USA, non si fermano i pignoramenti: +23% nel terzo trimestre dell’anno

Secondo la società Realtytrac Inc, nel periodo luglio-settembre 937.840 proprietari di statunitensi hanno ricevuto avvisi di pignoramento, il 23% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Pignoramenti in aumento soprattutto nello stato del Nevada, con 47.925 raggiunte da avvisi di pignoramento, il 59% in più rispetto al terzo trimestre 2008. Seguono Illinois (37.270 ; +30%), Arizona (50.342 ; +25%), Florida (156.924 ; +23%) e Michigan (37.026 ; +22).
(fonte: idealista.it – http://www.idealista.it/pagina/boletin)

Non ci sono soldi: le famiglie francesi affittano ai turisti

Nell’Europa della crisi sopravvive solo chi ha la capacità di arrangiarsi. Così succede che nella costosissima Parigi sempre più persone – perchè licenziate, separate o con lo stipendio ridotto – decidano di affittare parte della propria abitazione. Soprattutto per chi abita nel centro della ville lumière, affittare la al turista o al manager in cerca di un caldo appartamento al posto di certe stanze anonime in hotel, è sinonimo di una bella boccata di ossigeno, anche se questo significa sacrificare la propria intimità familiare. Sembra proprio che la “staffetta” sia diventata d’obbligo per molte famiglie francesi. I turisti mostrano di gradire questo genere di accomodation come dimostra l’incremento delle visite ai siti che le propongono, cresciute del 35% negli ultimi mesi.

Casa ad amalfi: tiene la domanda, ma calano le transazioni

ancora alti ad Amalfi, dove una casa costa in media 300mila euro.
La lieve flessione che ha interessato le quotazioni immobiliari cittadine nella seconda parte del 2008 (-1,4%) non sembra aver toccato il centro storico, dove le valutazioni oscillano tra i 5mila e i 10mila euro/m2 necessari per acquistare casa nelle zone più prestigiose e panoramiche. La domanda è ancora forte: le soluzioni più ricercate sono bilocali di 50-60 m2 e villette indipendenti con vista panoramica. Anche a causa dei elevati, di recente gli acquirenti hanno scoperto un nuovo segmento composto da da ristrutturare, lontane dalla strada principale e accessibili tramite scalinate, che richiedono investimenti più modesti, tra i 150mila e i 200mila euro.

Case di bambù

Arrivano le che mangiano la CO2 (anidride carbonica), rispettano l’ e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di , di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
La Fondazione Altran per l’innovazione aveva promosso, lo scorso anno, un bando a sostegno dell’innovazione tecnologica il cui tema era ‘Riduzione del tasso di CO2 nell’atmosfera: la sfida tecnologica”. Il vincitore del bando è risultato essere il ricercatore spagnolo Francisco Gallo Mejia, con i suoi ”Composti a base di bambù per sostenibili’. Il ricercatore si aggiudica un anno di accompagnamento tecnologico da parte degli esperti di Altran (pari a un valore di un milione di euro e un finanziamento di 16.000 euro) e ritiene che così si potranno ”ridisegnare le relazioni fra uomo, , economia e società” Le sue mangiano CO2, rispettano l’ e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di , di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo, e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
Il progetto, che si inserisce anche in alcuni programmi internazionali come Inbar (International Net for Bamboo and Ratam), contempla tre dimensioni. La prima riguarda gli aspetti tecnici: le fibre di bambù, cuore del progetto, assemblate con altri materiali permettono economicità ed efficienza energetica. La seconda mira a sviluppare un’attività industriale sostenibile promuovendo l’economia locale, soprattutto grazie al microcredito. La terza dimensione punta soprattutto sugli aspetti ambientali: coltivare il bambù consente di preservare il terreno e di catturare CO2.

Trento: Casa Knycz

Un intervento di ristrutturazione e ampliamento di un edificio adibito a “ per vacanze”.
L’intervento consiste nella ristrutturazione con ampliamento di un edificio adibito a “ per vacanze”. La nuova si compone di due piani fuori terra; il livello d’ingresso è stato ampliato rispetto all’esistente mentre il primo è stato realizzato con opere di nuova edificazione o sopraelevando i muri perimetrali non demoliti. Il risultato è una villa costituita da due nuove unità abitative, una completamente al piano terra e l’altra divisa tra terra (zona giorno) e primo (zona notte).
In aggiunta, è stato costruito anche un volume interrato destinato a deposito materiali e attrezzi agricoli.
La conformazione del fabbricato, l’orientamento, le chiusure trasparenti e i relativi sistemi di schermatura, lo sfruttamento delle condizioni climatiche per la ventilazione naturale e delle risorse rinnovabili, il riciclo dell’acqua piovana e le prestazioni degli elementi tecnici hanno permesso di ottenere un edificio a basso impatto ambientale (Classe B protocollo CasaClima).

Mattone? Ecco le case giapponesi da € 20.000

Sono fatte di schiuma di polistirolo espanso, non attirano termiti, non fanno muffa, non conoscono la ruggine, sono antisismiche e reggono la furia dei tifoni nonostante pesino soltanto 80 chili. Per montarle occorrono solo tre persone e circa una settimana di lavoro. Alte più di tre metri e larghe oltre 7, hanno una superficie quadra di 44 metri. Il costo? Si parte da 3 milioni di yen, montaggio e trasporto a parte, meno di 20 mila euro. Sono le nuove in polistirolo espanso prodotte in Giappone dalle Domehouse.

Terremoto: Cialente, “Servono altre case”.

