Regione Lazio e piano casa. E’ ancora presto per fare i calcoli

piano casa“Il Piano Casa della Regione Lazio, messo a punto dal governo Polverini, ha già prodotto, in pochissimi mesi, risultati migliori rispetto a quello pensato, redatto e poi emanato dalla precedente amministrazione regionale. In soli tre mesi, sono state ricevute più di duecento domande e solo considerando i capoluoghi di provincia. Se poi volessimo allargarci a tutto il territorio laziale, arriveremo complessivamente ad oltre settecento domande, come ha più volte sottolineato l’assessore regionale all’Urbanistica, Luciano Ciocchetti. Sono quindi fermamente convito che nelle prossime settimane si riusciranno a raggiungere tutti gli obiettivi che il centrodestra si è prefissato al fine di soddisfare le esigenze non solo dei cittadini, ma anche delle imprese”. Lo ha riferito in una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese. Leggi tutto »

Lazio: Piano Casa, per il Comune di Roma non ci sono varianti

piano casaIn Campidoglio scoppia il caso Piano Casa. A sollevarlo è il vicepresidente della Regione e assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti che ha preso nota di una delibera del Comune di Roma che vincola l’attuazione del piano casa regionale .

Secondo quanto stabilisce la delibera,  sono previsti  in caso di cambio di destinazione d’uso oltre agli oneri concessori, alle opere di urbanizzazione e al 30-35% di alloggi a canone agevolato anche il pagamento del 67% della valorizzazione dell’immobile. Una disciplina che azzererebbe i benefici della legge regionale sul Piano Casa e che già mette in allarme i costruttori.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno,  ha cercato di calmare le acque e ha evidenziato  che la delibera da approvare dovrà applicare il Piano Casa regionale indicando zone e luoghi dove meccanismi di accelerazione e liberalizzazione potranno essere applicati.

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Piano casa, quando le aspettative non sono quelle attese

piano casaSembra che il piano casa messo a punto dal precedente governo italiano non abbia avuto il successo previsto. Secondo le stime dell’Ance, l’associazione dei costruttori, avrebbe dovuto muovere 6070 miliardi, invogliando il 10% delle famiglie italiane proprietarie di immobili familiari.

Le aspettative sono state deluse, le stime parlano di una quantità limitata di domande inoltrate. Fallimento totale, dunque? Se si esclude difatti il Veneto (richieste per un miliardo di euro) e Sardegna che nelle rispettive leggi regionali hanno incoraggiato i privati attenuando la rigidità di alcuni vincoli, nelle altre Regioni il successo del piano è stato pressoché nullo.

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Regione Umbria, piano casa: approvate modifiche green

Edifici ecosostenibile

Edifici ecosostenibile

In Umbria sono state approvate modifiche che riguardano l’eco-sostenibilità degli edifici

Nei giorni scorsi la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, su proposta dell’assessore all’urbanistica e alla riqualificazione urbana, Silvano Rometti, le modifiche al Piano Casa regionale introdotto con la L.r. n.13/2009 recante ”Norme per il governo del territorio e la pianificazione e per il rilancio dell’economia attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

”Il disegno di legge in materiaha spiegato l’assessore Rometti - verrà sottoposto al vaglio di tutti i soggetti coinvolti nel comparto a partire dal Tavolo delle Costruzioni convocato per martedì prossimo. Le disposizioni della legge regionale, che per alcune tipologie di interventi consentiti hanno una durata limitata al 31 dicembre 2010, non hanno prodotto gli effetti sperati, in quanto sono state poco applicate nel territorio regionale.

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Piano Casa: si attendono sviluppi

Piano Casa

Piano Casa

L’ Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, ha chiesto al Governo urgenti correttivi per sbloccare le procedure in atto e rendere effettivamente il Piano Casa.

Le richieste dell’ ANCE, sono state le seguenti: maggiore semplificazione normativa, incentivi fiscali per l’edilizia ecosostenibile e premi volumetrici associati ai casi di demolizione e ricostruzione mirate alla riqualificazione energetica.

Nel corso del convegno dell’ ANCE intitolato ”Piano casa 2: qualcosa si muove?” ,tenutosi a Roma la scorsa settimana, l’associazione di categoria ha esposto le proprie preoccupate valutazioni alla presenza di Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Regionali.

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Agevolazioni grazie al decreto “Piano Casa “

images Foto by nicolacaputo.eu

Lo scorso 21 Luglio, è stato firmato un decreto sul piano casa, che prevede la costruzione di 100000 abitazioni in cinque anni. Il piano casa, consiste nella costruzione nuove case popolari, agevolando le cooperative edilizie con un sistema integrato di fondi immobiliari, per un’ assegnazione di 150 milioni di euro. Si prevede oltre l’ erogazione della somma citata, a collaborazione finanziaria di Regioni ed Enti locali. I beneficiari di questo piano, saranno le famiglie cui la loro situazione economica e sociale è svantaggiata ( percepiscono un basso reddito ). Grazie a questo decreto, ci saranno possibilità di nuove occupazioni lavorative nel settore edilizio.

A che punto è il piano casa?

