Scritto Giovedì 18 Febbraio 2010 da Floriana Serino
L’ Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, ha chiesto al Governo urgenti correttivi per sbloccare le procedure in atto e rendere effettivamente il Piano Casa.
Le richieste dell’ ANCE, sono state le seguenti: maggiore semplificazione normativa, incentivi fiscali per l’edilizia ecosostenibile e premi volumetrici associati ai casi di demolizione e ricostruzione mirate alla riqualificazione energetica.
Nel corso del convegno dell’ ANCE intitolato ”Piano casa 2: qualcosa si muove?” ,tenutosi a Roma la scorsa settimana, l’associazione di categoria ha esposto le proprie preoccupate valutazioni alla presenza di Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Regionali.
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Tag:ance, casa, convegno, Ministro Affari Regionali, Normative, piano casa
Scritto Giovedì 17 Dicembre 2009 da Floriana Serino
Foto by nicolacaputo.eu
Lo scorso 21 Luglio, è stato firmato un decreto sul piano casa, che prevede la costruzione di 100000 abitazioni in cinque anni. Il piano casa, consiste nella costruzione nuove case popolari, agevolando le cooperative edilizie con un sistema integrato di fondi immobiliari, per un’ assegnazione di 150 milioni di euro. Si prevede oltre l’ erogazione della somma citata, a collaborazione finanziaria di Regioni ed Enti locali. I beneficiari di questo piano, saranno le famiglie cui la loro situazione economica e sociale è svantaggiata ( percepiscono un basso reddito ). Grazie a questo decreto, ci saranno possibilità di nuove occupazioni lavorative nel settore edilizio.
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Tag:agevolazioni, casa, Cooperative, Decreto, Edilizia, Fondi, piano casa
Scritto Sabato 24 Ottobre 2009 da Antonella Pagani
Risale al mese di marzo l’accordo quadro stato-regioni sugli interventi di riqualificazione edilizia. Nell’intesa il governo stabiliva alcune limitazioni, come il divieto di intervenire nei centri storici, mentre lasciava alle regioni la possibilità di porre ulteriori paletti agli interventi in zone di pregio culturale, paesaggistico o ambientale. Ad oggi, sono undici le regioni che hanno approvato un loro piano-casa: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, alle quali si aggiunge la provincia autonoma di Bolzano. Mancano quindi all’appello Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sicilia e Sardegna, mentre la provincia autonoma di Trento non ha aderito all’accordo.
(fonte: idealista.it – http://www.idealista.it/pagina/boletin)
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Tag:Immobili, lombardia, News, normativa, piano casa
Scritto Lunedì 5 Ottobre 2009 da Antonella Pagani
Il Comune di Milano ha presentato l’elenco delle zone che non verranno toccate dagli effetti del piano casa del governo per aiutare il settore edile.
Sono 11 le aree dove ampliare la metratura non sarà consentito. Nella delibera vengono tutelati il quartiere Cimiano, il Villaggio dei Giornalisti, l’area nei pressi di Via Porpora, i Quartieri Pisacane, Aspari, Lincoln, Postelegrafonica e Qt8. Inoltre l’area nei pressi di Via Washington, la zona del Sarto e il Borgo Pirelli. In questo modo il comune intende proteggere gli ambiti storici e paesaggistici più importanti di Milano. Per le aree menzionate saranno possibili soltanto opere di recupero edilizio.
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Tag:milano, normativa, piano casa
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Si conclude anche in Val d’Aosta l’iter legislativo per l’approvazione del Piano Casa. Mentre, a livello nazionale, il Governo ha emanato una legge sul Piano Casa riguardante soltanto l’housing sociale, per quello che riguarda gli ampliamenti volumetrici da tempo promessi ai privati cittadini, sono le Regioni che stanno di volta in volta emanando le proprie normative locali.
E’ il momento della Val d’Aosta che ha approvato il proprio disegno di legge in materia di Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio regionale in Consiglio Regionale.
