Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Antonella Pagani
L’energia è una risorsa sempre più costosa, come dimostra la nostra esperienza di tutti i giorni. Il prezzo dell’elettricità, dei carburanti e dei combustibili per il riscaldamento lievitano in continuazione. Tutti sappiamo anche che l’impiego dei combustibili fossili ha pesanti riflessi sull’ambiente; oggi abbiamo l’opportunità di ridurre i costi per il riscaldamento ed il condizionamento contribuendo nel contempo a ridurre il fabbisogno energetico e, in più, di fruire della detrazione fiscale nella misura del 55% dell’investimento iniziale. Come? Ecco, la qualità degli infissi Starwood consente di conseguire in un colpo solo tutti questi risultati.
Ristrutturare la casa è diventato doppiamente vantaggioso: grazie all’elevato livello di isolamento termico degli infissi Starwood, si può usufruire del rimborso fiscale e, nello stesso tempo, risparmiare per gli anni a venire sui consumi sia in inverno per il riscaldamento che in estate per il condizionamento.
Ad esempio, in un’abitazione tipo di mq 80 con mq 10 di finestre in alluminio, installando gli infissi Starwood si possono ottenere fino a € 500 di risparmio annuo per il gasolio.
Con la legge n. 2 del 28 gennaio 2009 gli interventi di ristrutturazione finalizzati alla riqualificazione energetica, come la sostituzione degli infissi con serramenti ad elevate prestazioni termiche, danno diritto a questo robusto incentivo.
Anche le procedure sono state semplificate: adesso basta una comunicazione all’Enea e senza alcun vincolo di approvazione si potrà, per esempio, a fronte di una spesa di
€ 5.000, detrarre dalle tasse € 550 all’anno per 5 anni. In ultimo la spesa sarà di soli
€ 2.250. E’ un’occasione da non perdere.
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Tag:certificazione, energia, Immobili, risparmio energetico
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Nella costruzione di un camino sono due le esigenze che il costruttore deve prefiggersi: un tiraggio perfetto che produca nello stesso tempo il ricambio dell’aria del locale ove è installato senza raffreddare l’ambiente ed un riscaldamento apprezzabile.
Un altro aspetto estremamente importante per il buon funzionamento del camino è la scelta della materia prima da utilizzare per il suo funzionamento.
La legna è stata ed è tuttora il combustibile principale da utilizzare nel camino, anche se ormai a causa della difficoltà di reperimento della stessa e anche per il suo costo pian piano il mercato comincia a proporre delle alternative valide.
Alcuni camini sono predisposti per essere alimentati con combustibili solidi provenienti da fonti di energia rinnovabili.
Oggi un camino può essere alimentato per restare nel campo dei materiali naturali, a pellet, gusci triti di mandorle, nocciole, pistacchi e altre biomasse legnose secche.
Ai fini del riscaldamento occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare; il più importante dei quali è senz’altro la corretta stagionatura o essiccazione.
La corretta stagionatura permette di disporre di un combustibile dall’ottima resa e poco inquinante.
La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere.
Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).
La legna dolce che pesa circa 300 – 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano.
La legna forte che pesa circa 350 – 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.
La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e si consiglia di usarla nei forni e in quei camini con un lungo giro di fiamma.
La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte dura di più ed è quella che si deve usare per il riscaldamento domestico.
La legna da ardere ai fini del riscaldamento presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di ottima qualità sono la quercia, il frassino, il faggio, l’acero, gli alberi da frutto con l’esclusione del ciliegio.
Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla e l’ontano.
Di qualità accettabile sono il tiglio, il pioppo ed il salice.
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Tag:casa, case, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Le case passive sfruttano la disposizione e l’orientamento delle stanze per ottenere il massimo guadagno dall’irradiamento della luce solare in inverno, ed ovviamente un isolamento termico di pareti, tetto e soprattutto infissi decisamente superiore a quello di una casa tradizionale.
Difficile pensare però ad una casa passiva sotto forma di loft ma è proprio questo l’obiettivo del progetto dello studio britannico RMJM che alla mostra internazionale del Real Estate ha presentato MiLoft.
MiLoft è un appartamento dal costo accessibile anche a famiglie con possibilità economiche ridotte.
Costruito con materiali sostenibili, il MiLoft utilizza un impianto di ventilazione meccanica con la possibilità di recuperare il calore dell’aria in uscita tramite uno scambiatore di calore, esattamente come nelle case passive. Il calore viene quindi passato al flusso d’aria in entrata.
