Le torri di Piazza Drago a Jesolo, sfida per Poliespanso

Sono in corso di realizzazione nel centro di Jesolo, a pochi passi dal mare, le Torri di Piazza Drago, un progetto ambizioso che rappresenta a pieno la nuova tendenza costruttiva di questa località turistica, anche per ciò che riguarda il cantiere: un segno di come la trasformazione del territorio avvenga ormai in molti casi più per elementi puntuali che attraverso strumenti di pianificazione estesa. Si tratta di un’importante realizzazione nella località balneare in provincia di Venezia, che in questi ultimi anni sta subendo diversi cambiamenti urbanistici e importanti opere di urbanizzazione.
Nello specifico, la scelta del cassero tipo Plastbau Metal della Poliespanso si è rivelata strategica non tanto per le qualità intrinseche riconosciute e consolidate di questo prodotto, ormai sul mercato da molti anni, ma per la resa a livello di metrature realizzate e la versatilità dimostrata dal sistema anche in una situazione planimetrica non certo lineare come i primi 3 piani di entrambe le torri. Modularità e leggerezza in una struttura volta verso l’alto.
Il solaio Plastbau Metal, infatti, è già di per sé un pannello-cassero autoportante fino a un massimo di 2 metri di luce e necessita pertanto di ridotte puntellazioni. Le elevate prestazioni di questo pannello sono frutto della collaborazione strutturale fra polistirene espanso e profili metallici zincati opportunamente forati e sagomati; uno dei suoi grandi vantaggi è rappresentato dalla geometria variabile con cui può essere realizzato, sfruttando proprio l’estrema lavorabilità del materiale polistirene.
Caratteristiche principali del solaio Plastbau Metal: leggerezza dei pannelli (da 6 a 8 Kg/m2 ), velocità di posa e controllo dei costi ma soprattutto ampi margini di sicurezza in cantiere infatti la direzione lavori e la direzione di cantiere non prescindono da un forte impegno su queste tematiche considerando la sicurezza in cantiere presupposto fondamentale nella scelta di tutti i materiali impiegati. A differenza di un solaio tradizionale inoltre, non è stato prodotto materiale di scarto durante la posa dei pannelli eludendo così possibili problemi di stoccaggio in cantiere e di smaltimento dello stesso con un risparmio notevole in termini di tempo e di costi.

Milano: Cerchi nel Grano, per costruire una casa ecologica risparmiando

Cerchi nel Grano è uno spazio sperimentale aperto a Milano, dedicato alla bioarchitettura ed alla bioedilizia; si trova in via Ripamonti 526, in pieno Parco Sud e si possono toccare con mano oggetti di eco-design ma anche e soprattutto prodotti per progettare la propria casa nel rispetto dell’ambiente.
L’Energy Building è una filosofia che permette di costruire e arredare la casa tenendo conto delle più moderne tecniche di costruzione, i materiali più naturali e sostenibili, ma anche le antichissime tecniche e filosofie, come il Feng Shui, nate per dare energia e benessere a chi nella casa ci abita.
Cerchi nel Grano, che riprende questa filosofia, vuole essere uno spazio progettato a scopo commerciale e didattico, per offrire e far conoscere al pubblico i vantaggi che derivano dall’impiego di prodotti e soluzioni abitative eco sostenibili, ma anche per far respirare il benessere che tali soluzioni riescono a regalare.
Cerchi nel Grano è una struttura costruita con materie prime naturali provenienti da fonti rinnovabili e da regioni limitrofe e utilizza impianti di riscaldamento e di illuminazione a basso consumo, ai quali si unisce la produzione di energia elettrica “pulita” attraverso un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto. Qui la bioarchitettura è alla portata di tutti e adattabile a diverse esigenze: dall’oggettistica in “arte povera” in legno, a pezzi unici di artisti, dalle coloratissime lampade in carta di riso profilate in rame o in argento, alle stupende fontane Feng Shui da interno, dai minerali per armonizzare gli ambienti, ai mulini con macina a pietra che in pochi secondi trasformano il grano o il farro in freschissima farina, arrivando agli “ovetti” in plastica riciclata per la raccolta differenziata dei rifiuti e alla bicicletta ecologica realizzata con le lattine in alluminio riciclato.
Insomma, da chi cerca solo qualche oggetto “green”, qualche libro specializzato di settore o qualche accessorio eco chic per la casa, a chi invece una casa deve costruirla e vuole farlo tenendo conto del suo impatto ambientale, passando per quelli che invece intendono ristrutturarla nell’ottica di una maggiore efficienza energetica. Grazie a un team di architetti con specifiche conoscenze relative ai temi della bioarchitettura e della bioedilizia, presso Cerchi nel Grano è possibile progettare una casa eco sostenibile, avere informazioni sui benefici dell’applicazione dei principi del Feng Shui, richiedere indagini geobiologiche del terreno su cui si intende edificare, capire come riqualificare un edificio dal punto di vista energetico e persino farsi studiare una progettazione bioclimatica ad hoc degli spazi.
L’obiettivo è quello di permettere al visitatore di sperimentare in prima persona e in modo diretto i benefici che mente e corpo possono trarre da una casa progettata e costruita nel pieno rispetto dell’ambiente. Cerchi nel Grano si propone anche di far scoprire ai propri visitatori e clienti, in uno dei momenti di peggior crisi economica, come risparmiare denaro, senza rinunciare al benessere per il proprio corpo e la propria mente. È noto infatti che uno spazio arredato e costruito nella logica dell’energy builiding permette di risparmiare energia, e quindi di rendere meno salata la bolletta, grazie ai benefici che la bioedilizia e la bioarchitettura riescono a fornire in tale direzione.

