Scritto Domenica 12 Luglio 2009 da Antonella Pagani
Dall’attenta osservazione delle reali esigenze di cantiere e con l’obbiettivo di fornire strumenti capaci di garantire soluzioni specifiche per ogni situazione, nasce da Geoplast questa serie di varianti di Modulo, il cupolino per la realizzazione di vespai areati.
Multimodulo, ideale per grandi superfici, è l’elemento che raggruppa in un unico corpo le prestazioni di 4 Moduli enfatizzando ancor più gli standard di robustezza e pedonabilità (ben 9 punti d’appoggio per pezzo). L’originale e unica formula a quattro cupole è stata studiata per la copertura di ampie superfici in tempi davvero contenuti. Con 2 soli elementi, infatti, si va a coprire un metro quadrato. Multimodulo è adatto per sovraccarichi di esercizio particolarmente elevati, sia concentrati che distribuiti e i 4 piani presenti su ogni cupola facilitano il posizionamento della maglia elettrosaldata.
Multimodulo può essere utilizzato con ottimi risultati nella realizzazione di camere per la raccolta condensa nelle celle frigorifere o nei capannoni frigo.
E’ ideale nel restauro e per impianti a pavimento; nasce dall’esperienza maturata da Geoplast nel campo della ventilazione civile ed industriale. Presenta tutte le caratteristiche prestazionali di Modulo, ma è studiato per consentire la realizzazione di vespai areati anche in condizioni che presentano particolari vincoli di altezza, permettendo di intervenire sulla struttura dell’edificio senza comprometterla. Grazie alla sua altezza ridotta Minimodulo è ideale per le ristrutturazioni e può essere posato direttamente su un pavimento già esistente, oppure essere utilizzato per il riscaldamento a pavimento. Infine, applicato ai solai, Minimodulo crea un’intercapedine che riduce la trasmissione dei rumori da calpestio tra un piano e l’altro aumentando il benessere abitativo.
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Tag:abitazioni, architettura, casa, consigli, convivenza, fondazione, Immobili, News, solai, vicini
Scritto Giovedì 9 Luglio 2009 da Antonella Pagani
L’isolamento dell’ultimo solaio consente di sfruttare uno spazio inutilizzato, come un sottotetto non abitabile, per ridurre al minimo le dispersioni termiche del tetto. Questo intervento è particolarmente efficace nel caso di abitazioni mono e bi-familiari in cui la copertura, se male isolata, rappresenta una delle principali fonti di spreco. L’applicazione è adatta anche per edifici multipiano, poiché permette di ridurre in modo sensibile gli sprechi migliorando il comfort termico degli ultimi piani.
Per ottenere una prestazione ottimale è necessario raggiungere un adeguato valore di trasmittanza termica (parametro che indica il flusso di calore attraverso una superficie e che deve essere il più basso possibile), pertanto si consiglia di utilizzare isolante in spessore superiore ai cm 12 per allinearsi ai parametri indicati dal Decreto Legislativo 311 per gli edifici di nuova costruzione.
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Tag:casa, Immobili, risparmio energetico, solai, travi
Scritto Mercoledì 8 Luglio 2009 da Antonella Pagani
L’umidità in casa, oltre a creare problemi di muffa alle nostre pareti e solai, crea una serie di malattie ai polmoni e alle ossa che con il tempo diventano delle proprie patologie croniche difficili da curare.
Inoltre i soggetti a rischio come bambini e anziani, nonché quelli asmatici e quelli che soffrono di allergie congenite ed acquisite, dovrebbero vivere in locali asciutti e ben arieggiati.
Controlliamo quindi le pareti della nostra casa e se notiamo della macchie di muffa allora è il momento di affrontare la situazione per rendere la nostra casa più salubre e vivibile.
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Tag:abitazioni, appartamenti, consigli, costruzione, edifici, muri portanti, risarcimenti, solai
Scritto Mercoledì 8 Luglio 2009 da Antonella Pagani
Il solaio di copertura all’ultimo piano di un edificio facente parte del complesso residenziale INA casa, in provincia di Napoli, ha improvvisamente manifestato in alcune sue parti una serie di dissesti, facendo crollare nei locali sottostanti parti di intonaco unite a pezzi di laterizio e calcestruzzo.
