Il Libretto di Risparmio Energetico

TopHaus Consulting ha presentato il suo ‘Libretto di ’. Gratuito e richiedibile direttamente online, il Libretto spiega in maniera approfondita come e quanto sia possibile guadagnare grazie alla riqualificazione energetica degli edifici. Il lavoro degli esperti TopHaus e dei suoi Partner, infatti, consente di ridurre il consumo energetico, migliorare il confort abitativo, proteggere l’ambiente riducendo le emissioni di CO2 e investire nel futuro, aumentando l’indipendenza dai rincari del prezzo di gas e gasolio e valorizzando l’immobile. Inoltre, per qualsiasi dubbio è attivo un servizio di consulenza online alla pagina “L’esperto risponde” che consente di ricevere risposte attendibili e approfondite su ogni aspetto della riqualificazione energetica degli edifici da parte dei migliori esperti del settore, forti di un’esperienza consolidata nel mondo dell’edilizia.
Il pacchetto di risparmio presentato all’interno del Libretto garantisce un servizio di consulenza a 360° per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, utilizzando l’esclusivo ‘Metodo TopHaus’, che consente di affrontare professionalmente tutte le fasi della riqualificazione ottenendo i più efficaci risultati a livello di progettazione ed efficienza energetica. Questo metodo è anche adattabile alle nuove costruzioni. (fonte: casapassiva.com)

Svizzera, supplemento per l’elettricità verde: anche nel 2010 € 0,45 per kW/h

Per promuovere la produzione di elettricità ecologica, anche nel 2010 i consumatori svizzeri di elettrica dovranno pagare un supplemento di € 0,45 per chilowattora. È quanto ha deciso l’Ufficio federale dell’.
Per finanziare la rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di elettrica prodotta da fonti rinnovabili e le altre misure di incentivazione derivanti dalla nuova legge sull’, a partire dal 1° gennaio 2009 su ogni chilowattora di elettrica consumata è riscosso un supplemento; quest’ultimo, pari al massimo a 0,6 centesimi (art. 15b capoverso 4 della nuova legge federale sull’), è fissato ogni anno dall’Ufficio federale dell’ in funzione del fabbisogno. Nel 2009, il supplemento era pari a 0,45 centesimi per chilowattora.
L’Ufficio federale dell’ ha fissato, anche per l’anno 2010, un supplemento pari a 0,45 cent./chilowattora. Per finanziare tutte le misure previste dalla legge sull’, l’anno prossimo saranno pertanto a disposizione ca. 265,5 milioni di franchi svizzeri. Di questi, ca. 35 milioni sono destinati al finanziamento dei costi supplementari (cosiddetto regime dei “15 centesimi”) secondo l’articolo 28a della nuova LEne. Nel 2010, per la rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione di elettrica saranno disponibili ca. 130 milioni di franchi. La somma restante è destinata agli accantonamenti per le garanzie contro i rischi in relazione a progetti di geotermia (art. 15a LEne), alle riserve per le domande di rimborso dei grandi consumatori (art. 3l OEne) e ai bandi di gara (art. 7a cpv. 3 LEne).
La revisione della legge sull’ (LEne) prescrive, entro il 2030, un aumento di almeno 5,4 miliardi di chilowattora della produzione di da fonti rinnovabili. Ciò corrisponde a circa il 10% dell’attuale consumo di elettrica (2008: 58,7 miliardi di chilowattora). A tale scopo, la LEne prevede un pacchetto di misure per la promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica nel settore elettrico. La colonna portante di questo pacchetto è costituita dalla rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
Il supplemento massimo di 0,6 centesimi verrà riscosso soltanto a partire dal momento in cui gli impianti notificati che hanno ottenuto una risposta positiva saranno stati realizzati, immetteranno elettrica in rete e beneficeranno della rimunerazione a copertura dei costi.