Costruire un soppalco

Normalmente un’abitazione si sviluppa su un solo livello, anche se esistono tipologie abitative, dette duplex, che prevedono la distribuzione solitamente della zona giorno sul primo livello e della zona notte sul secondo.
Si tratta in genere di edifici che vengono pensati in tal modo sin dalla fase di progettazione, ma ciò non impedisce che si possa costruire un soppalco dividendo su due livelli uno spazio esistente e ottenendo benefici sia per la maggiore capacità abitativa che per i risultati estetici piuttosto interessanti.
Una delle condizioni fondamentali per costruire un soppalco è naturalmente che ci siano le altezze richieste dal regolamento edilizio locale per assicurare i requisiti di abitabilità almeno di uno dei due livelli creati.
E’ chiaro che non sarà possibile costruire un soppalco in una moderna abitazione, dove l’altezza interna è in genere intorno ai 3 m, mentre sarà un caso frequente in antichi edifici.
Una soluzione ideale per costruire un soppalco è quando si dispone al livello superiore di un sottotetto difficilmente usufruibile in maniera autonoma.
Per poterlo utilizzare bisognerà quindi demolire il solaio e ricostruirlo ad una quota intermedia, che renda sfruttabili entrambi i livelli. In questo modo sarà possibile creare un duplex, unendo all’appartamento esistente il sovrastante sottotetto.
Dal punto di vista funzionale la costruzione di un soppalco determina una conveniente distinzione dell’alloggio in zone. Infatti, solitamente la costruzione di un soppalco è consentita a copertura solo di una parte della superficie sottostante, anche per via del posizionamento delle aperture. Un altro problema inerente il soppalco è quello di assicurarne l’adeguata illuminazione. Il nuovo livello necessiterà di altre finestre e questo comporterà modifiche del prospetto che non sempre sono consentite dai regolamenti.
Se il soppalco si realizza in mansarda, invece, al problema si potrà ovviare realizzando dei lucernari sul tetto.
Se si procede a costruire un soppalco in fase di ristrutturazione totale dell’immobile è conveniente realizzare un solaio in cemento armato che garantisce maggiore solidità strutturale.
Per la scelta delle scale di accesso al soppalco la soluzione può cadere su una scala lineare posta su di un lato che occupa poco spazio o, in alternativa, la scala a chiocciola che risulta più scenografica ma di minore praticità di utilizzo.
Per finire, ricordiamoci che la ringhiera, per motivi di sicurezza, deve essere alta almeno 90 cm ed ancorata saldamente alla struttura.