Per i mesi estivi è previsto un sistema di ventilazione naturale che dovrebbe ridurre sensibilmente o eliminare del tutto la necessità di condizionatori d’aria.
Fra le altre caratteristiche del progetto MiLoft c’è l’impianto di raccolta dell’acqua piovana che viene poi impiegata per gli scarichi dei bagni.
Il costo previsto per le unità, da una a quattro camere, parte da circa 55.000 sterline, un costo purtroppo impossibile da tradurre in Euro per via dell’enorme differenza nel prezzo dei terreni edificabili nei sobborghi delle grandi città fra UK ed Italia.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Molti, erroneamente, pensano che sia solamente l’inverno il periodo dell’anno in cui le nostre case consumano più energia. In realtà, da oramai diversi anni, il consumo estivo è arrivato a livelli paragonabili a quelli invernali, se non addirittura più alti.
L’uso diffuso di condizionatori d’aria infatti ha aumentato a dismisura i consumi in un periodo dell’anno durante il quale in Italia non si erano mai consumate grosse quantità di corrente. Da strumento utilizzato solamente negli uffici o nei centri commerciali, il climatizzatore è diventato un elettrodomestico di uso comune, omnipresente anche in abitazioni che potrebbero essere rinfrescate semplicemente – e più economicamente – con altri sistemi.
Anche per il raffrescamento delle nostre case è possibile utilizzare soluzioni e strumenti in grado di farci risparmiare energia (e quindi denaro) ma soprattutto di creare un ambiente più piacevole di quello con folate di aria fredda prodotte dai climatizzatori. Ovviamente, anche nel caso del surriscaldamento di un edificio, molta importanza la rivestono l’orientamento e le aperture. Grandi finestre rivolte verso sud, ovest o sud-ovest infatti portano in casa grandi quantità di calore, mentre pergole o tende su questi lati possono ridurre sensibilmente il caldo che entra in casa d’estate. In caso di pergole fisse, queste possono essere disegnate in modo da far passare i raggi invernali del sole, più bassi di quelli estivi, lasciando la casa comunque luminosa anche durante l’inverno.
Ovviamente un ottimo isolamento serve sia a lasciar fuori il freddo che il caldo. Un cappotto termico è in grado di ridurre la temperatura interna estiva di alcuni gradi, ma in questo caso ovviamente deve essere applicato sui lati sud/ovest della casa oltre che su quelli nord/est che servono invece a proteggere dal freddo invernale.
Particolare importanza rivestono i giunti termici della struttura, ma in questo caso c’è poco da fare se la casa è stata progettata male.
Ricordatevi di chiudere le finestre esposte al sole diretto, specialmente se avete buoni infissi con doppi vetri e persiane. Durante l’afa estiva di metà giornata, una finestra aperta su quei lati fa entrare solamente calore, utilizzate sempre solo le finestre in ombra per arieggiare ed aprite tutte le altre dopo il tramonto. Quando la temperatura in eccesso è di pochi gradi, utilissimi si rivelano i ventilatori a soffitto, con un consumo di corrente irrisorio.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Sia che stiate progettando di costruirvi una casa passiva, o che cerchiate la migliore disposizione di una casa tradizionale per poter sfruttare comunque al meglio la luce del sole nei vari periodi dell’anno, sarà molto importante valutare attentamente l’orientamento delle varie stanze e soprattutto delle finestre e superfici vetrate.
In una casa passiva, la maggior parte del fabbisogno energetico viene coperta dagli apporti solari, ed è quindi indispensabile l’orientamento della facciata principale verso sud. La facciata principale esposta a sud avrà anche una superficie vetrata pari al 40% della superficie complessiva della facciata, per meglio sfruttare il calore prodotto dall’illuminazione solare durante i mesi invernali. Una superficie maggiore non porta vantaggi significativi per quello che riguarda il riscaldamento durante l’inverno, ma rischia di causare un eccessivo surriscaldamento durante l’estate.
Proprio l’esposizione verso sud delle finestre principali è preferibile all’esposizione ad ovest anche per quello che riguarda il caldo dei mesi estivi: se è vero che il lato sud riceve il massimo della radiazione in inverno, quando è più richiesta, è altrettanto vero che durante l’estate, quando il sole è alto e i suoi raggi incidono ad angolo acuto a sulla superficie terrestre, la casa viene meno irradiata.
