Anci ed emergenza Casa

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Si e’ svolta il 26 febbraio a Venezia, la terza conferenza sulla , dal titolo” Una nuova politica degli affitti: le Proposte dei Comuni”.

Roberto Tricarico, ha affermato che in non si necessita tanto di un Piano che serva ad ampliare l’alloggio a chi già ce l’ha, ma che aiuti ad accedere alla a quei cittadini che hanno difficoltà anche ad ottenere un alloggio popolare.

Per questo motivo sono stati chiesti al nuovi per sbloccare il mercato delle locazioni e una revisione della legge 431/1998 sugli affitti.
Un altro dei temi affrontati è stato quello relativo alla realizzazione di di edilizia economica e popolare, che in ha registrato negli ultimi anni una preoccupante riduzione.

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Per le famiglie italiane, sospensione mutui per 12 mesi

L’Associazione Bancaria Italiana va in soccorso delle famiglie e, a sostegno di quelle in difficoltà, mette sul tavolo, a partire da gennaio, un piano di sospensione di 12 mesi dei pagamenti sui mutui. Il provvedimento dovrebbe interessare 110-130 mila famiglie e dovrebbe avere un valore complessivo di circa 8 miliardi.
L’iniziativa, che incassa il consenso dei principali istituti di credito (tra cui Intesa SanPaolo, il Banco Popolare, Mps, Bpm e la Pop di Vicenza), riguarda chi ha perso il posto di lavoro, chi è in cassa integrazione ma anche chi ha visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo e chi ha subito la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia.
E’ “una misura che può veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il Paese”, il Codacons la giudica “positiva solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi (e non 12) e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate”.
Intanto continua a peggiorare la qualità del credito delle banche italiane per effetto della fase recessiva dell’economia. A fine agosto le sofferenze lorde hanno raggiunto quasi 52 miliardi di euro, oltre 12 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni. In particolare, nel mese in questione le sofferenze lorde sono risultate pari a 51,8 miliardi di euro, 1,2 miliardi in più rispetto a luglio 2009 e 8,6 miliardi in più rispetto ad agosto 2008 (+20% la variazione annua). Frena a settembre anche la dinamica di crescita dei prestiti bancari al settore privato (+1,4% rispetto al +1,9% di agosto), mentre i mutui aggiornano i nuovi minimi al 3,23% (ad agosto erano 3,24% e un anno fa erano al 5,8%).

Agevolazioni fiscali: più tempo per chi ristruttura casa

La nuova finanziaria ha prorogato al 2012 l’agevolazione fiscale concessa a chi ristruttura la propria abitazione; la del 36%, applicabile a una spesa massima di € 48.000, interessa i lavori di manutenzione straordinaria, gli interventi di ristrutturazione edilizia e le opere finalizzate all’abbattimento di barriere architettoniche, alla sicurezza domestica e al risparmio energetico. Estesa di un anno anche la possibilità di ottenere l’incentivo sull’acquisto di una completamente ristrutturata da un’impresa edile, a condizione che i lavori siano ultimati entro il 31/12/2012 ed il rogito concluso entro il 30/06/2013. Infine, viene prorogata di 3 anni l’IVA agevolata al 10% sui lavori di recupero edilizio.