Risale al mese di marzo l’accordo quadro stato-regioni sugli interventi di riqualificazione edilizia. Nell’intesa il governo stabiliva alcune limitazioni, come il divieto di intervenire nei centri storici, mentre lasciava alle regioni la possibilità di porre ulteriori paletti agli interventi in zone di pregio culturale, paesaggistico o ambientale. Ad oggi, sono undici le regioni che hanno approvato un loro piano-casa: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, alle quali si aggiunge la provincia autonoma di Bolzano. Mancano quindi all’appello Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sicilia e Sardegna, mentre la provincia autonoma di Trento non ha aderito all’accordo.
(fonte: idealista.it – http://www.idealista.it/pagina/boletin)

Milano: le 11 zone off limits per gli ampliamenti

Il Comune di Milano ha presentato l’elenco delle zone che non verranno toccate dagli effetti del piano casa del governo per aiutare il settore edile.
Sono 11 le aree dove ampliare la metratura non sarà consentito. Nella delibera vengono tutelati il quartiere Cimiano, il Villaggio dei Giornalisti, l’area nei pressi di Via Porpora, i Quartieri Pisacane, Aspari, Lincoln, Postelegrafonica e Qt8. Inoltre l’area nei pressi di Via Washington, la zona del Sarto e il Borgo Pirelli. In questo modo il comune intende proteggere gli ambiti storici e paesaggistici più importanti di Milano. Per le aree menzionate saranno possibili soltanto opere di recupero edilizio.

Piano Casa: legge in Val d’Aosta

Si conclude anche in Val d’Aosta l’iter legislativo per l’approvazione del Piano Casa. Mentre, a livello nazionale, il Governo ha emanato una legge sul Piano Casa riguardante soltanto l’housing sociale, per quello che riguarda gli ampliamenti volumetrici da tempo promessi ai privati cittadini, sono le Regioni che stanno di volta in volta emanando le proprie normative locali.
E’ il momento della Val d’Aosta che ha approvato il proprio disegno di legge in materia di Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale in Consiglio Regionale.
Il testo di legge prevede che gli immobili che abbiano ottenuto un titolo abitativo edilizio entro il 2008 possano procedere alla richiesta di ampliamenti volumetrici fino al 20% dell’esistente. La demolizione e ricostruzione degli immobili, con ampliamento del 35% se realizzati con criteri di edilizia sostenibile, sarà possibile per gli immobili edificati prima del 31 dicembre 1989. Se gli interventi riguarderanno interi quartieri da riqualificare dal punto di vista energetico, idrico e costruttivo, il premio di cubatura potrà arrivare al 45%. In questo, caso, però, non sarà sufficiente l’iniziativa privata ma bisognerà concordare gli interventi con le pubbliche amministrazioni o inserirli all’interno di un Piano urbanistico di dettaglio (PUD).
Vista la vocazione turistica della Regione, saranno permessi ampliamenti delle superfici fino al 40% anche per gli alberghi, in deroga alla normativa urbanistica locale. Il Piano ha lo scopo di rispondere alle esigenze abitative delle famiglie, di rilanciare l’edilizia, di valorizzare il patrimonio architettonico esistente, di migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili e l’utilizzo di criteri costruttivi all’insegna della sostenibilità ed, infine, di semplificare le procedure burocratiche ed amministrative per l’ottenimento dei permessi.
Polemiche ci sono state da parte dell’opposizione locale, in quanto alcuni esponenti hanno ritenuto che l’adesione di una Regione come la Val d’Aosta, a statuto speciale, ad orientamenti generali dettati a livello nazionale, possa nuocere alle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio locale.

Piano Casa: legge in Puglia

Varata anche in Puglia, con l’approvazione del disegno di legge in Consiglio Regionale, la legge per il Piano Casa.
Dopo la Toscana e la Lombardia, la Puglia è la prima Regione meridionale che vede approvato in via definitiva il disegno di legge sul Piano Casa.
Quello approvato il 24 luglio in Consiglio Regionale, Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale, è un Piano Casa che consentirà interventi edilizi utili per risolvere il problema casa di molti cittadini ma in maniera rispettosa dell’ambiente, tanto da essersi guadagnato l’approvazione di Legambiente.
Gli emendamenti accolti sono stati solo tre; il primo riguardava il divieto di ampliare gli edifici ubicati in aree vincolate dal punto di vista paesaggistico. Gli ampliamenti diventano ora possibili, a patto però che i Comuni redigano un apposito regolamento in materia; il secondo riguardava i parcheggi: i proprietari che non saranno in grado di soddisfare i parametri richiesti di superfici a parcheggio per mancanza di spazio, dovranno corrispondere al Comune la somma corrispondente alla realizzazione di nuovi posti auto. Il Comune impiegherà queste risorse pecuniarie per la costruzione di parcheggi o per altre soluzioni riguardanti la mobilità urbana; il terzo riguardava gli edifici fatiscenti che costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica, che potranno essere demoliti e ricostruiti con un aumento di cubatura del 35%.
Il Piano Casa pugliese permette aumenti volumetrici del 20% non solo per edifici monofamiliari, ma anche bi, tri e quadrifamiliari, purchè con un massimo di mq 200 e nel rispetto delle distanze e delle altezze massime consentite.
E’ ammessa la demolizione con ricostruzione aumentata del 35% se la costruzione verrà eseguita nel rispetto dei principi dell’edilizia ecosostenibile. Da questo tipo di intervento risultano però escluse le aree di prestigio paesaggistico o storico-culturale.
Gli interventi potranno interessare soltanto edifici destinati almeno per il 75% alla destinazione residenziale. Infatti, nonostante le pressioni di costruttori ed industriali, permane il divieto di ampliare capannoni agricoli ed industriali, anche dopo un’eventuale cambio di destinazione d’uso.
I comuni potranno indicare localmente delle limitazioni rispetto alle prescrizioni della legge regionale ma anche il superamento di limiti di distanze ed altezze.
In nome della semplificazione burocratica, gli interventi potranno essere realizzati non solo con Permesso di Costruire, ma anche con DIA.
Dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e l’entrata in vigore della legge, gli interessati avranno 24 mesi di tempo per richiedere gli interventi.

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