Scritto Giovedì 13 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Otto mesi fa entrava in vigore il D.lg. anti-crisi che, tra le altre cose, introduceva un tetto massimo del 4% da applicare ai mutui a tasso variabile contratti entro il 31 ottobre 2008. La norma vieta quindi alle banche di applicare tassi di interesse superiori a questo tetto e di restituire alle famiglie l’eccedenza eventualmente pagata. Questo in teoria, perché nella pratica molti mutuatari lamentano il mancato versamento del contributo; chi invece ha avuto la fortuna di vederselo accreditare, accusa la mancanza di trasparenza circa i calcoli effettuati per misurarne l’importo. In alcuni casi, poi, l’accredito è avvenuto con valuta corrente, mentre il D.lg. prevede che questo sia retrodatato al giorno dell’effettivo versamento della rata del mutuo.
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Tag:Acquisto di immobili, agevolazioni, contratto, Mutui, Mutui ipotecari, normativa, rimborso spese
Scritto Mercoledì 12 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Con la situazione economica attuale, acquistare casa senza accendere un mutuo è una condizione solo di pochi privilegiati.
Innanzitutto, per poter richiedere un mutuo, è necessario aver stipulato un compromesso (o promessa di vendita). In questo modo si potrà avere a disposizione uno strumento giuridico comprovante la somma necessaria per l’acquisto. Una volta ottenuta questa, si potrà effettuare il rogito notarile (o atto di compravendita).
Per concedere un mutuo ogni banca solitamente fa riferimento ad una serie di parametri attraverso il quale possono risalire a tutte le informazioni utili per valutare la fattibilità della richiesta. Sono richiesti una serie di dati finanziari del richiedente, come gli anni di anzianità del lavoro, il tipo di occupazione, specificando in particolare se si tratta di lavoratore dipendente o autonomo, reddito mensile ed annuo ed eventuali debiti pendenti; va indicato il valore dell’immobile per il quale si richiede il mutuo e infine vanno riportate alcune indicazioni di carattere descrittivo dello stesso e delle sue pertinenze, come la superficie totale coperta e scoperta, il numero di fronti stradali e di piani e l’anno di costruzione. Gli elementi che contano di più perché la banca possa esprimere un parere favorevole sono: reddito, età del richiedente e l’eventualità di una richiesta in coppia che fa sommare i due redditi.
Sulla base di questi fattori si determineranno quindi il tipo di finanziamento e il numero di rate previste. Di solito la rata si calcola su di un terzo del reddito mensile, pertanto se questo è molto basso non vuol dire che si avrà una rata bassa ma, quasi certamente, si assisterà ad un rifiuto della banca.
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Tag:casa, consigli, Finanziamenti, Immobili, Mutui, Mutui ipotecari
Scritto Domenica 12 Luglio 2009 da Antonella Pagani
L’euribor continua a scendere e i mutui a tasso variabile diventano sempre più appetibili ma gli esperti mettono in guardia: il rischio è che si ripresenti lo scenario del 2008, quando i tassi balzarono al 5%, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie italiane. Per chi comunque è proiettato sul variabile, si consiglia di calcolare la rata teorica raggiungibile con un aumento nell’ordine del 40-50% (cioè i rincari registrati nell’ottobre 2008) per valutare se il nuovo importo sia comunque sostenibile; in caso contrario, il mercato offre una serie di alternative che permettono comunque di sfruttare i vantaggi dei tassi bassi.
I mutui col cap, ad esempio, fissano un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. Una soluzione interessante, a patto però che il tetto non sia elevato, non sia lontano dagli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi di alcuni decimi quello offerto dai variabili tradizionali. Nel mutuo a rata costante, invece, a variare è la durata, ma non ha senso sottoscriverlo ora, con i tassi ai minimi. E’ anche possibile partire con un variabile e riservarsi il diritto di passare al fisso nel caso in cui i tassi ricomincino a salire; in questo caso, bisogna però essere consapevole che tra qualche mese o tra qualche anno anche i tassi fissi potrebbero essere aumentati.
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Tag:casa, debito, Finanziamenti, Immobili, interesse, mercato, Mutui, Mutui ipotecari, Mutuo, mutuo fisso, mutuo variabile, rate, statistiche
Scritto Domenica 12 Luglio 2009 da Antonella Pagani
Lenta ma inesorabile è la caduta dell’euribor a 3 mesi; le ultime notizie lo dicono a quota 1,02% ma come si muoverà nei prossimi mesi? I contratti future prevedono nuove discese fino a settembre 2009, quando dovrebbe toccare il livello minimo dello 0,97%, seguite poi da una graduale risalita che spingerà il tasso di riferimento per i mutui variabili a 1,1% a fine anno.
Le previsioni sono supportate dalle parole di Trichet, presidente della Banca Centrale Europea che ammette la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, cioè a quel tasso bce che influenza l’andamento dello stesso euribor. Ad ogni modo, una normalizzazione di quest’ultimo (cioè valori nell’ordine del 3-3,5%) non è attesa prima del 2012.
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Tag:andamento, casa, consigli, Finanziamenti, Immobili, interesse, mercato, Mercato Immobiliare, Mutui, Mutui ipotecari, Mutuo, mutuo fisso, mutuo variabile, statistiche
Scritto Mercoledì 24 Giugno 2009 da lorefice cirica
Le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono calate del 14,2% la scorsa settimana, trainate al ribasso dai rifinanziamenti. Il mercato e’ reso meno conveniente a causa di un rialzo dei tassi di interesse sui prestiti immobiliari. L’indice generale e’ sceso a quota 786 dal 915,9 precedente. La componente dell’indice relativa alle domande di rifinanziamento ha registrato una flessione del 19%, mentre le richieste di mutuo per l’acquisto di un immobile sono aumentate dell’1%.
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Tag:acquisto immobile, Finanziamenti, interesse, mercato americano, Mutui ipotecari, stati uniti