Piano Casa: legge in Val d’Aosta

Si conclude anche in Val d’Aosta l’iter legislativo per l’approvazione del . Mentre, a livello nazionale, il ha emanato una legge sul riguardante soltanto l’housing sociale, per quello che riguarda gli ampliamenti volumetrici da tempo promessi ai privati cittadini, sono le Regioni che stanno di volta in volta emanando le proprie normative locali.
E’ il momento della Val d’Aosta che ha approvato il proprio disegno di legge in materia di Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale in Consiglio Regionale.
Il testo di legge prevede che gli che abbiano ottenuto un titolo abitativo edilizio entro il 2008 possano procedere alla richiesta di ampliamenti volumetrici fino al 20% dell’esistente. La demolizione e ricostruzione degli , con ampliamento del 35% se realizzati con criteri di edilizia sostenibile, sarà possibile per gli edificati prima del 31 dicembre 1989. Se gli interventi riguarderanno interi quartieri da riqualificare dal punto di vista energetico, idrico e costruttivo, il premio di cubatura potrà arrivare al 45%. In questo, caso, però, non sarà sufficiente l’iniziativa privata ma bisognerà concordare gli interventi con le pubbliche amministrazioni o inserirli all’interno di un Piano urbanistico di dettaglio (PUD).
Vista la vocazione turistica della Regione, saranno permessi ampliamenti delle superfici fino al 40% anche per gli alberghi, in deroga alla normativa urbanistica locale. Il Piano ha lo scopo di rispondere alle esigenze abitative delle famiglie, di rilanciare l’edilizia, di valorizzare il patrimonio architettonico esistente, di migliorare l’efficienza energetica degli attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili e l’utilizzo di criteri costruttivi all’insegna della sostenibilità ed, infine, di semplificare le procedure burocratiche ed amministrative per l’ottenimento dei permessi.
Polemiche ci sono state da parte dell’opposizione locale, in quanto alcuni esponenti hanno ritenuto che l’adesione di una Regione come la Val d’Aosta, a statuto speciale, ad orientamenti generali dettati a livello nazionale, possa nuocere alle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio locale.

Piano Casa: legge in Puglia

Varata anche in Puglia, con l’approvazione del disegno di legge in Consiglio Regionale, la legge per il Piano .
Dopo la Toscana e la Lombardia, la Puglia è la prima Regione meridionale che vede approvato in via definitiva il disegno di legge sul Piano .
Quello approvato il 24 luglio in Consiglio Regionale, Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale, è un Piano che consentirà interventi edilizi utili per risolvere il problema di molti cittadini ma in maniera rispettosa dell’ambiente, tanto da essersi guadagnato l’approvazione di Legambiente.
Gli emendamenti accolti sono stati solo tre; il primo riguardava il divieto di ampliare gli ubicati in aree vincolate dal punto di vista paesaggistico. Gli ampliamenti diventano ora possibili, a patto però che i Comuni redigano un apposito regolamento in materia; il secondo riguardava i parcheggi: i proprietari che non saranno in grado di soddisfare i parametri richiesti di superfici a parcheggio per mancanza di spazio, dovranno corrispondere al Comune la somma corrispondente alla realizzazione di nuovi posti auto. Il Comune impiegherà queste risorse pecuniarie per la di parcheggi o per altre soluzioni riguardanti la mobilità urbana; il terzo riguardava gli fatiscenti che costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica, che potranno essere demoliti e ricostruiti con un aumento di cubatura del 35%.
Il Piano pugliese permette aumenti volumetrici del 20% non solo per monofamiliari, ma anche bi, tri e quadrifamiliari, purchè con un massimo di mq 200 e nel rispetto delle distanze e delle altezze massime consentite.
E’ ammessa la demolizione con ricostruzione aumentata del 35% se la verrà eseguita nel rispetto dei principi dell’edilizia ecosostenibile. Da questo tipo di intervento risultano però escluse le aree di prestigio paesaggistico o storico-culturale.
Gli interventi potranno interessare soltanto destinati almeno per il 75% alla destinazione residenziale. Infatti, nonostante le pressioni di costruttori ed industriali, permane il divieto di ampliare capannoni agricoli ed industriali, anche dopo un’eventuale cambio di destinazione d’uso.
I comuni potranno indicare localmente delle limitazioni rispetto alle prescrizioni della legge regionale ma anche il superamento di limiti di distanze ed altezze.
In nome della semplificazione burocratica, gli interventi potranno essere realizzati non solo con Permesso di Costruire, ma anche con DIA.
Dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e l’entrata in vigore della legge, gli interessati avranno 24 mesi di tempo per richiedere gli interventi.