Al contrario, una finestra orientate verso ovest, pur non migliorando molto il bilancio energetico invernale, contribuisce in maniera significativa al surriscaldamento durante l’estate: le aperture sul lato ovest dovranno quindi essere contenute e dotate di efficaci sistemi di ombreggiatura.
Il lato nord dovrà avere poche finestre, perchè è qui che si concentrano le maggiori dispersioni termiche durante l’inverno, ed anche negli altri periodi dell’anno l’apporto di luce fornito dalle finestre a nord sarà poco importante.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Non è una nuova idea quella di inclinare i vetri delle finestre per ottenere un miglior clima all’interno dell’abitazione: già Le Corbusier ci aveva pensato ben 75 anni fa ed è tuttora usata per la costruzione di molte case passive.
Adesso è la volta di un architetto americano di applicare questo principio ad un condominio a Chicago.
Dato che il sole si trova alto nel cielo in estate e più basso in inverno, è relativamente facile calcolare l’angolo di inclinazione ottimale che permette ai raggi ed alla luce solare di entrare nelle stanze d’inverno, mantenendo allo stesso tempo le stanze ombreggiate durante i mesi più caldi. Il principio è semplice: tanto più i raggi solari sono perpendicolari al vetro, tanto maggiore sarà la percentuale di energia che entrerà nella stanza rispetto a quella riflessa.
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Tag:casa, case, News, risparmio energetico
Scritto Venerdì 28 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Kjellgren Kaminsky Architecture è uno studio di architettura di Göteborg, in Svezia.
Lo studio ha sviluppato alcuni interessanti progetti sull’evoluzione dell’architettura cittadina, fra cui 6 progetti relativi a case prefabbricate sostenibili, con caratteristiche di consumi tali da farli rientrare nella definizione di casa passiva.
In una casa passiva il consumo di energia necessario per il riscaldamento/raffrescamento è pari a zero ed è questo l’obiettivo a cui hanno puntato Fredrik Kjellgren e Joakim Kaminsky, fondatori dello studio di architettura.
Le loro case prefabbricate sono state esposte alla Stockholm Housing Fair, con i 6 modelli che mostrano come sia possibile variare le dimensioni di una casa pur mantenendo inalterate le caratteristiche di base. Le 6 case prefabbricate esposte infatti variano dal monolocale alla grande abitazione familiare con quattro camere da letto.
Interessante anche il design, diverso fra i vari modelli di casa, con la Villa Varde (la più grande) che ha uno stile moderno e di forte impatto, mentre Villa Mittskepp mostra un’estetica decisamente più simile a quella di una tradizionale casa passiva.
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Tag:architettura, casa, case, energia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Mercoledì 26 Agosto 2009 da Antonella Pagani
E’ stata costruita a Cherasco (CN) la prima casa passiva progettata ed ideata in Italia da Rockwool e l’Architetto M. Novo che, oltre a esserne l’attuale proprietario, si è occupato di tutta la parte progettuale con il supporto dell’Architetto W. Unterrainer nella progettazione degli impianti e successiva certificazione.
Alla base del progetto della casa passiva di Cherasco figurano non solo la comune sensibilità alle problematiche ambientali, ma anche alcune necessità tecniche come la mancanza di una rete gas. Inoltre, gli attori coinvolti nel progetto hanno voluto mantenere lo stile architettonico della casa originaria, adibita a uso rurale e costruita agli inizi dell’800, introducendo numerosi richiami alla tradizione delle Langhe come, ad esempio, il recupero dei mattoni originali (di produzione locale), l’aggetto in mattoni e le persiane di forma e colore simili agli originali.
La casa passiva impiega il 90% di energia in meno rispetto alla casa media europea e l’80% di energia in meno rispetto ad una moderna abitazione. In particolare la bolletta della casa passiva di Cherasco è risultata particolarmente “leggera” questo inverno (€ 175 per riscaldamento e acqua calda), soprattutto se confrontata con quelle del vicinato (per un’abitazione di pari metratura un costo di oltre € 3.000).
Gli obiettivi portati a termine nella realizzazione dell’involucro della casa passiva sono stati continuità dell’isolamento pareti-copertura, eliminazione di ponti termici e involucro interno disgiunto da quello esterno. Particolare attenzione è stata posta alla coibentazione delle pareti.
I serramenti sono senza controtelaio e montano vetri tripli, mentre la ventilazione e il riscaldamento sono gestiti da un’apparecchiatura che al suo interno contiene una mini-pompa di calore, un recuperatore di calore, un serbatoio per l’acqua e i ventilatori necessari per garantire l’adeguato flusso d’aria.
