Scritto Martedì 29 Settembre 2009 da Antonella Pagani
Il teleriscaldamento è una particolare forma di riscaldamento che consiste nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni interrate di acqua calda o vapore proveniente da una centrale di produzione alle abitazioni. Se oltre alla produzione di calore avviene anche quella di energia elettrica avremo in impianto di cogenerazione.
Attraverso questa tecnologia si ha a disposizione una soluzione alternativa, più economica e con maggiore rispetto dell’ambiente per riscaldare gli edifici residenziali, pubblici e commerciali. Con il teleriscaldamento si riesce ad ottenere una maggiore efficienza energetica rispetto a molti altri sistemi alternativi.
Il vantaggio della cogenerazione rispetto ai tradizionali sistemi di produzione di energia elettrica infatti consiste nel fatto che consente di raggiungere una maggiore efficienza energetica, la centrale recupera il calore disperso e lo riutilizza per produrre energia elettrica. A parità di energia prodotta la cogenerazione, ovvero la produzione combinata di energia elettrica e termica consente un minor consumo di carburante combustibile, con notevole risparmio energetico.
L’utilizzo del teleriscadamento è molto diffuso nel Nord Europa, ma da alcuni anni tali tecnologie si stanno diffondento anche in Italia. Il telersiscadamento è molto utilizzato per riscaldare gli edifici pubblici. Essendo l’impianto per il teleriscaldamento centralizzato esso è più efficiente di qualunque caldaia condominiale in quanto utilizza tecnologie più avanzate ed è anche notevolmente meno inquinante. Uno svantaggio del teleriscaldamento è che oltre un certo numero di chilometri la dispersione di calore diviene eccessiva ed il teleriscaldamento non conviene più.
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Tag:conto energia, energia, risparmio energetico
Scritto Martedì 29 Settembre 2009 da Antonella Pagani
Con lo sviluppo dell’energia fotovoltaica è cresciuta l’attenzione al design e alla ricerca di soluzioni efficaci per integrare nell’architettura degli edifici gli impianti fotovoltaici. È in quest’ottica che si inserisce la tegola fotovoltaica. Si tratta di un elemento architettonico innovativo che permette la totale integrazione del fotovoltaico nelle strutture abitative. La tegola, infatti, contiene le celle fotovoltaiche che, dunque, non sono più ingombranti e visibili. Le nuove tegole vengono installate sul tetto andando a sostituire i tradizionali ceppi. Attualmente sono disponibili sul mercato diverse tipologie di tegole fotovoltaiche che si distinguono in base alla struttura e alla tecnologia utilizzate. Questi prodotti rappresentano un’efficace soluzione per l’integrazione architettonica dei sistemi fotovoltaici soprattutto in paesi come l’Italia in cui un’elevata percentuale del territorio è soggetto a vincoli paesaggistici. Grazie alle tegole fotovoltaiche, l’impatto ambientale e paesaggistico degli impianti solari si riduce notevolmente e i tetti delle abitazioni si animano diventando super attivi nella produzione di energia solare.
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Tag:bioenergia, energia, italia, News
Scritto Martedì 29 Settembre 2009 da Antonella Pagani
Arrivano le case che mangiano la CO2 (anidride carbonica), rispettano l’ambiente e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di energia, di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
La Fondazione Altran per l’innovazione aveva promosso, lo scorso anno, un bando a sostegno dell’innovazione tecnologica il cui tema era ‘Riduzione del tasso di CO2 nell’atmosfera: la sfida tecnologica”. Il vincitore del bando è risultato essere il ricercatore spagnolo Francisco Gallo Mejia, con i suoi ”Composti a base di bambù per abitazioni sostenibili’. Il ricercatore si aggiudica un anno di accompagnamento tecnologico da parte degli esperti di Altran (pari a un valore di un milione di euro e un finanziamento di 16.000 euro) e ritiene che così si potranno ”ridisegnare le relazioni fra uomo, ambiente, economia e società” Le sue case mangiano CO2, rispettano l’ambiente e aiutano l’economia. Sono costruite con il bambù guadua, per ridurre il consumo di energia, di acqua e di materiali come legno, mattoni e metallo, e con un bio-composto che immagazzina il carbonio assorbito dal bambù. Si tratta di una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
Il progetto, che si inserisce anche in alcuni programmi internazionali come Inbar (International Net for Bamboo and Ratam), contempla tre dimensioni. La prima riguarda gli aspetti tecnici: le fibre di bambù, cuore del progetto, assemblate con altri materiali permettono economicità ed efficienza energetica. La seconda mira a sviluppare un’attività industriale sostenibile promuovendo l’economia locale, soprattutto grazie al microcredito. La terza dimensione punta soprattutto sugli aspetti ambientali: coltivare il bambù consente di preservare il terreno e di catturare CO2.
