totale di 40.000 mq.

In più, un fitto programma di mostre ed eventi speciali porterà sotto i riflettori Design, Materiali, Innovazione e Tecnologia: la manifestazione dedicherà particolare attenzione all’architettura e al design, rispondendo così ad una tendenza di grande attualità.

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Pavimenti e rivestimenti

La pavimentazione del bagno non è da sottovalutare, non solo per la sua estetica ma anche per la funzionalità. In particolare è importante che sia perfettamente impermeabile, a maggior ragione quando il bagno ospita una doccia.
Il tipo di pavimento più diffuso in bagno è rappresentato dalle piastrelle di ceramica, belle da vedere e in grado di assicurare una lunga durata. Inoltre esse sono disponibili in una gamma di colori e decori praticamente infinita.
Esistono però anche soluzioni alternative, come piastrelle viniliche, in sughero o particolari tipi di parquet specifici per il bagno, ma in questo caso le superfici richiedono una manutenzione più attenta.
Oltre al pavimento, anche le pareti della cabina doccia devono essere perfettamente impermeabili, perché in questo locale non solo sono pericolosi gli spruzzi, ma anche la formazione di vapore d’acqua.
E’ quindi necessario assicurarsi che le piastrelle di rivestimento siano messe in opera con collanti a perfetta tenuta d’acqua e che non ci siano fessure in cui questa possa infiltrarsi.
Per evitare, però, la formazione di condensa è consigliabile che la parte superiore delle pareti e il soffitto siano tinteggiati con pitture traspiranti.
In alternativa alle piastrelle è possibile anche tinteggiare le pareti con vernici a smalto, in particolare con finitura lucida o semi-opaca.

MiLoft, un loft come una casa passiva

Le case passive sfruttano la disposizione e l’orientamento delle stanze per ottenere il massimo guadagno dall’irradiamento della luce solare in inverno, ed ovviamente un isolamento termico di pareti, tetto e soprattutto infissi decisamente superiore a quello di una casa tradizionale.
Difficile pensare però ad una casa passiva sotto forma di loft ma è proprio questo l’obiettivo del progetto dello studio britannico RMJM che alla mostra internazionale del Real Estate ha presentato MiLoft.
MiLoft è un appartamento dal costo accessibile anche a famiglie con possibilità economiche ridotte.
Costruito con materiali sostenibili, il MiLoft utilizza un impianto di ventilazione meccanica con la possibilità di recuperare il calore dell’aria in uscita tramite uno scambiatore di calore, esattamente come nelle case passive. Il calore viene quindi passato al flusso d’aria in entrata.
Per i mesi estivi è previsto un sistema di ventilazione naturale che dovrebbe ridurre sensibilmente o eliminare del tutto la necessità di condizionatori d’aria.
Fra le altre caratteristiche del progetto MiLoft c’è l’impianto di raccolta dell’acqua piovana che viene poi impiegata per gli scarichi dei bagni.
Il costo previsto per le unità, da una a quattro camere, parte da circa 55.000 sterline, un costo purtroppo impossibile da tradurre in Euro per via dell’enorme differenza nel prezzo dei terreni edificabili nei sobborghi delle grandi città fra UK ed Italia.

