Firenze. Mutui e credito, le proposte del Pdl fiorentino

Mutui“Agevolare le famiglie, favorire i controlli sugli adempimenti verso i clienti, porre un tetto massimo agli stipendi dei top manager”.
Con una mozione i consiglieri provinciali del Pdl chiedono alla Giunta della Provincia di Firenze  un’azione diretta verso gli Istituti bancari a reimpiegare i soldi ricevuti dalla Bce al tasso dell’1% a favore di famiglie, cittadini e imprese; a rendere irrevocabili tutte le erogazioni concesse a famiglie e imprese già effettive tranne che nei casi di fallimento; a prevedere una moratoria per posticipare le rate dei mutui degli ultimi diciotto mesi di pagamento con piani di ammortamento parametrati alle esigenze delle famiglie, cittadini e imprese in difficoltà.
Si tratta – secondo i promotori dell’iniziativa – anche di far sì che le banche accettino forme di controllo sugli adempimenti per quanto proposto ai clienti anche da parte della Banca d’Italia, come anche di mantenere i livelli occupazionali del settore bancario il quale impiega 320mila persone.
Altro fattore sul quale i consiglieri hanno insistito riguarda gli stipendi d’oro di alcuni manager: “Bisogna infinre definire un tetto massimo agli stipendi spesso inaccettabili di alcuni top manager del settore bancario”.

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Firenze/Imu: per Renzi nessun aumento sulle prime case, solo sulle seconde

RenziPer i cittadini di Firenze l’anno che sta per arrivare porterà qualche novità. Il sindaco Matteo Renzi ha annunciato l’aumento Imi sulla seconda casa e non sulla prima. La notizia è arrivata ieri su Twitter: ”A Firenze alzeremo l’Imu seconda casa, specie per chi le tiene sfitte: lotta alla rendita. Ma abbasseremo l’Irpef: di troppe tasse si muore“.

L’aliquota Imu per la prima casa a Firenze rimarrà bloccata ai valori imposti nel decreto ‘salva Italia’ redatto dal governo Monti, in sostanza al 4 per mille. I soldi si andranno a recuperare  dalle case sfitte.

Secondo quanto stabilito nella manovra Monti le amministrazioni comunali hanno la possibilità di incrementare l’aliquota per la seconda casa fino a tre punti a partire da 7,6 per mille (la quota stabilita dal governo), i comuni possono innalzare l’asticella fino al 10,6.

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