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Tag:ambiente, architettura, case, energia, News
Scritto Martedì 29 Settembre 2009 da Antonella Pagani
Un intervento di ristrutturazione e ampliamento di un edificio adibito a “casa per vacanze”.
L’intervento consiste nella ristrutturazione con ampliamento di un edificio adibito a “casa per vacanze”. La nuova costruzione si compone di due piani fuori terra; il livello d’ingresso è stato ampliato rispetto all’esistente mentre il primo è stato realizzato con opere di nuova edificazione o sopraelevando i muri perimetrali non demoliti. Il risultato è una villa costituita da due nuove unità abitative, una completamente al piano terra e l’altra divisa tra terra (zona giorno) e primo (zona notte).
In aggiunta, è stato costruito anche un volume interrato destinato a deposito materiali e attrezzi agricoli.
La conformazione del fabbricato, l’orientamento, le chiusure trasparenti e i relativi sistemi di schermatura, lo sfruttamento delle condizioni climatiche per la ventilazione naturale e delle risorse rinnovabili, il riciclo dell’acqua piovana e le prestazioni degli elementi tecnici hanno permesso di ottenere un edificio a basso impatto ambientale (Classe B protocollo CasaClima).
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Tag:architettura, case, energia, News, risparmio energetico
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Antonella Pagani
L’energia è una risorsa sempre più costosa, come dimostra la nostra esperienza di tutti i giorni. Il prezzo dell’elettricità, dei carburanti e dei combustibili per il riscaldamento lievitano in continuazione. Tutti sappiamo anche che l’impiego dei combustibili fossili ha pesanti riflessi sull’ambiente; oggi abbiamo l’opportunità di ridurre i costi per il riscaldamento ed il condizionamento contribuendo nel contempo a ridurre il fabbisogno energetico e, in più, di fruire della detrazione fiscale nella misura del 55% dell’investimento iniziale. Come? Ecco, la qualità degli infissi Starwood consente di conseguire in un colpo solo tutti questi risultati.
Ristrutturare la casa è diventato doppiamente vantaggioso: grazie all’elevato livello di isolamento termico degli infissi Starwood, si può usufruire del rimborso fiscale e, nello stesso tempo, risparmiare per gli anni a venire sui consumi sia in inverno per il riscaldamento che in estate per il condizionamento.
Ad esempio, in un’abitazione tipo di mq 80 con mq 10 di finestre in alluminio, installando gli infissi Starwood si possono ottenere fino a € 500 di risparmio annuo per il gasolio.
Con la legge n. 2 del 28 gennaio 2009 gli interventi di ristrutturazione finalizzati alla riqualificazione energetica, come la sostituzione degli infissi con serramenti ad elevate prestazioni termiche, danno diritto a questo robusto incentivo.
Anche le procedure sono state semplificate: adesso basta una comunicazione all’Enea e senza alcun vincolo di approvazione si potrà, per esempio, a fronte di una spesa di
€ 5.000, detrarre dalle tasse € 550 all’anno per 5 anni. In ultimo la spesa sarà di soli
€ 2.250. E’ un’occasione da non perdere.
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Tag:certificazione, energia, Immobili, risparmio energetico
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Le case passive sfruttano la disposizione e l’orientamento delle stanze per ottenere il massimo guadagno dall’irradiamento della luce solare in inverno, ed ovviamente un isolamento termico di pareti, tetto e soprattutto infissi decisamente superiore a quello di una casa tradizionale.