Risparmio energetico, non solo d’inverno

Molti, erroneamente, pensano che sia solamente l’inverno il periodo dell’anno in cui le nostre case consumano più energia. In realtà, da oramai diversi anni, il consumo estivo è arrivato a livelli paragonabili a quelli invernali, se non addirittura più alti.
L’uso diffuso di condizionatori d’aria infatti ha aumentato a dismisura i consumi in un periodo dell’anno durante il quale in Italia non si erano mai consumate grosse quantità di corrente. Da strumento utilizzato solamente negli uffici o nei centri commerciali, il climatizzatore è diventato un elettrodomestico di uso comune, omnipresente anche in abitazioni che potrebbero essere rinfrescate semplicemente – e più economicamente – con altri sistemi.
Anche per il raffrescamento delle nostre case è possibile utilizzare soluzioni e strumenti in grado di farci risparmiare energia (e quindi denaro) ma soprattutto di creare un ambiente più piacevole di quello con folate di aria fredda prodotte dai climatizzatori. Ovviamente, anche nel caso del surriscaldamento di un edificio, molta importanza la rivestono l’orientamento e le aperture. Grandi finestre rivolte verso sud, ovest o sud-ovest infatti portano in casa grandi quantità di calore, mentre pergole o tende su questi lati possono ridurre sensibilmente il caldo che entra in casa d’estate. In caso di pergole fisse, queste possono essere disegnate in modo da far passare i raggi invernali del sole, più bassi di quelli estivi, lasciando la casa comunque luminosa anche durante l’inverno.
Ovviamente un ottimo isolamento serve sia a lasciar fuori il freddo che il caldo. Un cappotto termico è in grado di ridurre la temperatura interna estiva di alcuni gradi, ma in questo caso ovviamente deve essere applicato sui lati sud/ovest della casa oltre che su quelli nord/est che servono invece a proteggere dal freddo invernale.
Particolare importanza rivestono i giunti termici della struttura, ma in questo caso c’è poco da fare se la casa è stata progettata male.
Ricordatevi di chiudere le finestre esposte al sole diretto, specialmente se avete buoni infissi con doppi vetri e persiane. Durante l’afa estiva di metà giornata, una finestra aperta su quei lati fa entrare solamente calore, utilizzate sempre solo le finestre in ombra per arieggiare ed aprite tutte le altre dopo il tramonto. Quando la temperatura in eccesso è di pochi gradi, utilissimi si rivelano i ventilatori a soffitto, con un consumo di corrente irrisorio.

L’orientamento ottimale di un’abitazione

Sia che stiate progettando di costruirvi una casa passiva, o che cerchiate la migliore disposizione di una casa tradizionale per poter sfruttare comunque al meglio la luce del sole nei vari periodi dell’anno, sarà molto importante valutare attentamente l’orientamento delle varie stanze e soprattutto delle finestre e superfici vetrate.
In una casa passiva, la maggior parte del fabbisogno energetico viene coperta dagli apporti solari, ed è quindi indispensabile l’orientamento della facciata principale verso sud. La facciata principale esposta a sud avrà anche una superficie vetrata pari al 40% della superficie complessiva della facciata, per meglio sfruttare il calore prodotto dall’illuminazione solare durante i mesi invernali. Una superficie maggiore non porta vantaggi significativi per quello che riguarda il riscaldamento durante l’inverno, ma rischia di causare un eccessivo surriscaldamento durante l’estate.
Proprio l’esposizione verso sud delle finestre principali è preferibile all’esposizione ad ovest anche per quello che riguarda il caldo dei mesi estivi: se è vero che il lato sud riceve il massimo della radiazione in inverno, quando è più richiesta, è altrettanto vero che durante l’estate, quando il sole è alto e i suoi raggi incidono ad angolo acuto a sulla superficie terrestre, la casa viene meno irradiata.
Al contrario, una finestra orientate verso ovest, pur non migliorando molto il bilancio energetico invernale, contribuisce in maniera significativa al surriscaldamento durante l’estate: le aperture sul lato ovest dovranno quindi essere contenute e dotate di efficaci sistemi di ombreggiatura.
Il lato nord dovrà avere poche finestre, perchè è qui che si concentrano le maggiori dispersioni termiche durante l’inverno, ed anche negli altri periodi dell’anno l’apporto di luce fornito dalle finestre a nord sarà poco importante.

Case prefabbricate sostenibili dalla Svezia

Kjellgren Kaminsky Architecture è uno studio di architettura di Göteborg, in Svezia.
Lo studio ha sviluppato alcuni interessanti progetti sull’evoluzione dell’architettura cittadina, fra cui 6 progetti relativi a case prefabbricate sostenibili, con caratteristiche di consumi tali da farli rientrare nella definizione di casa passiva.
In una casa passiva il consumo di energia necessario per il riscaldamento/raffrescamento è pari a zero ed è questo l’obiettivo a cui hanno puntato Fredrik Kjellgren e Joakim Kaminsky, fondatori dello studio di architettura.
Le loro case prefabbricate sono state esposte alla Stockholm Housing Fair, con i 6 modelli che mostrano come sia possibile variare le dimensioni di una casa pur mantenendo inalterate le caratteristiche di base. Le 6 case prefabbricate esposte infatti variano dal monolocale alla grande abitazione familiare con quattro camere da letto.
Interessante anche il design, diverso fra i vari modelli di casa, con la Villa Varde (la più grande) che ha uno stile moderno e di forte impatto, mentre Villa Mittskepp mostra un’estetica decisamente più simile a quella di una tradizionale casa passiva.

