Case prefabbricate, negli USA spopola il fai-da-te

Sono molti coloro che negli Stati Uniti acquistano una casa prefabbricata in kit, e dedicano poi tempo e risorse per assemblarla in una sorta di fai da te in grande scala. Ovviamente costruirsi una casa prefabbricata, pur se realizzata in forma di kit di montaggio, non è un’operazione banale come assemblare un casottino per gli attrezzi in giardino, ma non vengono neppure richieste specifiche abilità se non quelle alla portata di un carpentiere amatoriale.
Ovviamente serviranno poi professionisti per installare gli impianti, ma il montaggio della struttura della casa prefabbricata in autonomia può far risparmiare molti soldi e soprattutto coinvolge il proprietario nella costruzione della propria abitazione.
I kit delle case prefabbricate solitamente comprendono tutti i componenti in legno, tagliati nelle giuste dimensioni così da evitare sprechi e facilitare l’assemblaggio, ordinati e numerati come un gigantesco puzzle.
Ovviamente queste case prefabbricate sono abitazioni vere e proprie, e non capanni da giardini oversize: ad esempio le case proposte dalla Shelter-kit, progettate per essere assemblate anche da chi non abbia alcuna esperienza nel settore delle costruzioni, sono disponibili in diversi modelli anche a due o tre piani. Tutti realizzati in modo da poter essere assemblati senza bisogno di gru o attrezzature particolari, con ogni componente etichettati per semplificare il montaggio e dimensionato per essere maneggiato da due sole persone.
Fra i modelli di case offerte, negli ultimi tempi è cresciuta la richiesta della linea Green Home Kit che possono alla fine essere certificate secondo i criteri del National Green Building Standard americano.

Costruire un soppalco

Normalmente un’abitazione si sviluppa su un solo livello, anche se esistono tipologie abitative, dette duplex, che prevedono la distribuzione solitamente della zona giorno sul primo livello e della zona notte sul secondo.
Si tratta in genere di edifici che vengono pensati in tal modo sin dalla fase di progettazione, ma ciò non impedisce che si possa costruire un soppalco dividendo su due livelli uno spazio esistente e ottenendo benefici sia per la maggiore capacità abitativa che per i risultati estetici piuttosto interessanti.
Una delle condizioni fondamentali per costruire un soppalco è naturalmente che ci siano le altezze richieste dal regolamento edilizio locale per assicurare i requisiti di abitabilità almeno di uno dei due livelli creati.
E’ chiaro che non sarà possibile costruire un soppalco in una moderna abitazione, dove l’altezza interna è in genere intorno ai 3 m, mentre sarà un caso frequente in antichi edifici.
Una soluzione ideale per costruire un soppalco è quando si dispone al livello superiore di un sottotetto difficilmente usufruibile in maniera autonoma.
Per poterlo utilizzare bisognerà quindi demolire il solaio e ricostruirlo ad una quota intermedia, che renda sfruttabili entrambi i livelli. In questo modo sarà possibile creare un duplex, unendo all’appartamento esistente il sovrastante sottotetto.
Dal punto di vista funzionale la costruzione di un soppalco determina una conveniente distinzione dell’alloggio in zone. Infatti, solitamente la costruzione di un soppalco è consentita a copertura solo di una parte della superficie sottostante, anche per via del posizionamento delle aperture. Un altro problema inerente il soppalco è quello di assicurarne l’adeguata illuminazione. Il nuovo livello necessiterà di altre finestre e questo comporterà modifiche del prospetto che non sempre sono consentite dai regolamenti.
Se il soppalco si realizza in mansarda, invece, al problema si potrà ovviare realizzando dei lucernari sul tetto.
Se si procede a costruire un soppalco in fase di ristrutturazione totale dell’immobile è conveniente realizzare un solaio in cemento armato che garantisce maggiore solidità strutturale.
Per la scelta delle scale di accesso al soppalco la soluzione può cadere su una scala lineare posta su di un lato che occupa poco spazio o, in alternativa, la scala a chiocciola che risulta più scenografica ma di minore praticità di utilizzo.
Per finire, ricordiamoci che la ringhiera, per motivi di sicurezza, deve essere alta almeno 90 cm ed ancorata saldamente alla struttura.