Tale fenomeno, aggravato dalle infiltrazioni di acqua provocate dal logorato manto impermeabile di copertura, si è rivelato diffuso in tutto il complesso residenziale realizzato verso il 1950.
Sin dalla prima ispezione si è osservato il degrado del legante del calcestruzzo, in alcuni punti polverizzato, confezionato con ferruginetta e inerti non adeguati.
La rimozione dell’intonaco pericolante ha inoltre mostrato la mancanza di arricciatura sottostante che ha successivamente agevolato il distacco dello stesso dalle pignatte. Lo stato di conservazione del solaio nel suo insieme ha denotato evidenti macchie di ruggine favorite dalle infiltrazioni di acqua piovana, con diffusione a macchia più evidenti nelle zone perimetrali del solaio.
Tali infiltrazioni hanno corroso i ferri di armatura all’interno dei travetti, provocandone l’ossidazione con il conseguente rigonfiamento del copriferro, che ha portato all’espulsione dei pezzi di calcestruzzo e laterizio con conseguente scadimento dell’efficienza del sistema strutturale.
I fenomeni descritti non consentivano al solaio di garantire le condizioni di sicurezza e si è reso quindi necessario un intervento per aumentare la portata dei singoli travetti. L’intervento ha dovuto consentire la conservazione del solaio esistente ed evitarne la demolizione e la sostituzione con un nuovo solaio, per le problematiche che tale tipo di intervento avrebbe comportato (abbandono delle abitazioni da parte degli occupanti). E’ stato effettuato, perciò, stanza per stanza permettendo agli occupanti del complesso delle case popolari di restare all’interno delle abitazioni, senza dover affrontare il disagio di un trasloco.
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Tag:abitazioni, appartamenti, casa, condominio, edifici, News, solai, travi
Scritto Martedì 9 Dicembre 2008 da Carla De Falco

Quando si tratta di ristrutturare la propria abitazione ci sono tanti aspetti da mettere in conto, anche se il primo e unico pensiero sono i costi.
Il primo passo è, se non esistono progettazioni precise, quello di recarsi sul luogo ed effettuare un rilievo ed un’appropriata documentazione fotografica. Se non si è capaci da soli ci sono comunque molte aziende disponibili che offrono questo servizio a pagamento.
In seguito bisogna affrontare la parte strutturale della costruzione quindi se muri portanti o i pilastri, i solai, le travi appaiono fatiscenti o con problemi di statica e quindi se hanno bisogno di un intervento. Può essere molto utile, specialmente in zone sismiche, effettuare qualche calcolo strutturale per l’intera abitazione, o per alcuni elementi di esso come le travi.
Inoltre bisogna tenere conto della fondazione, che deve essere sicura e se sono necessarie opere di consolidamento.
Una volta sistemata la progettazione statica si passa allo studio degli ambienti e quindi alla disposizione delle stanze.
Per quanto riguarda invece i materiali da utilizzare, devono rispettare la tipologia dell’edificio, in particolar modo se si tratta di una costruzione storica o comunque di vecchia data.
Infine arriviamo all’argomento di maggior interesse: i costi.
Essi dipendono dalla tipologia del progetto (più si demolisce e più aumentano), dalla zona e dal mercato (in città i costi sono maggiori che nei piccoli centri naturalmente).
Ma a quale impresa affidarsi? Naturalmente chiamare piccole imprese o scegliere quelle specializzate per ogni tipologia di lavoro porta sicuramente ad un risparmio ma attenzione. In quest’ultimo caso ci può essere maggior tempo di conclusione dei lavori.
Quindi se avete fretta optate per un’unica azienda che si occuperà di tutto.
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Tag:consolidamento, documentazione fotografica, fondazione, impresa, muri portanti, pilastri, progettazione statica, rilievo, solai, travi