CAUSE E TIPI DI UMIDITA’

Le macchie di umidità possono crearsi per vari motivi, ma le cause più frequenti possono senz’altro essere imputate ad umidità capillare di risalita e umidità di condensa.
Vediamo il significato di questi due fenomeni:
• Umidità capillare di risalita:
la porosità di alcuni materiali di costruzione favorisce l’assorbimento di acqua che riesce a spostarsi al suo interno attraverso un fenomeno fisico conosciuto come capillarità. A seconda dell’adesione alle pareti l’acqua risale i capillari, raggiungendo il livello superiore od inferiore a quello del terreno umido esterno.
• Umidità di condensa:
questo fenomeno di formazione di muffa si manifesta specialmente in inverno con il riscaldamento acceso e porte-finestre chiuse quando il vapore acqueo causato dai panni stesi ad asciugare, dalla cucina, dalla doccia, e dalla presenza delle persone stesse, si trasforma in umidità.
Per eliminare questo fastidioso fenomeno, potremmo affidarci ad una delle numerose aziende che operano nel mercato, che con la loro professionalità e tecnica risolverebbero sicuramente in modo definitivo il problema.
Gli alti costi di metodologie e mano d’opera applicati dalle ditte interessate molte volte ci fanno desistere dall’affrontare il problema, aggravando di giorno in giorno la superficie della pareti della nostra casa.

In Korea i container diventano un centro artistico

Sono molti gli esempi di riutilizzo intelligente dei container normalmente utilizzati per il trasporto merci, e non mancano realizzazioni che trasformano questi container in piccole abitazioni, spesso anche molto confortevoli.
In Korea però si è andati oltre: a Seoul lo studio Graft Lab Architects ha infatti progettato un centro polivalente, adibito ad esposizione di opere d’arte, denominato Platoon Kunsthalle, interamente realizzato con container riciclati.
Il centro offre spazi espositivi ma anche un ristorante ed un bar, e dall’inaugurazione lo scorso aprile non ha mancato di attirare l’attenzione di designer ed architetti di tutto il mondo.
Lo studio Graft Lab Architects che ha uffici a Berlino, Los Angeles e Beijing, ha utilizzato 28 container per la struttura del Platoon Kunsthalle, ciascuno lungo 40 piedi (circa 12 metri) ed assemblati uno sull’altro così da creare un grande edificio dotato di ampi spazi espositivi.

L’umidità nelle costruzioni: cause e conseguenze

Il 2009 verrà ricordato come uno degli anni più piovosi degli ultimi 50 anni. Le precipitazioni abbondanti accompagnate da forti raffiche di vento, hanno messo a dura prova ogni tipo di edificio provocando danni di vario genere che vanno dalle inondazioni con conseguenti allagamenti, alle infiltrazioni anche in edifici che normalmente hanno ben reagito in circostanze analoghe, anche se di portata minore.
Negli edifici vecchi (con strutture portanti in muratura), l’umidità è sempre di invasione ed ha carattere cronico; negli edifici nuovi (con strutture in calcestruzzo armato o acciaio), l’umidità è quasi sempre da costruzione ed ha carattere acuto, transitorio. La differenza di comportamento fra l’una e l’altra tipologia di edifici è sostanziale, sebbene il risultato del danneggiamento è identico per persone e cose.
Nel muro nuovo, l’acqua è portata e distribuita dalla malta (ecco perché i mattoni sono bagnati perimetralmente ed asciutti all’interno) mentre nelle vecchie murature la distribuzione dell’acqua è uniforme. Va inoltre considerato che l’umidità di costruzione nei nuovi edifici è diffusa uniformemente in tutto l’edificio, con minore intensità dall’alto in basso ed ha dei tempi di esaurimento abbastanza brevi.
L’umidità nei vecchi edifici, denominata umidità di invasione, distribuita irregolarmente, in alcune parti dell’edificio, è stazionaria o più spesso progressiva nel tempo.
Dal punto di vista igienico sanitario è importante dunque accertare il grado di umidità relativa all’interno di un locale abitato al fine di scongiurare danni a cose e alla salute di persone.
Una volta verificato (attraverso opportune misurazioni ) che il grado di umidità relativa di un locale abitato supera la soglia consentita, occorre intervenire repentinamente per rimediare.
Normalmente gli interventi consigliati prevedono:

Leggi tutto »

EBA 2009: software per progettare edifici efficienti

Rockwool Building School ha ideato EBA 2009 (Energy Building Analysis) un software dedicato alla progettazione di edifici ad alta efficienza energetica.
Il programma, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienza e Tecnologie dell’Ambiente Costruito, calcola il fabbisogno netto di energia dell’involucro di un edificio secondo i parametri dettati dalla norma UNI TS 11300.
Il software può essere usato da architetti ed ingegneri sia in fase preliminare, per impostare i dati necessari alla progettazione di un edificio efficiente, sia in fase di verifica, per analizzare le prestazioni dell’edificio progettato.
La grafica è semplice e l’uso intuitivo, guidando l’utente verso un utilizzo passo per passo.
Il programma mantiene in memoria le soluzioni precedenti, per cui è possibile fare dei confronti per scegliere la migliore.
Alla fine è possibile stampare il Report dell’edificio che contiene tutti i dettagli delle scelte progettuali adottate.
Il software è accompagnato da un Manuale d’uso che, oltre a fornire una guida alle procedure da seguire per usarlo, affronta diversi aspetti della progettazione energeticamente efficiente.