Risparmio energetico con il giardino pensile

Chiamato anche verde pensile o verde su soletta, è estetico, ecologico, migliora il microclima, assorbe polveri e smog, isola termicamente, trattiene infine l’acqua piovana. Può essere una semplice distesa erbosa o un giardino completo allestito sopra una superficie impermeabile rilevata, come quella di un’abitazione, di un condominio, di un’azienda, di un centro commerciale. La superficie interessata può essere piana o inclinata: in questo caso la pendenza massima deve essere compresa tra 25 e 30°. Quali caratteristiche può avere?
Estensivo: si crea il prato
Superfici adatte: tetti e piani inclinati fino a 30°, capannoni industriali, centri commerciali, garage sotterranei, box condominiali.
Vantaggi: peso e costi ridotti, realizzazione semplice, manutenzione minima, vegetazione varia e resistente alla siccità, garanzia di protezione degli strati del tetto.
Carico: 75-150kg a mq di superficie
Spessore del substrato di coltivazione: da 8 a 15 cm.
Superfici adatte: i tetti piani e le superfici che sopportano pesi superiori ai 150 kb/mq.
Vantaggi: maggiori libertà di progettazione, durata e sicurezza, elevati benefici ecologici, aumentano del valore commerciale dei fabbricati.
Carico: superiore a 150 kg a mq di superficie.
Spessore del substrato di coltivazione: minimo 30 cm.

La legna per i camini: come orientarsi nella scelta del combustibile

Nella costruzione di un camino sono due le esigenze che il costruttore deve prefiggersi: un tiraggio perfetto che produca nello stesso tempo il ricambio dell’aria del locale ove è installato senza raffreddare l’ambiente ed un riscaldamento apprezzabile.
Un altro aspetto estremamente importante per il buon funzionamento del camino è la scelta della materia prima da utilizzare per il suo funzionamento.
La legna è stata ed è tuttora il combustibile principale da utilizzare nel camino, anche se ormai a causa della difficoltà di reperimento della stessa e anche per il suo costo pian piano il mercato comincia a proporre delle alternative valide.
Alcuni camini sono predisposti per essere alimentati con combustibili solidi provenienti da fonti di rinnovabili.
Oggi un camino può essere alimentato per restare nel campo dei materiali naturali, a pellet, gusci triti di mandorle, nocciole, pistacchi e altre biomasse legnose secche.
Ai fini del riscaldamento occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare; il più importante dei quali è senz’altro la corretta stagionatura o essiccazione.
La corretta stagionatura permette di disporre di un combustibile dall’ottima resa e poco inquinante.
La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere.
Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).
La legna dolce che pesa circa 300 – 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano.
La legna forte che pesa circa 350 – 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.
La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e si consiglia di usarla nei forni e in quei camini con un lungo giro di fiamma.
La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte dura di più ed è quella che si deve usare per il riscaldamento domestico.
La legna da ardere ai fini del riscaldamento presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di ottima qualità sono la quercia, il frassino, il faggio, l’acero, gli alberi da frutto con l’esclusione del ciliegio.
Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla e l’ontano.
Di qualità accettabile sono il tiglio, il pioppo ed il salice.

MiLoft, un loft come una casa passiva

Le passive sfruttano la disposizione e l’orientamento delle stanze per ottenere il massimo guadagno dall’irradiamento della luce solare in inverno, ed ovviamente un isolamento termico di pareti, tetto e soprattutto infissi decisamente superiore a quello di una tradizionale.
Difficile pensare però ad una passiva sotto forma di loft ma è proprio questo l’obiettivo del progetto dello studio britannico RMJM che alla mostra internazionale del Real Estate ha presentato MiLoft.
MiLoft è un appartamento dal costo accessibile anche a famiglie con possibilità economiche ridotte.
Costruito con materiali sostenibili, il MiLoft utilizza un impianto di ventilazione meccanica con la possibilità di recuperare il calore dell’aria in uscita tramite uno scambiatore di calore, esattamente come nelle passive. Il calore viene quindi passato al flusso d’aria in entrata.
Per i mesi estivi è previsto un sistema di ventilazione naturale che dovrebbe ridurre sensibilmente o eliminare del tutto la necessità di condizionatori d’aria.
Fra le altre caratteristiche del progetto MiLoft c’è l’impianto di raccolta dell’acqua piovana che viene poi impiegata per gli scarichi dei bagni.
Il costo previsto per le unità, da una a quattro camere, parte da circa 55.000 sterline, un costo purtroppo impossibile da tradurre in Euro per via dell’enorme differenza nel prezzo dei terreni edificabili nei sobborghi delle grandi città fra UK ed .

