Un quinto della pensione sacrificato per il mutuo dei figli…

Se i figli non riescono a pagare le rate del mutuo, i genitori sacrificano la loro pensione. Così in Veneto, nel solo mese di luglio 2009, sono stati 382 i pensionati che hanno chiesto all’Inps di trattenere un quinto della pensione mensile per girarlo alla banca presso cui il figlio ha acceso il mutuo.
In pratica, il pensionato chiede un prestito alla banca e l’Inps paga le rate trattenendole dall’assegno mensile. Queste possono raggiungere l’importo massimo di un quinto della pensione, per una durata contrattuale non superiore ai 10 anni.

Il tasso variabile è rischioso? I pro e i contro delle alternative

L’euribor continua a scendere e i mutui a tasso variabile diventano sempre più appetibili ma gli esperti mettono in guardia: il rischio è che si ripresenti lo scenario del 2008, quando i tassi balzarono al 5%, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie italiane. Per chi comunque è proiettato sul variabile, si consiglia di calcolare la rata teorica raggiungibile con un aumento nell’ordine del 40-50% (cioè i rincari registrati nell’ottobre 2008) per valutare se il nuovo importo sia comunque sostenibile; in caso contrario, il mercato offre una serie di alternative che permettono comunque di sfruttare i vantaggi dei tassi bassi.
I mutui col cap, ad esempio, fissano un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. Una soluzione interessante, a patto però che il tetto non sia elevato, non sia lontano dagli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi di alcuni decimi quello offerto dai variabili tradizionali. Nel mutuo a rata costante, invece, a variare è la durata, ma non ha senso sottoscriverlo ora, con i tassi ai minimi. E’ anche possibile partire con un variabile e riservarsi il diritto di passare al fisso nel caso in cui i tassi ricomincino a salire; in questo caso, bisogna però essere consapevole che tra qualche mese o tra qualche anno anche i tassi fissi potrebbero essere aumentati.

Euribor, quanto durerà la caduta dei tassi di interesse?

Lenta ma inesorabile è la caduta dell’euribor a 3 mesi; le ultime notizie lo dicono a quota 1,02% ma come si muoverà nei prossimi mesi? I contratti future prevedono nuove discese fino a settembre 2009, quando dovrebbe toccare il livello minimo dello 0,97%, seguite poi da una graduale risalita che spingerà il tasso di riferimento per i mutui variabili a 1,1% a fine anno.
Le previsioni sono supportate dalle parole di Trichet, presidente della Banca Centrale Europea che ammette la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, cioè a quel tasso bce che influenza l’andamento dello stesso euribor. Ad ogni modo, una normalizzazione di quest’ultimo (cioè valori nell’ordine del 3-3,5%) non è attesa prima del 2012.

Niente convivenza per una coppia su 5

A maggio molti giovani convolano a nozze, ma molti di loro incontrano non poche difficoltà per costruire il loro nido d’amore. E’ quanto emerge da un’indagine di Immobiliare.it, sito leader del settore, che ha raccolto le risposte di oltre 15.000 coppie fra i 18 e i 28 anni che hanno cercato la loro nuova casa sui portali del Gruppo e i risultati sono stati, per molti versi, sorprendenti.
I giovani sono orientati alle grandi città e ben il 78% di loro ha limitato la propria ricerca di casa al centro città o alla primissima periferia. Il costo degli immobili, però, rimane un grande ostacolo per la scelta delle giovani coppie e, data anche la difficoltà ad accedere al mutuo, l’affitto resta la soluzione più praticata (55% delle richieste) e, nel 17% dei casi, si è persino costretti a rimandare la convivenza.
Ma come si comporta quel 38% di giovani coppie che decide di acquistare la casa? Secondo i dati raccolti da Immobiliare.it, appena il 15% comprerà una casa nuova e ben il 55% si accontenterà di una soluzione ”in buone condizioni”. Secondo Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it, ”il prezzo rimane il punto determinante nella scelta della casa. Tipicamente – spiega – la nuova coppia deve ricorrere all’aiuto dei genitori e quindi il suo budget diventa strutturalmente limitato; specie se si considera che moltissimi hanno contratti di lavoro precari e, comunque, i primi salari sono ancora limitati per l’accesso al mutuo”.
Se si va a indagare sul prezzo e il taglio degli immobili acquistati dalle giovani coppie, si scopre che in tutto il territorio il taglio preferito è il bilocale (47%) seguito dal trilocale (34%) anche se le metrature richieste cambiano: 60-80 mq al Centro Nord e 70-100 mq al Sud. Se al Nord e al Centro Italia il costo che le giovani coppie possono permettersi oscilla fra i 130.000 e i 175.000 euro, al Sud si è disposti a spendere decisamente meno (95.000-120.000 euro le cifre).

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