In provincia di Cuneo la prima casa passiva con design italiano

E’ stata costruita a Cherasco (CN) la prima casa passiva progettata ed ideata in Italia da Rockwool e l’Architetto M. Novo che, oltre a esserne l’attuale proprietario, si è occupato di tutta la parte progettuale con il supporto dell’Architetto W. Unterrainer nella progettazione degli impianti e successiva certificazione.
Alla base del progetto della casa passiva di Cherasco figurano non solo la comune sensibilità alle problematiche ambientali, ma anche alcune necessità tecniche come la mancanza di una rete gas. Inoltre, gli attori coinvolti nel progetto hanno voluto mantenere lo stile architettonico della casa originaria, adibita a uso rurale e costruita agli inizi dell’800, introducendo numerosi richiami alla tradizione delle Langhe come, ad esempio, il recupero dei mattoni originali (di produzione locale), l’aggetto in mattoni e le persiane di forma e colore simili agli originali.
La casa passiva impiega il 90% di energia in meno rispetto alla casa media europea e l’80% di energia in meno rispetto ad una moderna abitazione. In particolare la bolletta della casa passiva di Cherasco è risultata particolarmente “leggera” questo inverno (€ 175 per riscaldamento e acqua calda), soprattutto se confrontata con quelle del vicinato (per un’abitazione di pari metratura un costo di oltre € 3.000).
Gli obiettivi portati a termine nella realizzazione dell’involucro della casa passiva sono stati continuità dell’isolamento pareti-copertura, eliminazione di ponti termici e involucro interno disgiunto da quello esterno. Particolare attenzione è stata posta alla coibentazione delle pareti.
I serramenti sono senza controtelaio e montano vetri tripli, mentre la ventilazione e il riscaldamento sono gestiti da un’apparecchiatura che al suo interno contiene una mini-pompa di calore, un recuperatore di calore, un serbatoio per l’acqua e i ventilatori necessari per garantire l’adeguato flusso d’aria.
La casa passiva è un’abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale (caldaia e termosifoni o sistemi analoghi) ed è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi da finestre e vetrate esposte a sud con il calore prodotto e recuperato da sorgenti interne è quasi sufficiente a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.

Russian House, case prefabbricate in tronchi di legno

Le loghouse, o case prefabbricate in tronchi di legno, non sono certo molto diffuse in Italia, anche se nell’arco alpino non mancano splendidi esempi di questo tipo di costruzione.
Ovviamente, nel caso di una loghouse l’estetica viene pesantemente condizionata dal tipo di costruzione, per cui questo tipo di casa prefabbricata si adatta probabilmente solo alle regioni montane della nostra penisola.
Fra i costruttori che realizzano case prefabbricate in tronchi di legno c’è anche Russian House, azienda di San Pietroburgo nata nel 1996 ma il cui proprietario costruisce case di questo tipo da quasi vent’anni.
Si tratta di un costruttore che cerca di fare della qualità il proprio punto di forza, proponendo lavorazioni a mano anche di pregio, ed è il più grosso produttore di case in tronchi di legno in Russia. Le case di Russian House sono vendute in molti paesi d’Europa, a partire da Norvegia, Germania e Svizzera, mercati non certo facili ed in cui occorre avere un ottimo prodotto per potersi inserire. Nonostante le case in tronchi prodotte da Russian House siano soprattutto in stile russo e scandinavo, l’azienda è disponibile a realizzare case con un design adeguato al paese di destinazione, visto che ogni casa è comunque realizzata interamente su progetto e personalizzata e non costruita in base a schemi e disegni predefiniti.
Le case prefabbricate di Russian House sono costruite con tronchi di diametro compreso fra 22 e 35 cm, sia con profilo ovale (secondo lo schema norvegese “lafet”) che tondo. Il profilo di ogni tronco è rifinito a mano per avere la massima adattabilità e ridurre al minimo lo spazio fra i giunti, a tutto vantaggio dell’isolamento termico. Si tratta di una tipologia di abitazione davvero particolare, molto diffusa negli USA ed in Canada oltre che in Nord Europa, ma che in Italia non potrà mai avere una grande diffusione, anche se il fascino degli interni di una casa di questo tipo è davvero inimitabile.

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