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”Abbiamo almeno 11mila nuclei familiari che rientreranno in a primavera, se non in estate”. Lo ha dichiarato Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, intervenendo alla trasmissione ‘Radio Anch’io sottolineando che ”il Progetto parti’ con 3.600 appartamenti, poi il governo ne ha concessi altri 1.300: si tratta di di legno perche’ poi le dovremo smontare. Ma non sono abbastanza. Mancano ancora ”.
”La protesta contro i trasferimenti – ha sottolineato Cialente – non e’ mancanza di gratitudine – ma preoccupazione per la prospettiva. Fare tutti i giorni avanti e indietro la strada da Ovindoli, che e’ una strada terribile d’inverno, con la neve, si puo’ chiedere a una famiglia per un mese, ma non di piu”’.

Mutuo o affitto? Oggi comprare conviene di più!

Il mutuo è più conveniente dell’; è quanto emerge dall’ultima indagine di mutuionline che ha confrontato il costo dell’ con quello dell’acquisto di un immobile nella periferia di e di Milano, ipotizzando un mutuo al 100% o all’80%, con diverse soluzioni di tasso e di durata. Esempio, a Milano l’ di un immobile valutato € 106.000 costerebbe € 700/mese, mentre la rata di un mutuo al 100% andrebbe da un minimo di € 404 per un variabile a 30 anni, fino a un massimo di € 723 per un fisso a 20 anni. A parte la convenienza della rata rispetto al canone, il mutuo consente di accedere alla proprietà dell’immobile, mentre invece l’ è una spesa pura a fronte della quale la famiglia non accumula alcun valore.

In Lombardia un bonus da € 1.500 per chi è in difficoltà con l’affitto

I dati diffusi dal Pirellone sono allarmanti: in Lombardia sono 7.700 le aziende in serie difficoltà, 55mila i lavoratori in cassa integrazione, mentre il 57% dei disoccupati sono donne, il 40% ha meno di 24 anni e il 60% ha meno di 54 anni. La regione ha perciò stanziato un fondo affitti che prevede un bonus di € 1.500 destinato a chi non riesce a pagare il canone mensile perché ha perso il lavoro o è stato messo in mobilità dall’azienda. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° ottobre.

Tegole in laterizio: il sistema più diffuso sin dall’antichità

La copertura dei tetti con manti di tegole in laterizio, il cui scopo principale è quello di proteggere il tetto dalle infiltrazioni di pioggia, è diffusa sin dall’antichità.
Le tegole vengono posate su un graticcio di listelli di legno o su cordoli di malta per tenerle distaccate dalla struttura sottostante.
I listelli sono, di solito, in abete ed hanno una sezione di ca. cm 4×4 per una lunghezza di cm 200. Devono essere interrotti frequentemente per permettere la circolazione dell’aria.
Anche i cordoli di malta realizzati sul solaio vanno interrotti circa ogni due metri, in modo da assicurare una buona ventilazione. Il tetto deve avere anche un buon movimento d’aria per poter respirare, per cui è indispensabile la presenza di aeratori, almeno due ogni 6-8 metri quadrati di copertura.
Esistono diversi tipi di tegole in argilla. Tra le più diffuse vi sono le tegole portoghesi che hanno una forma rettangolare e sono formate da una parte piana ed una curva, rivolta con la concavità verso il basso. Come le tegole marsigliesi, presentano il vantaggio di avere un doppio punto di incastro, orizzontale e verticale.
Si dispongono in file verticali, seguendo l’inclinazione del tetto. Le dimensioni sono all’incirca di 40 cm in larghezza e 25 in lunghezza.
Le tegole marsigliesi sono di forma rettangolare, piana, con scanalatura centrale e rialzo laterale per l’incastro. A differenza di coppi ed embrici presentano un doppio punto d’incastro, orizzontale e verticale, che evita l’ingresso di troppa aria in caso di forte vento e protegge dalle infiltrazioni d’acqua.
La posa avviene disponendo le tegole per file orizzontali, a partire dalla gronda.
Le tegole vengono disposte sfalsate, in modo che le giunture non rimangano allineate.
Esistono diversi pezzi speciali, come le mezze tegole, che servono per completare il tetto senza doverle spezzare, o come pezzi per colmi, converse, comignoli, paraneve, supporti per antenne.
Le dimensioni sono ca. 40 cm di lunghezza per 25 di larghezza e il peso va da 2,5 a 3,2 kg. Le pendenze dei tetti coperti da questo tipo di tegole vanno da un minimo del 30% fino al 100%.
I coppi, di forma curvilinea, sono le tegole in laterizio più diffuse in Italia ed erano già usati dagli antichi romani.
Vengono disposte in file allineate. Nella prima fila i coppi sono posizionati con la concavità rivolta verso l’alto, mentre in quella successiva essa è rivolta verso il basso, in modo da coprire le giunture dei coppi sottostanti. La lunghezza di queste tegole è di ca. 45 cm, mentre la larghezza è di 20 cm, per il bordo anteriore e si rastrema a 15 per quello inferiore. La pendenza dei tetti coperti dai coppi è in genere non inferiore al 30%.
La tegola romana o embrice è una tegola piana di forma trapezoidale, con i lati obliqui caratterizzati da bordi rialzati.
Si dispone in file allineate, alternate con i coppi con la concavità rivolta verso il basso, che si va a sovrapporre proprio con questi bordi.
Esistono anche casi, piuttosto rari, di coperture realizzate con i soli embrici.
L’embrice viene usato frequentemente soprattutto in interventi di ristrutturazione di antichi edifici, soprattutto in ottemperanza ai Regolamenti edilizi che richiedono l’utilizzo di tecniche tradizionali per i centri storici.
La lunghezza è di circa 42 cm; la larghezza del bordo superiore è di 18 cm, quella del bordo inferiore di 14 cm.