”Immobili fantasma”, entro il 31 dicembre la dichiarazione in catasto

Corrado Sforza Fogliani

Corrado Sforza Fogliani

Entro il 31.12.’10 i titolari di diritti reali su immobili non dichiarati in Catasto già individuati dall’Agenzia e resi noti nel periodo 2007–2009, sono tenuti a presentare la dichiarazione di aggiornamento catastale (con applicazione – ha reso noto l’Agenzia – delle sanzioni nella misura minima).

Se gli interessati non adempiono all’obbligo entro la fine di quest’anno, l’Agenzia del territorio, nelle more dell’iscrizione in Catasto, procede all’attribuzione di una rendita presunta da iscrivere transitoriamente in Catasto.

Entro lo stesso termine, i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato una variazione di consistenza ovvero di destinazione non dichiarata in Catasto, sono pure tenuti a procedere alla presentazione, ai fini fiscali, della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale. In caso negativo, l’Agenzia del Territorio procederà agli accertamenti di competenza, anche con la collaborazione dei Comuni.

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Cambia la rendita catastale con l’aiuto del Comune

Catasto

Catasto

La visita di controllo è superflua se il Comune su cui insistono ha ripartito il proprio territorio in microzone.

L’aggiornamento delle rendite catastali degli immobili non richiede alcuna ”perlustrazione” da parte dei funzionari dell‘Agenzia del Territorio (Catasto), quando gli stessi immobili non hanno subito modifiche edilizie e il loro classamento è, evidentemente, non in linea con quello attribuito a fabbricati simili e con medesime caratteristiche.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 23313 del 3 novembre 2010, ha avallato le ragioni dell’Agenzia del Territorio, appellandosi a un’attenta lettura delle norme che regolano la revisione delle rendite (articolo 3, comma 58, legge 662/1996 e articolo 1, comma 335, legge 331/2004).

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Casa e fisco, ultimi due mesi per mettersi in regola con il catasto

Planimetria città

Planimetria città

Secondo l’articolo 19 della manovra d’estate (decreto legge 31 maggio 2010, n. 78), infatti, c’è tempo fino al prossimo 31 dicembre per mettersi in regola con il catasto e, quindi, con il fisco.

Poi l’Agenzia del Territorio attribuirà d’ufficio una rendita presunta, mentre partiranno gli accertamenti con la collaborazione dei Comuni

Dall’inizio della settimana è partita la campagna pubblicitaria per sensibilizzare i proprietari di casa non ancora iscritti in Catasto o che hanno subito ampliamenti e modifiche di destinazione d’uso, a presentare spontaneamente entro i prossimi due mesi la dichiarazione senza incorrere in oneri e sanzioni.

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Tributo immobiliare, Catasto e “federalismo”

Catasto immobili

Catasto immobili

I Comuni, dunque, sembrano avere raggiunto – al di là delle scaramucce di facciata – un accordo col Governo. Avranno il tributo locale sugli immobili e, magari, anche il Catasto.

Ma, a questo punto, si tratta di stabilire se il nostro Paese voglia continuare ad essere uno Stato di diritto o no. Non si risponde adeguatamente a questo interrogativo, se non si affronta e non si prende posizione sul fatto che qualsiasi intervento in tema di trasferimento ai Comuni di funzioni catastali debba essere preceduto – dopo, l’impresa non sarebbe neppure pensabile – dall’analisi e dalla soluzione di alcuni gravi problemi che affliggono il settore catastale.

Da quello della necessità di rendere note a contribuenti e professionisti le unità immobiliari tipo previste dalla legge (con le quali devono essere confrontate le singole unità immobiliari ai fini del classamento), a quello della mancanza di trasparenza della procedura informatica per le denunce di accatastamento e di variazione catastale dei fabbricati (cosiddetta procedura Docfa); da quello dell’impossibilità, per i contribuenti, di impugnare nel merito le tariffe d’estimo, a quello dell’opportunità di condividere con le categorie interessate – come facciamo per gli studi di settore – le quotazioni rilevate dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio.
Tutto questo, sino all’ormai annoso (e vergognoso) problema della attuale vigenza di un Catasto fondato su un sistema (patrimoniale) giudicato legittimo dalla Corte costituzionale solo in quanto transitorio (ma è tale, oramai, da più di un quindicennio!). Qualsiasi perequazione catastale e qualsiasi anche minimo grado di giustizia tributaria sono – nonostante ogni proclamazione al proposito – all’evidenza escluse, senza la prioritaria risoluzione delle questioni ricordate.

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Qualificazione catastale

Qualifica Catastale

Qualifica Catastale

Perchè la qualificazione catastale è importante, quali sono i criteri attraverso cui si effettua e quali le conseguenze?
La qualificazione catastale è l’ operazione finalizzata all’ assegnazione della destinazione del catasto fabbricati e della qualità nel catasto terreni.

In questo contesto, tenendo presente la funzione principale del catasto, ossia quella di censire gli immobili presenti sul territorio italiano ai fini dell’applicazione delle imposte fondiarie,si comprende l’importanza della così detta qualificazione catastale, che per l’appunto una volta censito l’immobile permette anche di individuare la categoria di riferimento di ogni singola unità immobiliare accatastata.

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