Terremoto: Cialente, “Servono altre case”.

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”Abbiamo almeno 11mila nuclei familiari che rientreranno in casa a primavera, se non in estate”. Lo ha dichiarato Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila, intervenendo alla trasmissione ‘Radio Anch’io sottolineando che ”il Progetto Case parti’ con 3.600 appartamenti, poi il governo ne ha concessi altri 1.300: si tratta di case di legno perche’ poi le dovremo smontare. Ma non sono abbastanza. Mancano ancora case”.
”La protesta contro i trasferimenti – ha sottolineato Cialente – non e’ mancanza di gratitudine – ma preoccupazione per la prospettiva. Fare tutti i giorni avanti e indietro la strada da Ovindoli, che e’ una strada terribile d’inverno, con la neve, si puo’ chiedere a una famiglia per un mese, ma non di piu”’.

Mutuo o affitto? Oggi comprare conviene di più!

Il mutuo è più conveniente dell’affitto; è quanto emerge dall’ultima indagine di mutuionline che ha confrontato il costo dell’affitto con quello dell’acquisto di un immobile nella periferia di Roma e di Milano, ipotizzando un mutuo al 100% o all’80%, con diverse soluzioni di tasso e di durata. Esempio, a Milano l’affitto di un immobile valutato € 106.000 costerebbe € 700/mese, mentre la rata di un mutuo al 100% andrebbe da un minimo di € 404 per un variabile a 30 anni, fino a un massimo di € 723 per un fisso a 20 anni. A parte la convenienza della rata rispetto al canone, il mutuo consente di accedere alla proprietà dell’immobile, mentre invece l’affitto è una spesa pura a fronte della quale la famiglia non accumula alcun valore.

In Lombardia un bonus da € 1.500 per chi è in difficoltà con l’affitto

I dati diffusi dal Pirellone sono allarmanti: in Lombardia sono 7.700 le aziende in serie difficoltà, 55mila i lavoratori in cassa integrazione, mentre il 57% dei disoccupati sono donne, il 40% ha meno di 24 anni e il 60% ha meno di 54 anni. La regione ha perciò stanziato un fondo affitti che prevede un bonus di € 1.500 destinato a chi non riesce a pagare il canone mensile perché ha perso il lavoro o è stato messo in mobilità dall’azienda. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° ottobre.

Tegole in laterizio: il sistema più diffuso sin dall’antichità

La copertura dei tetti con manti di tegole in laterizio, il cui scopo principale è quello di proteggere il tetto dalle infiltrazioni di pioggia, è diffusa sin dall’antichità.
Le tegole vengono posate su un graticcio di listelli di legno o su cordoli di malta per tenerle distaccate dalla struttura sottostante.
I listelli sono, di solito, in abete ed hanno una sezione di ca. cm 4×4 per una lunghezza di cm 200. Devono essere interrotti frequentemente per permettere la circolazione dell’aria.
Anche i cordoli di malta realizzati sul solaio vanno interrotti circa ogni due metri, in modo da assicurare una buona ventilazione. Il tetto deve avere anche un buon movimento d’aria per poter respirare, per cui è indispensabile la presenza di aeratori, almeno due ogni 6-8 metri quadrati di copertura.
Esistono diversi tipi di tegole in argilla. Tra le più diffuse vi sono le tegole portoghesi che hanno una forma rettangolare e sono formate da una parte piana ed una curva, rivolta con la concavità verso il basso. Come le tegole marsigliesi, presentano il vantaggio di avere un doppio punto di incastro, orizzontale e verticale.
Si dispongono in file verticali, seguendo l’inclinazione del tetto. Le dimensioni sono all’incirca di 40 cm in larghezza e 25 in lunghezza.
Le tegole marsigliesi sono di forma rettangolare, piana, con scanalatura centrale e rialzo laterale per l’incastro. A differenza di coppi ed embrici presentano un doppio punto d’incastro, orizzontale e verticale, che evita l’ingresso di troppa aria in caso di forte vento e protegge dalle infiltrazioni d’acqua.
La posa avviene disponendo le tegole per file orizzontali, a partire dalla gronda.
Le tegole vengono disposte sfalsate, in modo che le giunture non rimangano allineate.
Esistono diversi pezzi speciali, come le mezze tegole, che servono per completare il tetto senza doverle spezzare, o come pezzi per colmi, converse, comignoli, paraneve, supporti per antenne.
Le dimensioni sono ca. 40 cm di lunghezza per 25 di larghezza e il peso va da 2,5 a 3,2 kg. Le pendenze dei tetti coperti da questo tipo di tegole vanno da un minimo del 30% fino al 100%.
I coppi, di forma curvilinea, sono le tegole in laterizio più diffuse in Italia ed erano già usati dagli antichi romani.
Vengono disposte in file allineate. Nella prima fila i coppi sono posizionati con la concavità rivolta verso l’alto, mentre in quella successiva essa è rivolta verso il basso, in modo da coprire le giunture dei coppi sottostanti. La lunghezza di queste tegole è di ca. 45 cm, mentre la larghezza è di 20 cm, per il bordo anteriore e si rastrema a 15 per quello inferiore. La pendenza dei tetti coperti dai coppi è in genere non inferiore al 30%.
La tegola romana o embrice è una tegola piana di forma trapezoidale, con i lati obliqui caratterizzati da bordi rialzati.
Si dispone in file allineate, alternate con i coppi con la concavità rivolta verso il basso, che si va a sovrapporre proprio con questi bordi.
Esistono anche casi, piuttosto rari, di coperture realizzate con i soli embrici.
L’embrice viene usato frequentemente soprattutto in interventi di ristrutturazione di antichi edifici, soprattutto in ottemperanza ai Regolamenti edilizi che richiedono l’utilizzo di tecniche tradizionali per i centri storici.
La lunghezza è di circa 42 cm; la larghezza del bordo superiore è di 18 cm, quella del bordo inferiore di 14 cm.