Difficile pensare però ad una casa passiva sotto forma di loft ma è proprio questo l’obiettivo del progetto dello studio britannico RMJM che alla mostra internazionale del Real Estate ha presentato MiLoft.
MiLoft è un appartamento dal costo accessibile anche a famiglie con possibilità economiche ridotte.
Costruito con materiali sostenibili, il MiLoft utilizza un impianto di ventilazione meccanica con la possibilità di recuperare il calore dell’aria in uscita tramite uno scambiatore di calore, esattamente come nelle case passive. Il calore viene quindi passato al flusso d’aria in entrata.
Per i mesi estivi è previsto un sistema di ventilazione naturale che dovrebbe ridurre sensibilmente o eliminare del tutto la necessità di condizionatori d’aria.
Fra le altre caratteristiche del progetto MiLoft c’è l’impianto di raccolta dell’acqua piovana che viene poi impiegata per gli scarichi dei bagni.
Il costo previsto per le unità, da una a quattro camere, parte da circa 55.000 sterline, un costo purtroppo impossibile da tradurre in Euro per via dell’enorme differenza nel prezzo dei terreni edificabili nei sobborghi delle grandi città fra UK ed Italia.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Molti, erroneamente, pensano che sia solamente l’inverno il periodo dell’anno in cui le nostre case consumano più energia. In realtà, da oramai diversi anni, il consumo estivo è arrivato a livelli paragonabili a quelli invernali, se non addirittura più alti.
L’uso diffuso di condizionatori d’aria infatti ha aumentato a dismisura i consumi in un periodo dell’anno durante il quale in Italia non si erano mai consumate grosse quantità di corrente. Da strumento utilizzato solamente negli uffici o nei centri commerciali, il climatizzatore è diventato un elettrodomestico di uso comune, omnipresente anche in abitazioni che potrebbero essere rinfrescate semplicemente – e più economicamente – con altri sistemi.
Anche per il raffrescamento delle nostre case è possibile utilizzare soluzioni e strumenti in grado di farci risparmiare energia (e quindi denaro) ma soprattutto di creare un ambiente più piacevole di quello con folate di aria fredda prodotte dai climatizzatori. Ovviamente, anche nel caso del surriscaldamento di un edificio, molta importanza la rivestono l’orientamento e le aperture. Grandi finestre rivolte verso sud, ovest o sud-ovest infatti portano in casa grandi quantità di calore, mentre pergole o tende su questi lati possono ridurre sensibilmente il caldo che entra in casa d’estate. In caso di pergole fisse, queste possono essere disegnate in modo da far passare i raggi invernali del sole, più bassi di quelli estivi, lasciando la casa comunque luminosa anche durante l’inverno.
Ovviamente un ottimo isolamento serve sia a lasciar fuori il freddo che il caldo. Un cappotto termico è in grado di ridurre la temperatura interna estiva di alcuni gradi, ma in questo caso ovviamente deve essere applicato sui lati sud/ovest della casa oltre che su quelli nord/est che servono invece a proteggere dal freddo invernale.
Particolare importanza rivestono i giunti termici della struttura, ma in questo caso c’è poco da fare se la casa è stata progettata male.
Ricordatevi di chiudere le finestre esposte al sole diretto, specialmente se avete buoni infissi con doppi vetri e persiane. Durante l’afa estiva di metà giornata, una finestra aperta su quei lati fa entrare solamente calore, utilizzate sempre solo le finestre in ombra per arieggiare ed aprite tutte le altre dopo il tramonto. Quando la temperatura in eccesso è di pochi gradi, utilissimi si rivelano i ventilatori a soffitto, con un consumo di corrente irrisorio.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Sia che stiate progettando di costruirvi una casa passiva, o che cerchiate la migliore disposizione di una casa tradizionale per poter sfruttare comunque al meglio la luce del sole nei vari periodi dell’anno, sarà molto importante valutare attentamente l’orientamento delle varie stanze e soprattutto delle finestre e superfici vetrate.