EBA 2009: software per progettare edifici efficienti

Rockwool Building School ha ideato EBA 2009 (Energy Building Analysis) un software dedicato alla progettazione di edifici ad alta efficienza energetica.
Il programma, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienza e Tecnologie dell’Ambiente Costruito, calcola il fabbisogno netto di energia dell’involucro di un edificio secondo i parametri dettati dalla norma UNI TS 11300.
Il software può essere usato da architetti ed ingegneri sia in fase preliminare, per impostare i dati necessari alla progettazione di un edificio efficiente, sia in fase di verifica, per analizzare le prestazioni dell’edificio progettato.
La grafica è semplice e l’uso intuitivo, guidando l’utente verso un utilizzo passo per passo.
Il programma mantiene in memoria le soluzioni precedenti, per cui è possibile fare dei confronti per scegliere la migliore.
Alla fine è possibile stampare il Report dell’edificio che contiene tutti i dettagli delle scelte progettuali adottate.
Il software è accompagnato da un Manuale d’uso che, oltre a fornire una guida alle procedure da seguire per usarlo, affronta diversi aspetti della progettazione energeticamente efficiente.

Pareti fonoassorbenti e decorative

Il legno, con i suoi calore, profumo ed eleganza, aiuta sempre a progettare ambienti di grande carattere ed atmosfera; questo vale non solo per le superfici dei pavimenti ma anche per i rivestimenti verticali.
Skema, azienda leader in Italia per la produzione di pavimenti prefiniti laminati, sta attraversando in questo momento una fase di grande trasformazione che l’ha portata a presentare sul mercato una nuova gamma di prodotti, tra cui i rivestimenti per pareti Vertical.
Si tratta di un esclusivo brevetto con il quale sono stati realizzati i pannelli, in due versioni, studiati per la decorazione d’interni e per il trattamento acustico ambientale, personalizzabili a richiesta.
Le due linee produttive sono rappresentate da Unika per l’aspetto decorativo e da Fonika per quello fonoassorbente.
Le contropareti vengono installate utilizzando la stessa tipologia di montaggio del pavimento flottante.
Il rivestimento è realizzato in pannelli da 10 mm di spessore in HDF, una fibra di legno ad elevata densità, con buone caratteristiche di resistenza all’abrasione superficiale e all’impatto.
Per fissare le pannellature sul supporto queste sono fornite di un incastro a femmina a battere, che permette l’inserimento di una clip, la quale, a sua volta, permette il fissaggio mediante appositi profili ad omega.

I nuovi talenti dell’ architettura reinterpretano Roma

In mostra dal 3 al 19 giugno alla Casa dell’Architettura della città eterna la rassegna “Academy Architects at the Acquario”. La Casa dell’Architettura di Roma in collaborazione con sei prestigiose Accademie estere della Capitale presenta Academy Architects at the Acquario, rassegna dei migliori lavori di tredici giovani, ma già quotati, professionisti stranieri.
I giovani architetti provengono dalla British School at Rome, l’Accademia di Danimarca, la American Academy in Rome, l’Accademia di Romania, la Reale Accademia di Spagna, e dall’Istituto Svizzero, alcuni tra i più prestigiosi istituti di design mondiale.
Elemento unificante dei progetti, assolutamente eterogenei nella loro provenienza, è il fatto che sono dedicati alla città di Roma e al suo tessuto urbano, un luogo scelto non a caso visto che è proprio nell’Urbe che gli studenti hanno compiuto i loro seminari e le loro esperienze di master.
Particolarmente curato l’allestimento, ospitato nella grande sala ellittica della Casa dell’Architettura, tra le colonne dell’ampio spazio Liberty sito nel cuore del quartiere Esquilino.
Su lunghi teli calati dall’alto, sono impresse le immagini dei progetti; nelle dodici nicchie che si aprono sull’emiciclo, quasi fossero piccole teche, sono collocati modelli, piccoli plastici, studi che sono espressione della metodologia e della procedura di lavoro dell’architetto.
Scopo della mostra è quello di confrontarsi con i diversi metodi di lavoro e le molte soluzioni, artistiche e tecniche offerte da questo gruppo di giovani professionisti di altre nazioni, rivelando i nuovissimi linguaggi dell’architettura internazionale per farli conoscere non solo agli addetti ai lavori, ma anche al grande pubblico romano.
Ad esporre i loro progetti saranno: Ana-Maria Goilav e Laura Ilie, Accademia di Romania in Roma; Katrin Albrecht, Istituto Svizzero di Roma; Ursula E. McClure, Michael McClure, Matt Hural, Andrew Kranis, American Academy in Rome; Thea Bech-Peterson e Jakob Schou, Accademia di Danimarca; Joseph Bedford e Pierre Gendron, The British School at Rome; Hector Fernandez e Inaqui Carnicero, Reale Accademia di Spagna a Roma.

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