Scegliere la doccia idromassaggio

La cabina doccia rappresenta l’ideale soluzione alternativa alla vasca da bagno, soprattutto quando si presentano problemi di spazio. Infatti è la scelta comunemente adottata per il secondo bagno ma, visto il poco spazio che occupa, la cabina doccia può essere installata anche in altri ambienti della casa, come la lavanderia, la cantina, il garage, insomma in tutti quegli spazi di servizio dove può essere utile avere a disposizione un box doccia, che può occupare anche solo cm 70×70.
I box doccia idromassaggio sono poi completati con tettuccio e sedili che consentono di aggiungere anche la funzione bagno turco, per ricreare, anche in poco spazio, il piacere di una Spa domestica.
La doccia rappresenta, inoltre, una soluzione più economica rispetto alla vasca, sia per l’installazione, che richiede tempi più rapidi, che per la gestione, che comporta un minor consumo d’acqua.
Il vano della doccia deve essere a perfetta tenuta d’acqua, cosa che una semplice tenda in plastica non è in grado di garantire. A questo proposito sono indicati i box doccia, oggi disponibili in numerosi modelli e misure, per soddisfare ogni tipo di esigenza.
Realizzati in cristallo temperato o in plastica, con profili in alluminio o acciaio, presentano varie possibilità compositive. Infatti sono adatti a docce appoggiate ad una sola parete, ma anche a quelle ad angolo e presentano porte che possono essere ad anta, scorrevoli, oppure ripiegabili a libro.
Nel caso in cui, invece, la doccia è inserita in nicchia, anche di forma irregolare, si può richiuderne l’accesso con pannelli ed ante prefabbricati.
Per rigenerarsi e ritrovare l’equilibrio non c’è niente di meglio che un getto vitale d’acqua e d’aria: l’idromassaggio!
Rispetto ad una cabina doccia tradizionale, quelle con idromassaggio non richiedono molto spazio in più ed aggiungono agli effetti di un getto rinfrescante, molti benefici per la salute e la psiche.
Le colonne multifunzione comprendono generalmente funzioni quali rubinetteria termostatica, asta saliscendi, doccette, soffioni ad effetto pioggia e utili accessori come mensole portasapone.

