Il tasso variabile è rischioso? I pro e i contro delle alternative

L’euribor continua a scendere e i mutui a tasso variabile diventano sempre più appetibili ma gli esperti mettono in guardia: il rischio è che si ripresenti lo scenario del 2008, quando i tassi balzarono al 5%, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie italiane. Per chi comunque è proiettato sul variabile, si consiglia di calcolare la rata teorica raggiungibile con un aumento nell’ordine del 40-50% (cioè i rincari registrati nell’ottobre 2008) per valutare se il nuovo importo sia comunque sostenibile; in caso contrario, il mercato offre una serie di alternative che permettono comunque di sfruttare i vantaggi dei tassi bassi.
I mutui col cap, ad esempio, fissano un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. Una soluzione interessante, a patto però che il tetto non sia elevato, non sia lontano dagli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi di alcuni decimi quello offerto dai variabili tradizionali. Nel mutuo a rata costante, invece, a variare è la durata, ma non ha senso sottoscriverlo ora, con i tassi ai minimi. E’ anche possibile partire con un variabile e riservarsi il diritto di passare al fisso nel caso in cui i tassi ricomincino a salire; in questo caso, bisogna però essere consapevole che tra qualche mese o tra qualche anno anche i tassi fissi potrebbero essere aumentati.

Euribor, quanto durerà la caduta dei tassi di interesse?

Lenta ma inesorabile è la caduta dell’euribor a 3 mesi; le ultime notizie lo dicono a quota 1,02% ma come si muoverà nei prossimi mesi? I contratti future prevedono nuove discese fino a settembre 2009, quando dovrebbe toccare il livello minimo dello 0,97%, seguite poi da una graduale risalita che spingerà il tasso di riferimento per i mutui variabili a 1,1% a fine anno.
Le previsioni sono supportate dalle parole di Trichet, presidente della Banca Centrale Europea che ammette la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, cioè a quel tasso bce che influenza l’andamento dello stesso euribor. Ad ogni modo, una normalizzazione di quest’ultimo (cioè valori nell’ordine del 3-3,5%) non è attesa prima del 2012.

USA indice Mutui casa – 14,2%

Le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono calate del 14,2% la scorsa settimana, trainate al ribasso dai rifinanziamenti. Il mercato e’ reso meno conveniente a causa di un rialzo dei tassi di interesse sui prestiti immobiliari. L’indice generale e’ sceso a quota 786 dal 915,9 precedente. La componente dell’indice relativa alle domande di rifinanziamento ha registrato una flessione del 19%, mentre le richieste di mutuo per l’acquisto di un immobile sono aumentate dell’1%.

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