Pareti fonoassorbenti e decorative

Il legno, con i suoi calore, profumo ed eleganza, aiuta sempre a progettare ambienti di grande carattere ed atmosfera; questo vale non solo per le superfici dei pavimenti ma anche per i rivestimenti verticali.
Skema, azienda leader in Italia per la produzione di pavimenti prefiniti laminati, sta attraversando in questo momento una fase di grande trasformazione che l’ha portata a presentare sul mercato una nuova gamma di prodotti, tra cui i rivestimenti per pareti Vertical.
Si tratta di un esclusivo brevetto con il quale sono stati realizzati i pannelli, in due versioni, studiati per la decorazione d’interni e per il trattamento acustico ambientale, personalizzabili a richiesta.
Le due linee produttive sono rappresentate da Unika per l’aspetto decorativo e da Fonika per quello fonoassorbente.
Le contropareti vengono installate utilizzando la stessa tipologia di montaggio del pavimento flottante.
Il rivestimento è realizzato in pannelli da 10 mm di spessore in HDF, una fibra di legno ad elevata densità, con buone caratteristiche di resistenza all’abrasione superficiale e all’impatto.
Per fissare le pannellature sul supporto queste sono fornite di un incastro a femmina a battere, che permette l’inserimento di una clip, la quale, a sua volta, permette il fissaggio mediante appositi profili ad omega.

Installazione di contropareti acustiche

L’installazione di una controparete è un intervento indicato per migliorare le caratteristiche acustiche di un divisorio esistente, eliminando così il fastidio dovuto a vicini rumorosi o allo svolgimento in altre stanze di attività che disturbano la concentrazione o il sonno.
L’utilizzo di tecnologie a secco opportunamente stratificate consente di ottenere elevate prestazioni in poco spazio e con limitato disagio per gli occupanti.
L’impiego congiunto di una lastra in cartongesso e/o gessofibra e di un elemento isolante fibroso in lana di roccia crea un sistema “massa-molla-massa”, dove la molla è rappresentata dal pannello in lana di roccia: la struttura a celle aperte della lana favorisce infatti l’assorbimento delle onde acustiche e permette di attenuare l’intensità e la propagazione del rumore.
Per questa particolare applicazione si consiglia un pannello di media densità, che ottimizza le prestazioni di assorbimento acustico.

Recupero di sottotetti abitabili

Se si ha a disposizione un sottotetto sufficientemente spazioso, spesso è un peccato non riuscire a sfruttarlo al meglio.
In questo caso può essere utile informarsi se la normativa locale consente di ottenere l’abitabilità del sottotetto e, in caso affermativo, richiedere i permessi necessari.
Un buon isolamento termoacustico del sottotetto consentirà poi di recuperare spazio utile e creare ambienti confortevoli che permetteranno di aumentare la superficie della nostra casa.
Questo tipo di intervento utilizza lo spazio di interasse tra le travi portanti del sottotetto, pertanto risulta particolarmente efficace in quanto conserva le volumetrie disponibili migliorando sensibilmente le prestazioni energetiche ed acustiche dell’ambiente.

Guida alla ristrutturazione

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Quando si tratta di ristrutturare la propria abitazione ci sono tanti aspetti da mettere in conto, anche se il primo e unico pensiero sono i costi.
Il primo passo è, se non esistono progettazioni precise, quello di recarsi sul luogo ed effettuare un rilievo ed un’appropriata documentazione fotografica. Se non si è capaci da soli ci sono comunque molte aziende disponibili che offrono questo servizio a pagamento.
In seguito bisogna affrontare la parte strutturale della costruzione quindi se muri portanti o i pilastri, i solai, le travi appaiono fatiscenti o con problemi di statica e quindi se hanno bisogno di un intervento. Può essere molto utile, specialmente in zone sismiche, effettuare qualche calcolo strutturale per l’intera abitazione, o per alcuni elementi di esso come le travi.
Inoltre bisogna tenere conto della fondazione, che deve essere sicura e se sono necessarie opere di consolidamento.
Una volta sistemata la progettazione statica si passa allo studio degli ambienti e quindi alla disposizione delle stanze.
Per quanto riguarda invece i materiali da utilizzare, devono rispettare la tipologia dell’edificio, in particolar modo se si tratta di una costruzione storica o comunque di vecchia data.
Infine arriviamo all’argomento di maggior interesse: i costi.
Essi dipendono dalla tipologia del progetto (più si demolisce e più aumentano), dalla zona e dal mercato (in città i costi sono maggiori che nei piccoli centri naturalmente).
Ma a quale impresa affidarsi? Naturalmente chiamare piccole imprese o scegliere quelle specializzate per ogni tipologia di lavoro porta sicuramente ad un risparmio ma attenzione. In quest’ultimo caso ci può essere maggior tempo di conclusione dei lavori.
Quindi se avete fretta optate per un’unica azienda che si occuperà di tutto.
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