La legna per i camini: come orientarsi nella scelta del combustibile

Nella costruzione di un camino sono due le esigenze che il costruttore deve prefiggersi: un tiraggio perfetto che produca nello stesso tempo il ricambio dell’aria del locale ove è installato senza raffreddare l’ambiente ed un riscaldamento apprezzabile.
Un altro aspetto estremamente importante per il buon funzionamento del camino è la scelta della materia prima da utilizzare per il suo funzionamento.
La legna è stata ed è tuttora il combustibile principale da utilizzare nel camino, anche se ormai a causa della difficoltà di reperimento della stessa e anche per il suo costo pian piano il mercato comincia a proporre delle alternative valide.
Alcuni camini sono predisposti per essere alimentati con combustibili solidi provenienti da fonti di energia rinnovabili.
Oggi un camino può essere alimentato per restare nel campo dei materiali naturali, a pellet, gusci triti di mandorle, nocciole, pistacchi e altre biomasse legnose secche.
Ai fini del riscaldamento occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare; il più importante dei quali è senz’altro la corretta stagionatura o essiccazione.
La corretta stagionatura permette di disporre di un combustibile dall’ottima resa e poco inquinante.
La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere.
Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).
La legna dolce che pesa circa 300 – 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano.
La legna forte che pesa circa 350 – 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.
La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e si consiglia di usarla nei forni e in quei camini con un lungo giro di fiamma.
La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte dura di più ed è quella che si deve usare per il riscaldamento domestico.
La legna da ardere ai fini del riscaldamento presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di ottima qualità sono la quercia, il frassino, il faggio, l’acero, gli alberi da frutto con l’esclusione del ciliegio.
Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla e l’ontano.
Di qualità accettabile sono il tiglio, il pioppo ed il salice.

ESTETICA E FUNZIONALITA’ DEI MONTASCALE

Tutti i modelli uniscono un design moderno ed elegante a caratteristiche tecniche uniche, sposando cura estetica a sicurezza totale, semplicità d’uso a dotazioni d’avanguardia, comodità a funzionalità, completate dalla possibilità di personalizzare il proprio montascale, scegliendo tra una gamma di colori e tessuti che rispondono a esigenze e gusti diversi.
I montascale a poltroncina sono facilissimi da usare: si aprono con un gesto e si guidano con un semplice comando ergonomico sul bracciolo.
I sensori di sicurezza anti-partenze accidentali non permettono la partenza fino a quando non si è ben seduti e la chiave di sicurezza impedisce utilizzi impropri.
La rotaia su cui viene montato il montascale è singola e garantisce un ingombro minimo, lasciando sulle scale lo spazio sufficiente per salire e scendere a piedi.
Le dimensioni compatte consentono l’installazione anche su scale molto strette. Inoltre, una volta ripiegato, il montascale occupa uno spazio davvero ridotto.
La qualità dei montascale e servoscala viene testata e controllata attraverso severi collaudi, prima dell’installazione che avviene in poche ore e senza bisogno di rompere muri o modificare la scala.

MiLoft, un loft come una casa passiva

Le case passive sfruttano la disposizione e l’orientamento delle stanze per ottenere il massimo guadagno dall’irradiamento della luce solare in inverno, ed ovviamente un isolamento termico di pareti, tetto e soprattutto infissi decisamente superiore a quello di una casa tradizionale.
Difficile pensare però ad una casa passiva sotto forma di loft ma è proprio questo l’obiettivo del progetto dello studio britannico RMJM che alla mostra internazionale del Real Estate ha presentato MiLoft.
MiLoft è un appartamento dal costo accessibile anche a famiglie con possibilità economiche ridotte.
Costruito con materiali sostenibili, il MiLoft utilizza un impianto di ventilazione meccanica con la possibilità di recuperare il calore dell’aria in uscita tramite uno scambiatore di calore, esattamente come nelle case passive. Il calore viene quindi passato al flusso d’aria in entrata.
Per i mesi estivi è previsto un sistema di ventilazione naturale che dovrebbe ridurre sensibilmente o eliminare del tutto la necessità di condizionatori d’aria.
Fra le altre caratteristiche del progetto MiLoft c’è l’impianto di raccolta dell’acqua piovana che viene poi impiegata per gli scarichi dei bagni.
Il costo previsto per le unità, da una a quattro camere, parte da circa 55.000 sterline, un costo purtroppo impossibile da tradurre in Euro per via dell’enorme differenza nel prezzo dei terreni edificabili nei sobborghi delle grandi città fra UK ed Italia.