Piano Casa: legge in Lombardia

Approvato dal Consiglio Regionale della Lombardia il testo di legge del Piano . Dopo due rinvii, il Consiglio Regionale della Lombardia ha definitivamente approvato il testo di legge sul Piano (Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Regione Lombardia) che, dopo l’approvazione in Giunta, era stato sottoposto a numerose proposte di emendamenti.
Le proposte di modifica avevano lo scopo, soprattutto, di impedire che gli ampliamenti potessero interessare ubicati in parchi e centri storici e che portassero al consumo di nuovo suolo.
Tra gli emendamenti presentati dagli ambientalisti, in particolare, uno parte dal giudicare troppo vaga la definizione di non coerenti con le caratteristiche storico architettoniche, attribuita ad ricadenti nei centri storici che rientreranno nell’ambito di applicazione della norma.
La principale novità del testo lombardo è costituita dal fatto che essa sarà applicabile anche agli parzialmente residenziali, oppure a quelli non residenziali ma ubicati in aree a prevalente destinazione residenziale.
Nel piano sono previsti anche degli interventi che saranno destinati alla riqualificazione di aree per l’edilizia economica e popolare.
Le altezze ammesse non potranno essere superiori al valore maggiore tra quelli esistenti e quelli previsti dalla strumentazione urbanistica.
La legge si applicherà a partire dal 16 ottobre e da quel termine si avrà tempo 18 mesi per presentare una Denuncia di inizio attività o 24 mesi per presentare un Permesso di Costruire.
I comuni dovranno stabilire nei prossimi mesi una eventuale riduzione degli oneri concessori ma, se la decisione non arriverà entro il 15 ottobre 2009, si applicherà una riduzione del 30% del costo di .
Inoltre i comuni potranno escludere dall’applicazione della legge quelle parti di territorio che per loro peculiarità storiche o ambientali, risulterebbero danneggiate dalla sua applicazione.
Le associazioni di categoria hanno espresso soddisfazione per l’approvazione della legge, che potrà avere una ricaduta economica positiva sul settore delle imprese edilizie e rilanciare l’occupazione.

Via libera al piano casa: 550 milioni di euro per l’edilizia popolare

Il ha detto sì al piano nazionale per l’edilizia abitativa che prevede lo stanziamento di 550 milioni di euro da destinarsi alla realizzazione di 100.000 nuovi nei prossimi 5 anni.
Destinatari dell’iniziativa saranno le categorie sociali più svantaggiate: nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in difficoltà, studenti fuori sede, famiglie sfrattate e immigrati regolari che risiedano da almeno 10 anni in Italia o da almeno 5 anni nella stessa regione. I fondi stanziati dal vanno ad aggiungersi ai 350 milioni di euro assegnati lo scorso 8 maggio dal Cipe; di questi, 150 milioni saranno destinati ad un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per incrementare i fondi sociali. A questo proposito, il piano approvato prevede che nel sistema integrato entrino a far parte sia soggetti pubblici sia privati.

Fascicolo del fabbricato

Tra i contenuti del disegno di legge sul Piano approvato in Campania, l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato che fu introdotto nella urbanistica dal Comune di Roma con la delibera del Consiglio Comunale n.166/99.
Questo documento, una sorta di carta d’identità dell’immobile, nacque a seguito della tragedia di via Vigna Jacobini, dove, nel 1998, il crollo di una palazzina provocò la morte di ventisette persone.
Esso, obbligatorio per pubblici e privati, doveva essere redatto da un professionista abilitato sulla base dello studio delle caratteristiche strutturali, manutentive e urbanistiche del fabbricato e conservato da un responsabile del manufatto che poteva essere, ad esempio, l’amministratore del condominio o il proprietario dell’immobile.
A seguito di una sentenza del Tar del Lazio prima e del Consiglio di Stato poi, su sollecitazione di Confedilizia, il fascicolo è stato poi accantonato.
I Giudici ritennero gli adempimenti necessari per la redazione del fascicolo illegittimi perché eccessivamente gravosi per i proprietari ed inutili perchè riguardanti una serie di dati che avrebbero dovuto essere già in possesso delle pubbliche amministrazioni.
Ora, a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo e del problema della sicurezza degli resosi evidente, si torna con insistenza a parlarne.
In particolare, nella regione Lazio, sembrava profilarsi un accordo bipartisan tra il governatore Marrazzo e il sindaco di Roma Alemanno, sulla necessità di riprendere l’argomento per avere maggiori garanzie sulle condizioni strutturali degli esistenti.
A muoversi per prima è stata la Regione Campania, la cui Giunta Regionale ha approvato lo scorso 28 maggio il disegno di legge sul Piano .
Gli ampliamenti volumetrici consentiti in Campania potranno arrivare fino al 50% quando interesseranno la riqualificazione di aree urbane degradate per interventi destinati all’housing sociale.
Ciò che è interessante sottolineare è che tutti gli interventi realizzabili con il Piano saranno in ogni caso subordinati alla valutazione della sicurezza dell’intero fabbricato, da effettuare in base alle nuove che sono entrate in vigore il 30 giugno e che andranno presentate al Settore Provinciale del Genio Civile.
Saranno proprio gli esiti di questa valutazione, insieme con il collaudo statico, che costituiranno il fascicolo del fabbricato, che conterrà anche informazioni di carattere progettuale, strutturale, impiantistico e geologico.
Il mancato compimento di questi adempimenti comporterà l’inagibilità e l’inutilizzabilità dell’immobile.