In una casa passiva, la maggior parte del fabbisogno energetico viene coperta dagli apporti solari, ed è quindi indispensabile l’orientamento della facciata principale verso sud. La facciata principale esposta a sud avrà anche una superficie vetrata pari al 40% della superficie complessiva della facciata, per meglio sfruttare il calore prodotto dall’illuminazione solare durante i mesi invernali. Una superficie maggiore non porta vantaggi significativi per quello che riguarda il riscaldamento durante l’inverno, ma rischia di causare un eccessivo surriscaldamento durante l’estate.
Proprio l’esposizione verso sud delle finestre principali è preferibile all’esposizione ad ovest anche per quello che riguarda il caldo dei mesi estivi: se è vero che il lato sud riceve il massimo della radiazione in inverno, quando è più richiesta, è altrettanto vero che durante l’estate, quando il sole è alto e i suoi raggi incidono ad angolo acuto a sulla superficie terrestre, la casa viene meno irradiata.
Al contrario, una finestra orientate verso ovest, pur non migliorando molto il bilancio energetico invernale, contribuisce in maniera significativa al surriscaldamento durante l’estate: le aperture sul lato ovest dovranno quindi essere contenute e dotate di efficaci sistemi di ombreggiatura.
Il lato nord dovrà avere poche finestre, perchè è qui che si concentrano le maggiori dispersioni termiche durante l’inverno, ed anche negli altri periodi dell’anno l’apporto di luce fornito dalle finestre a nord sarà poco importante.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Kjellgren Kaminsky Architecture è uno studio di architettura di Göteborg, in Svezia.
Lo studio ha sviluppato alcuni interessanti progetti sull’evoluzione dell’architettura cittadina, fra cui 6 progetti relativi a case prefabbricate sostenibili, con caratteristiche di consumi tali da farli rientrare nella definizione di casa passiva.
In una casa passiva il consumo di energia necessario per il riscaldamento/raffrescamento è pari a zero ed è questo l’obiettivo a cui hanno puntato Fredrik Kjellgren e Joakim Kaminsky, fondatori dello studio di architettura.
Le loro case prefabbricate sono state esposte alla Stockholm Housing Fair, con i 6 modelli che mostrano come sia possibile variare le dimensioni di una casa pur mantenendo inalterate le caratteristiche di base. Le 6 case prefabbricate esposte infatti variano dal monolocale alla grande abitazione familiare con quattro camere da letto.
Interessante anche il design, diverso fra i vari modelli di casa, con la Villa Varde (la più grande) che ha uno stile moderno e di forte impatto, mentre Villa Mittskepp mostra un’estetica decisamente più simile a quella di una tradizionale casa passiva.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Antonella Pagani
A Bruxelles, il 30 giugno 2009, la Commissione europea ha approvato un modello comune per guidare gli stati membri alla delineazione dei piani nazionali per le energie rinnovabili.
La Direttiva n° 2009/28/CE del 23 aprile 2009: promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, prevedeva il controllo del consumo di energia europeo e il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili, congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell’efficienza energetica.
I 27 Stati membri, in base alla direttiva precedente, dovranno raggiungere tutti l’obiettivo obbligatorio del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità entro il 2020.
A Bruxelles, dunque, si sono discusse e scritte le istruzioni per l’uso su come redigere il programma nazionale che dovrà essere presentato alla Commissione europea al massimo entro il 30 giugno 2010.
Il modello adottato oggi dalla Commissione europea aiuterà gli stati membri ad elaborare dei piani attendibili, ciò che, di ritorno, aiuterà l’Ue a raggiungere i suoi obiettivi entro le scadenze previste; definendo obiettivi obbligatori riguardanti la parte delle fonti di energie rinnovabili nel 2020, l’Ue ha dato un segnale forte che alimenta la fiducia degli investitori nelle tecnologie ecologiche che si basano selle energie rinnovabili.
Il modello nel quale sono presentate le metodologie e le terminologie che dovranno essere utilizzate nei piani d’azione nazionali, aiuta a chiarire le misure di facilitazioni da adottare dai vari paesi, la revisione delle procedure amministrative, i codici del settore edilizio, l’informazione, la formazione e la qualificazione di personale specializzato in rinnovabili, lo sviluppo e la disponibilità delle infrastrutture energetiche, oltre alle misure di aiuto e flessibilità.
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Tag:agevolazioni, energia, risparmio energetico