La casa passiva è un’abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale (caldaia e termosifoni o sistemi analoghi) ed è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi da finestre e vetrate esposte a sud con il calore prodotto e recuperato da sorgenti interne è quasi sufficiente a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.
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Tag:architettura, casa, case, impianto fotovoltaico, italia, risparmio energetico, sostenibilità ambientale
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Antonella Pagani
A Bruxelles, il 30 giugno 2009, la Commissione europea ha approvato un modello comune per guidare gli stati membri alla delineazione dei piani nazionali per le energie rinnovabili.
La Direttiva n° 2009/28/CE del 23 aprile 2009: promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, prevedeva il controllo del consumo di energia europeo e il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili, congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell’efficienza energetica.
I 27 Stati membri, in base alla direttiva precedente, dovranno raggiungere tutti l’obiettivo obbligatorio del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità entro il 2020.
A Bruxelles, dunque, si sono discusse e scritte le istruzioni per l’uso su come redigere il programma nazionale che dovrà essere presentato alla Commissione europea al massimo entro il 30 giugno 2010.
Il modello adottato oggi dalla Commissione europea aiuterà gli stati membri ad elaborare dei piani attendibili, ciò che, di ritorno, aiuterà l’Ue a raggiungere i suoi obiettivi entro le scadenze previste; definendo obiettivi obbligatori riguardanti la parte delle fonti di energie rinnovabili nel 2020, l’Ue ha dato un segnale forte che alimenta la fiducia degli investitori nelle tecnologie ecologiche che si basano selle energie rinnovabili.
Il modello nel quale sono presentate le metodologie e le terminologie che dovranno essere utilizzate nei piani d’azione nazionali, aiuta a chiarire le misure di facilitazioni da adottare dai vari paesi, la revisione delle procedure amministrative, i codici del settore edilizio, l’informazione, la formazione e la qualificazione di personale specializzato in rinnovabili, lo sviluppo e la disponibilità delle infrastrutture energetiche, oltre alle misure di aiuto e flessibilità.
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Tag:agevolazioni, energia, risparmio energetico
Scritto Giovedì 20 Agosto 2009 da Antonella Pagani
Realizzata, grazie ad un accordo tra Telecom ed Ericsson, la prima antenna per la telefonia mobile alimentata ad energia solare.
I siti radio mobili sono le stazioni radio diffuse su tutto il territorio che consentono le comunicazioni attraverso i telefoni cellulari.
Le fonti di energia rinnovabili rappresentano la soluzione del futuro anche per l’alimentazione di questi siti.
L’accordo, stilato nel 2008, prevede l’impegno, da parte delle due aziende, a promuovere lo sviluppo tecnologico e a sviluppare congiuntamente soluzioni ecocompatibili.
La nuova tecnologia, fornita da Ericsson, si chiama Eco Smart ed utilizza pannelli flessibili e può arrivare a coprire l’intero fabbisogno di energia di un sito radio mobile, in base all’estensione dell’antenna. Quelle più grandi, quindi, possono diventare completamente autosufficienti dal punto di vista energetico.
L’innovativa struttura, completamente sviluppata e progettata in Italia, appare particolarmente adeguata a ridurre i costi di alimentazione energetica delle antenne che spesso sfiorano il 50% di quelli totali di gestione ed allo stesso tempo risulta attenta all’impatto ambientale, con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
L’Eco Smart è costituito da una struttura di forma ellittica, ricoperta da pannelli solari flessibili che circonda l’antenna; i pannelli utilizzati sono quelli a film sottile, appunto flessibili, che si possono avvolgere intorno all’antenna, sfruttando così la luce solare proveniente da diverse angolazioni.
Solitamente l’utilizzo del fotovoltaico avviene utilizzando terreni limitrofi alle antenne. La natura del territorio italiano non consente questo sfruttamento, per la carenza dei terreni disponibili, per cui lo sviluppo in verticale di Eco Smart, appare come una soluzione ingegnosa.
Con gli incentivi del Conto Energia, poi, l’investimento può avere un ritorno economico nell’arco di 7-8 anni.
La sperimentazione è iniziata a Coppito, nei pressi de L’Aquila, proprio dove si è svolta recentemente la riunione del G8 che ha visto, tra gli argomenti trattati, proprio quello dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento del pianeta.
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Tag:case, News, risparmio energetico