Piano Casa: slitta ad agosto

Coloro che intendono effettuare ampliamenti volumetrici delle proprie abitazioni fino al 20%, oppure demolire e ricostruire un edificio con premio di cubatura fino al 35% per l’utilizzo di tecnologie ecosostenibili, dovranno attendere il prossimo mese di agosto.
E’ quanto è emerso al termine del Consiglio dei Ministri del 15 maggio, in cui è ancora una volta slittato l’esame dei provvedimenti legislativi relativi al Piano .
L’approvazione del decreto legge Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica ed opere pubbliche e del disegno di legge, per l’aggiornamento della normativa urbanistico-edilizia e del paesaggio, è infatti stata rinviata perché non è stato raggiunto l’accordo tra e Regioni.
Tuttavia, le Regioni stanno continuando il loro iter normativo e dovrebbero essere pronte per fine luglio, tanto che il Presidente Berlusconi ha annunciato, nella conferenza stampa tenutasi al termine del Consiglio dei Ministri, che il piano dovrebbe essere operativo a partire dal primo agosto.
La nostra Costituzione prevede che siano proprio gli Enti Locali i titolari delle competenze in materia urbanistica ed edilizia.
In base a quanto dichiarato dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, i punti di disaccordo tra il ed i rappresentanti delle Regioni sono stati essenzialmente due.
Il primo è stato la richiesta di deroghe alle assunzioni negli enti locali, visto che, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme antisismiche, sarà necessaria la presenza di sufficiente personale per gestire i controlli richiesti.
Il secondo punto riguarda la richiesta di un credito d’imposta del 55% per i cittadini che provvedano a mettere in sicurezza, dal punto di vista antisismico, le proprie abitazioni.
Si tratta di un’agevolazione fiscale che, sull’esempio di quanto avvenuto per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, potrebbe innescare un circolo virtuoso, incentivando i cittadini a migliorare le condizioni statiche degli esistenti.

Norme antisismiche: entrata in vigore dal 30/6

Le nuove norme antisismiche sono entrate in vigore dal 30 giugno 2009.
Sono stati discussi al Senato i seicento emendamenti presentati relativamente al decreto sul terremoto in Abruzzo.
In particolare, tra questi, l’Aula del Senato ha approvato un emendamento presentato dal senatore Antonio D’Alì che prevede l’entrata in vigore delle nuove Norme antisismiche a partire dal 30 giugno, quindi senza concedere ulteriori proroghe oltre a quelle che ci sono già state negli ultimi anni.
Ricordiamo che la nuova antisismica avrebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 2004, ma una serie di rinvii ne hanno posticipato più volte l’entrata in vigore.
L’ultimo rinvio si era avuto con il decreto Milleproroghe che la faceva slittare al giugno 2010.
Con l’approvazione dell’ultimo emendamento, l’applicazione delle norme diverrà obbligatoria a partire dal 30 giugno di quest’anno, cancellando di fatto tutti i termini precedentemente stabiliti.
Le nuove norme non avranno valore retroattivo.