Pareti fonoassorbenti e decorative

Il legno, con i suoi calore, profumo ed eleganza, aiuta sempre a progettare ambienti di grande carattere ed atmosfera; questo vale non solo per le superfici dei pavimenti ma anche per i rivestimenti verticali.
Skema, azienda leader in Italia per la produzione di pavimenti prefiniti laminati, sta attraversando in questo momento una fase di grande trasformazione che l’ha portata a presentare sul mercato una nuova gamma di prodotti, tra cui i rivestimenti per pareti Vertical.
Si tratta di un esclusivo brevetto con il quale sono stati realizzati i pannelli, in due versioni, studiati per la decorazione d’interni e per il trattamento acustico ambientale, personalizzabili a richiesta.
Le due linee produttive sono rappresentate da Unika per l’aspetto decorativo e da Fonika per quello fonoassorbente.
Le contropareti vengono installate utilizzando la stessa tipologia di montaggio del pavimento flottante.
Il rivestimento è realizzato in pannelli da 10 mm di spessore in HDF, una fibra di legno ad elevata densità, con buone caratteristiche di resistenza all’abrasione superficiale e all’impatto.
Per fissare le pannellature sul supporto queste sono fornite di un incastro a femmina a battere, che permette l’inserimento di una clip, la quale, a sua volta, permette il fissaggio mediante appositi profili ad omega.

Recupero di sottotetti abitabili

Se si ha a disposizione un sottotetto sufficientemente spazioso, spesso è un peccato non riuscire a sfruttarlo al meglio.
In questo caso può essere utile informarsi se la normativa locale consente di ottenere l’abitabilità del sottotetto e, in caso affermativo, richiedere i permessi necessari.
Un buon isolamento termoacustico del sottotetto consentirà poi di recuperare spazio utile e creare ambienti confortevoli che permetteranno di aumentare la superficie della nostra casa.
Questo tipo di intervento utilizza lo spazio di interasse tra le travi portanti del sottotetto, pertanto risulta particolarmente efficace in quanto conserva le volumetrie disponibili migliorando sensibilmente le prestazioni energetiche ed acustiche dell’ambiente.

L’UMIDITA’ CREA DANNI ALLA SALUTE

L’umidità in casa, oltre a creare problemi di muffa alle nostre pareti e solai, crea una serie di malattie ai polmoni e alle ossa che con il tempo diventano delle proprie patologie croniche difficili da curare.
Inoltre i soggetti a rischio come bambini e anziani, nonché quelli asmatici e quelli che soffrono di allergie congenite ed acquisite, dovrebbero vivere in locali asciutti e ben arieggiati.
Controlliamo quindi le pareti della nostra casa e se notiamo della macchie di muffa allora è il momento di affrontare la situazione per rendere la nostra casa più salubre e vivibile.

In provincia di Napoli solai recuperati senza sgomberare le abitazioni

Il solaio di copertura all’ultimo piano di un edificio facente parte del complesso residenziale INA casa, in provincia di Napoli, ha improvvisamente manifestato in alcune sue parti una serie di dissesti, facendo crollare nei locali sottostanti parti di intonaco unite a pezzi di laterizio e calcestruzzo.
Tale fenomeno, aggravato dalle infiltrazioni di acqua provocate dal logorato manto impermeabile di copertura, si è rivelato diffuso in tutto il complesso residenziale realizzato verso il 1950.
Sin dalla prima ispezione si è osservato il degrado del legante del calcestruzzo, in alcuni punti polverizzato, confezionato con ferruginetta e inerti non adeguati.
La rimozione dell’intonaco pericolante ha inoltre mostrato la mancanza di arricciatura sottostante che ha successivamente agevolato il distacco dello stesso dalle pignatte. Lo stato di conservazione del solaio nel suo insieme ha denotato evidenti macchie di ruggine favorite dalle infiltrazioni di acqua piovana, con diffusione a macchia più evidenti nelle zone perimetrali del solaio.
Tali infiltrazioni hanno corroso i ferri di armatura all’interno dei travetti, provocandone l’ossidazione con il conseguente rigonfiamento del copriferro, che ha portato all’espulsione dei pezzi di calcestruzzo e laterizio con conseguente scadimento dell’efficienza del sistema strutturale.
I fenomeni descritti non consentivano al solaio di garantire le condizioni di sicurezza e si è reso quindi necessario un intervento per aumentare la portata dei singoli travetti. L’intervento ha dovuto consentire la conservazione del solaio esistente ed evitarne la demolizione e la sostituzione con un nuovo solaio, per le problematiche che tale tipo di intervento avrebbe comportato (abbandono delle abitazioni da parte degli occupanti). E’ stato effettuato, perciò, stanza per stanza permettendo agli occupanti del complesso delle case popolari di restare all’interno delle abitazioni, senza dover affrontare il disagio di un trasloco.