Il testo di legge prevede che gli immobili che abbiano ottenuto un titolo abitativo edilizio entro il 2008 possano procedere alla richiesta di ampliamenti volumetrici fino al 20% dell’esistente. La demolizione e ricostruzione degli immobili, con ampliamento del 35% se realizzati con criteri di edilizia sostenibile, sarà possibile per gli immobili edificati prima del 31 dicembre 1989. Se gli interventi riguarderanno interi quartieri da riqualificare dal punto di vista energetico, idrico e costruttivo, il premio di cubatura potrà arrivare al 45%. In questo, caso, però, non sarà sufficiente l’iniziativa privata ma bisognerà concordare gli interventi con le pubbliche amministrazioni o inserirli all’interno di un Piano urbanistico di dettaglio (PUD).
Vista la vocazione turistica della Regione, saranno permessi ampliamenti delle superfici fino al 40% anche per gli alberghi, in deroga alla normativa urbanistica locale. Il Piano ha lo scopo di rispondere alle esigenze abitative delle famiglie, di rilanciare l’edilizia, di valorizzare il patrimonio architettonico esistente, di migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso l’uso di fonti energetiche rinnovabili e l’utilizzo di criteri costruttivi all’insegna della sostenibilità ed, infine, di semplificare le procedure burocratiche ed amministrative per l’ottenimento dei permessi.
Polemiche ci sono state da parte dell’opposizione locale, in quanto alcuni esponenti hanno ritenuto che l’adesione di una Regione come la Val d’Aosta, a statuto speciale, ad orientamenti generali dettati a livello nazionale, possa nuocere alle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio locale.
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Tag:case, governo, normativa, piano casa
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Varata anche in Puglia, con l’approvazione del disegno di legge in Consiglio Regionale, la legge per il Piano Casa.
Dopo la Toscana e la Lombardia, la Puglia è la prima Regione meridionale che vede approvato in via definitiva il disegno di legge sul Piano Casa.
Quello approvato il 24 luglio in Consiglio Regionale, Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale, è un Piano Casa che consentirà interventi edilizi utili per risolvere il problema casa di molti cittadini ma in maniera rispettosa dell’ambiente, tanto da essersi guadagnato l’approvazione di Legambiente.
Gli emendamenti accolti sono stati solo tre; il primo riguardava il divieto di ampliare gli edifici ubicati in aree vincolate dal punto di vista paesaggistico. Gli ampliamenti diventano ora possibili, a patto però che i Comuni redigano un apposito regolamento in materia; il secondo riguardava i parcheggi: i proprietari che non saranno in grado di soddisfare i parametri richiesti di superfici a parcheggio per mancanza di spazio, dovranno corrispondere al Comune la somma corrispondente alla realizzazione di nuovi posti auto. Il Comune impiegherà queste risorse pecuniarie per la costruzione di parcheggi o per altre soluzioni riguardanti la mobilità urbana; il terzo riguardava gli edifici fatiscenti che costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica, che potranno essere demoliti e ricostruiti con un aumento di cubatura del 35%.
Il Piano Casa pugliese permette aumenti volumetrici del 20% non solo per edifici monofamiliari, ma anche bi, tri e quadrifamiliari, purchè con un massimo di mq 200 e nel rispetto delle distanze e delle altezze massime consentite.
E’ ammessa la demolizione con ricostruzione aumentata del 35% se la costruzione verrà eseguita nel rispetto dei principi dell’edilizia ecosostenibile. Da questo tipo di intervento risultano però escluse le aree di prestigio paesaggistico o storico-culturale.
Gli interventi potranno interessare soltanto edifici destinati almeno per il 75% alla destinazione residenziale. Infatti, nonostante le pressioni di costruttori ed industriali, permane il divieto di ampliare capannoni agricoli ed industriali, anche dopo un’eventuale cambio di destinazione d’uso.
I comuni potranno indicare localmente delle limitazioni rispetto alle prescrizioni della legge regionale ma anche il superamento di limiti di distanze ed altezze.
In nome della semplificazione burocratica, gli interventi potranno essere realizzati non solo con Permesso di Costruire, ma anche con DIA.
Dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione e l’entrata in vigore della legge, gli interessati avranno 24 mesi di tempo per richiedere gli interventi.
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Tag:casa, case, governo, normativa, piano casa
Scritto Lunedì 17 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Approvato dal Consiglio Regionale della Lombardia il testo di legge del Piano Casa. Dopo due rinvii, il Consiglio Regionale della Lombardia ha definitivamente approvato il testo di legge sul Piano Casa (Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico della Regione Lombardia) che, dopo l’approvazione in Giunta, era stato sottoposto a numerose proposte di emendamenti.
Le proposte di modifica avevano lo scopo, soprattutto, di impedire che gli ampliamenti potessero interessare edifici ubicati in parchi e centri storici e che portassero al consumo di nuovo suolo.
Tra gli emendamenti presentati dagli ambientalisti, in particolare, uno parte dal giudicare troppo vaga la definizione di non coerenti con le caratteristiche storico architettoniche, attribuita ad edifici ricadenti nei centri storici che rientreranno nell’ambito di applicazione della norma.
La principale novità del testo lombardo è costituita dal fatto che essa sarà applicabile anche agli edifici parzialmente residenziali, oppure a quelli non residenziali ma ubicati in aree a prevalente destinazione residenziale.
Nel piano sono previsti anche degli interventi che saranno destinati alla riqualificazione di aree per l’edilizia economica e popolare.
Le altezze ammesse non potranno essere superiori al valore maggiore tra quelli esistenti e quelli previsti dalla strumentazione urbanistica.
La legge si applicherà a partire dal 16 ottobre e da quel termine si avrà tempo 18 mesi per presentare una Denuncia di inizio attività o 24 mesi per presentare un Permesso di Costruire.
I comuni dovranno stabilire nei prossimi mesi una eventuale riduzione degli oneri concessori ma, se la decisione non arriverà entro il 15 ottobre 2009, si applicherà una riduzione del 30% del costo di costruzione.
Inoltre i comuni potranno escludere dall’applicazione della legge quelle parti di territorio che per loro peculiarità storiche o ambientali, risulterebbero danneggiate dalla sua applicazione.
Le associazioni di categoria hanno espresso soddisfazione per l’approvazione della legge, che potrà avere una ricaduta economica positiva sul settore delle imprese edilizie e rilanciare l’occupazione.
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Tag:edifici, governo, incentivi, milano, normativa, piano casa
Scritto Giovedì 13 Agosto 2009 da Antonella Pagani
I requisiti per ottenere le agevolazione per l’acquisto della prima casa riguardano:
• natura dell’immobile acquistato: l’immobile non deve appartenere alle categorie di lusso;
• ubicazione dell’immobile acquistato:
a) l’immobile deve essere ubicato nel comune di residenza dell’acquirente;
b) oppure nel comune in cui, entro 18 mesi, l’acquirente stabilirà la propria residenza;
c) nel comune in cui l’acquirente svolge la propria attività se diverso dalla residenza;
d) nel comune in cui ha sede o esercita l’attività il datore di lavoro da cui dipende l’acquirente che si sia trasferito all’estero per motivi di lavoro;
e) nel caso in cui l’acquirente sia un cittadino italiano residente all’estero.
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Tag:abitazioni, agevolazioni, case, comprare casa, Immobili, normativa, piano casa
Scritto Martedì 7 Luglio 2009 da Antonella Pagani
Tra i contenuti del disegno di legge sul Piano Casa approvato in Campania, l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato che fu introdotto nella normativa urbanistica dal Comune di Roma con la delibera del Consiglio Comunale n.166/99.
Questo documento, una sorta di carta d’identità dell’immobile, nacque a seguito della tragedia di via Vigna Jacobini, dove, nel 1998, il crollo di una palazzina provocò la morte di ventisette persone.
Esso, obbligatorio per edifici pubblici e privati, doveva essere redatto da un professionista abilitato sulla base dello studio delle caratteristiche strutturali, manutentive e urbanistiche del fabbricato e conservato da un responsabile del manufatto che poteva essere, ad esempio, l’amministratore del condominio o il proprietario dell’immobile.