Risparmio energetico, non solo d’inverno

Molti, erroneamente, pensano che sia solamente l’inverno il periodo dell’anno in cui le nostre case consumano più energia. In realtà, da oramai diversi anni, il consumo estivo è arrivato a livelli paragonabili a quelli invernali, se non addirittura più alti.
L’uso diffuso di condizionatori d’aria infatti ha aumentato a dismisura i consumi in un periodo dell’anno durante il quale in Italia non si erano mai consumate grosse quantità di corrente. Da strumento utilizzato solamente negli uffici o nei centri commerciali, il climatizzatore è diventato un elettrodomestico di uso comune, omnipresente anche in abitazioni che potrebbero essere rinfrescate semplicemente – e più economicamente – con altri sistemi.
Anche per il raffrescamento delle nostre case è possibile utilizzare soluzioni e strumenti in grado di farci risparmiare energia (e quindi denaro) ma soprattutto di creare un ambiente più piacevole di quello con folate di aria fredda prodotte dai climatizzatori. Ovviamente, anche nel caso del surriscaldamento di un edificio, molta importanza la rivestono l’orientamento e le aperture. Grandi finestre rivolte verso sud, ovest o sud-ovest infatti portano in casa grandi quantità di calore, mentre pergole o tende su questi lati possono ridurre sensibilmente il caldo che entra in casa d’estate. In caso di pergole fisse, queste possono essere disegnate in modo da far passare i raggi invernali del sole, più bassi di quelli estivi, lasciando la casa comunque luminosa anche durante l’inverno.
Ovviamente un ottimo isolamento serve sia a lasciar fuori il freddo che il caldo. Un cappotto termico è in grado di ridurre la temperatura interna estiva di alcuni gradi, ma in questo caso ovviamente deve essere applicato sui lati sud/ovest della casa oltre che su quelli nord/est che servono invece a proteggere dal freddo invernale.
Particolare importanza rivestono i giunti termici della struttura, ma in questo caso c’è poco da fare se la casa è stata progettata male.
Ricordatevi di chiudere le finestre esposte al sole diretto, specialmente se avete buoni infissi con doppi vetri e persiane. Durante l’afa estiva di metà giornata, una finestra aperta su quei lati fa entrare solamente calore, utilizzate sempre solo le finestre in ombra per arieggiare ed aprite tutte le altre dopo il tramonto. Quando la temperatura in eccesso è di pochi gradi, utilissimi si rivelano i ventilatori a soffitto, con un consumo di corrente irrisorio.

L’orientamento ottimale di un’abitazione

Sia che stiate progettando di costruirvi una casa passiva, o che cerchiate la migliore disposizione di una casa tradizionale per poter sfruttare comunque al meglio la luce del sole nei vari periodi dell’anno, sarà molto importante valutare attentamente l’orientamento delle varie stanze e soprattutto delle finestre e superfici vetrate.
In una casa passiva, la maggior parte del fabbisogno energetico viene coperta dagli apporti solari, ed è quindi indispensabile l’orientamento della facciata principale verso sud. La facciata principale esposta a sud avrà anche una superficie vetrata pari al 40% della superficie complessiva della facciata, per meglio sfruttare il calore prodotto dall’illuminazione solare durante i mesi invernali. Una superficie maggiore non porta vantaggi significativi per quello che riguarda il riscaldamento durante l’inverno, ma rischia di causare un eccessivo surriscaldamento durante l’estate.
Proprio l’esposizione verso sud delle finestre principali è preferibile all’esposizione ad ovest anche per quello che riguarda il caldo dei mesi estivi: se è vero che il lato sud riceve il massimo della radiazione in inverno, quando è più richiesta, è altrettanto vero che durante l’estate, quando il sole è alto e i suoi raggi incidono ad angolo acuto a sulla superficie terrestre, la casa viene meno irradiata.
Al contrario, una finestra orientate verso ovest, pur non migliorando molto il bilancio energetico invernale, contribuisce in maniera significativa al surriscaldamento durante l’estate: le aperture sul lato ovest dovranno quindi essere contenute e dotate di efficaci sistemi di ombreggiatura.
Il lato nord dovrà avere poche finestre, perchè è qui che si concentrano le maggiori dispersioni termiche durante l’inverno, ed anche negli altri periodi dell’anno l’apporto di luce fornito dalle finestre a nord sarà poco importante.

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