Facciata ventilata – vantaggi energetici e nuovo aspetto estetico

In architettura sono sempre più importanti i sistemi che consentono di non sprecare energia.
Occorre dunque ottimizzare l’isolamento degli edifici.
I migliori risultati in questo campo si ottengono quando l’isolamento viene posizionato sull’esterno dell’edificio, in maniera continua, o, come si dice a cappotto.
Ciò elimina i ponti termici, zone preferenziali di passaggio del flusso di calore dall’ambiente a temperatura più alta a quello a temperatura inferiore.
Le facciate ventilate permettono di migliorare considerevolmente anche l’aspetto estetico dell’edificio grazie ai diversi materiali e colori che si possono abbinare.
Tra la facciata e il nuovo rivestimento viene lasciato uno spazio vuoto nel quale, si crea una differenza di temperatura tra l’esterno e l’intercapedine, creando un movimento ascensionale dell’aria, che mantiene l’edificio sempre asciutto, migliorando anche le prestazioni di trasmissione del calore dell’edificio stesso.
Tra i materiali più interessanti per la realizzazione del paramento esterno ci sono sicuramente le lastre in gres porcellanato, dello spessore di 10 mm, oltre a rivestimenti in pietra, cotto o materiali metallici.
Il mercato offre diversi formati standard e/o sottomultipli, in grado di adattarsi anche in caso di rivestimento di edifici esistenti.
In sede di progetto è possibile, tenendo conto della modularità del materiale più la fuga, realizzare una facciata senza tagli.
Alla base, una parete ventilata viene chiusa con una griglia che pur consentendo il passaggio dell’aria generato dall’effetto camino, impedisce l’ingresso nell’intercapedine di insetti e piccoli animali.
Una scossalina, opportunamente sagomata, chiude la facciata alla sommità per impedire l’ingresso d’acqua e consentire però il passaggio dell’aria.
Questo sistema è perfettamente installabile su ogni tipo di superficie dell’edificio quali mattoni, mattoni alleggeriti, cemento armato, pannelli in cemento armato prefabbricato oppure su una apposita struttura primaria in profili metallici.

Fascicolo del fabbricato

Tra i contenuti del disegno di legge sul Piano Casa approvato in Campania, l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato che fu introdotto nella normativa urbanistica dal Comune di Roma con la delibera del Consiglio Comunale n.166/99.
Questo documento, una sorta di carta d’identità dell’immobile, nacque a seguito della tragedia di via Vigna Jacobini, dove, nel 1998, il crollo di una palazzina provocò la morte di ventisette persone.
Esso, obbligatorio per edifici pubblici e privati, doveva essere redatto da un professionista abilitato sulla base dello studio delle caratteristiche strutturali, manutentive e urbanistiche del fabbricato e conservato da un responsabile del manufatto che poteva essere, ad esempio, l’amministratore del condominio o il proprietario dell’immobile.
A seguito di una sentenza del Tar del Lazio prima e del Consiglio di Stato poi, su sollecitazione di Confedilizia, il fascicolo è stato poi accantonato.
I Giudici ritennero gli adempimenti necessari per la redazione del fascicolo illegittimi perché eccessivamente gravosi per i proprietari ed inutili perchè riguardanti una serie di dati che avrebbero dovuto essere già in possesso delle pubbliche amministrazioni.
Ora, a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo e del problema della sicurezza degli edifici resosi evidente, si torna con insistenza a parlarne.
In particolare, nella regione Lazio, sembrava profilarsi un accordo bipartisan tra il governatore Marrazzo e il sindaco di Roma Alemanno, sulla necessità di riprendere l’argomento per avere maggiori garanzie sulle condizioni strutturali degli edifici esistenti.
A muoversi per prima è stata la Regione Campania, la cui Giunta Regionale ha approvato lo scorso 28 maggio il disegno di legge sul Piano Casa.
Gli ampliamenti volumetrici consentiti in Campania potranno arrivare fino al 50% quando interesseranno la riqualificazione di aree urbane degradate per interventi destinati all’housing sociale.
Ciò che è interessante sottolineare è che tutti gli interventi realizzabili con il Piano Casa saranno in ogni caso subordinati alla valutazione della sicurezza dell’intero fabbricato, da effettuare in base alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni che sono entrate in vigore il 30 giugno e che andranno presentate al Settore Provinciale del Genio Civile.
Saranno proprio gli esiti di questa valutazione, insieme con il collaudo statico, che costituiranno il fascicolo del fabbricato, che conterrà anche informazioni di carattere progettuale, strutturale, impiantistico e geologico.
Il mancato compimento di questi adempimenti comporterà l’inagibilità e l’inutilizzabilità dell’immobile.

  • Loading...


    • Caricamento..
  • Recupera la Password



  • Articoli più letti

  • AddThis Feed Button