A seguito di una sentenza del Tar del Lazio prima e del Consiglio di Stato poi, su sollecitazione di Confedilizia, il fascicolo è stato poi accantonato.
I Giudici ritennero gli adempimenti necessari per la redazione del fascicolo illegittimi perché eccessivamente gravosi per i proprietari ed inutili perchè riguardanti una serie di dati che avrebbero dovuto essere già in possesso delle pubbliche amministrazioni.
Ora, a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo e del problema della sicurezza degli edifici resosi evidente, si torna con insistenza a parlarne.
In particolare, nella regione Lazio, sembrava profilarsi un accordo bipartisan tra il governatore Marrazzo e il sindaco di Roma Alemanno, sulla necessità di riprendere l’argomento per avere maggiori garanzie sulle condizioni strutturali degli edifici esistenti.
A muoversi per prima è stata la Regione Campania, la cui Giunta Regionale ha approvato lo scorso 28 maggio il disegno di legge sul Piano Casa.
Gli ampliamenti volumetrici consentiti in Campania potranno arrivare fino al 50% quando interesseranno la riqualificazione di aree urbane degradate per interventi destinati all’housing sociale.
Ciò che è interessante sottolineare è che tutti gli interventi realizzabili con il Piano Casa saranno in ogni caso subordinati alla valutazione della sicurezza dell’intero fabbricato, da effettuare in base alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni che sono entrate in vigore il 30 giugno e che andranno presentate al Settore Provinciale del Genio Civile.
Saranno proprio gli esiti di questa valutazione, insieme con il collaudo statico, che costituiranno il fascicolo del fabbricato, che conterrà anche informazioni di carattere progettuale, strutturale, impiantistico e geologico.
Il mancato compimento di questi adempimenti comporterà l’inagibilità e l’inutilizzabilità dell’immobile.
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Tag:edifici, governo, Immobili, normativa, norme tecniche per le costruzioni, piano casa, zone sisimiche.
Scritto Martedì 7 Luglio 2009 da Antonella Pagani
Coloro che intendono effettuare ampliamenti volumetrici delle proprie abitazioni fino al 20%, oppure demolire e ricostruire un edificio con premio di cubatura fino al 35% per l’utilizzo di tecnologie ecosostenibili, dovranno attendere il prossimo mese di agosto.
E’ quanto è emerso al termine del Consiglio dei Ministri del 15 maggio, in cui è ancora una volta slittato l’esame dei provvedimenti legislativi relativi al Piano Casa.
L’approvazione del decreto legge Misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica ed opere pubbliche e del disegno di legge, per l’aggiornamento della normativa urbanistico-edilizia e del paesaggio, è infatti stata rinviata perché non è stato raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni.
Tuttavia, le Regioni stanno continuando il loro iter normativo e dovrebbero essere pronte per fine luglio, tanto che il Presidente Berlusconi ha annunciato, nella conferenza stampa tenutasi al termine del Consiglio dei Ministri, che il piano dovrebbe essere operativo a partire dal primo agosto.
La nostra Costituzione prevede che siano proprio gli Enti Locali i titolari delle competenze in materia urbanistica ed edilizia.
In base a quanto dichiarato dal presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, i punti di disaccordo tra il governo ed i rappresentanti delle Regioni sono stati essenzialmente due.
Il primo è stato la richiesta di deroghe alle assunzioni negli enti locali, visto che, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme antisismiche, sarà necessaria la presenza di sufficiente personale per gestire i controlli richiesti.
Il secondo punto riguarda la richiesta di un credito d’imposta del 55% per i cittadini che provvedano a mettere in sicurezza, dal punto di vista antisismico, le proprie abitazioni.
Si tratta di un’agevolazione fiscale che, sull’esempio di quanto avvenuto per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, potrebbe innescare un circolo virtuoso, incentivando i cittadini a migliorare le condizioni statiche degli edifici esistenti.
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Tag:agevolazioni, costruzione, governo, Immobili, normativa, piano casa, zone sisimiche.