Risparmio energetico, non solo d’inverno

Molti, erroneamente, pensano che sia solamente l’inverno il periodo dell’anno in cui le nostre consumano più . In realtà, da oramai diversi anni, il consumo estivo è arrivato a livelli paragonabili a quelli invernali, se non addirittura più alti.
L’uso diffuso di condizionatori d’aria infatti ha aumentato a dismisura i consumi in un periodo dell’anno durante il quale in non si erano mai consumate grosse quantità di corrente. Da strumento utilizzato solamente negli uffici o nei centri commerciali, il climatizzatore è diventato un elettrodomestico di uso comune, omnipresente anche in abitazioni che potrebbero essere rinfrescate semplicemente – e più economicamente – con altri sistemi.
Anche per il raffrescamento delle nostre è possibile utilizzare soluzioni e strumenti in grado di farci risparmiare (e quindi denaro) ma soprattutto di creare un ambiente più piacevole di quello con folate di aria fredda prodotte dai climatizzatori. Ovviamente, anche nel caso del surriscaldamento di un edificio, molta importanza la rivestono l’orientamento e le aperture. Grandi finestre rivolte verso sud, ovest o sud-ovest infatti portano in grandi quantità di calore, mentre pergole o tende su questi lati possono ridurre sensibilmente il caldo che entra in d’estate. In caso di pergole fisse, queste possono essere disegnate in modo da far passare i raggi invernali del sole, più bassi di quelli estivi, lasciando la comunque luminosa anche durante l’inverno.
Ovviamente un ottimo isolamento serve sia a lasciar fuori il freddo che il caldo. Un cappotto termico è in grado di ridurre la temperatura interna estiva di alcuni gradi, ma in questo caso ovviamente deve essere applicato sui lati sud/ovest della oltre che su quelli nord/est che servono invece a proteggere dal freddo invernale.
Particolare importanza rivestono i giunti termici della struttura, ma in questo caso c’è poco da fare se la è stata progettata male.
Ricordatevi di chiudere le finestre esposte al sole diretto, specialmente se avete buoni infissi con doppi vetri e persiane. Durante l’afa estiva di metà giornata, una finestra aperta su quei lati fa entrare solamente calore, utilizzate sempre solo le finestre in ombra per arieggiare ed aprite tutte le altre dopo il tramonto. Quando la temperatura in eccesso è di pochi gradi, utilissimi si rivelano i ventilatori a soffitto, con un consumo di corrente irrisorio.

Case prefabbricate sostenibili dalla Svezia

Kjellgren Kaminsky Architecture è uno studio di di Göteborg, in Svezia.
Lo studio ha sviluppato alcuni interessanti progetti sull’evoluzione dell’ cittadina, fra cui 6 progetti relativi a prefabbricate sostenibili, con caratteristiche di consumi tali da farli rientrare nella definizione di passiva.
In una passiva il consumo di necessario per il riscaldamento/raffrescamento è pari a zero ed è questo l’obiettivo a cui hanno puntato Fredrik Kjellgren e Joakim Kaminsky, fondatori dello studio di .
Le loro prefabbricate sono state esposte alla Stockholm Housing Fair, con i 6 modelli che mostrano come sia possibile variare le dimensioni di una pur mantenendo inalterate le caratteristiche di base. Le 6 prefabbricate esposte infatti variano dal monolocale alla grande abitazione familiare con quattro camere da letto.
Interessante anche il design, diverso fra i vari modelli di , con la Villa Varde (la più grande) che ha uno stile moderno e di forte impatto, mentre Villa Mittskepp mostra un’estetica decisamente più simile a quella di una tradizionale passiva.

Armadillo: casa prefabbricata in plastica

L’idea sembra quasi eretica, ma Armadillo di Brianza Plastica è invece un progetto estremamente interessante.
Si tratta di un’unità abitativa modulare, realizzata con materiali difficili da vedere nell’ambito dell’edilizia residenziale, ma non per questo meno efficaci.
Grazie alla sua modularità, Armadillo può essere configurato in modo da soddisfare esigenze anche molto diverse, come dimostra il recente progetto di asilo nido per le popolazioni terremotate dell’Abruzzo.
Il sistema prefabbricato Armadillo è progettato per essere trasportato in container, montato ed eventualmente smontato, con modalità di posa semplici e tempi operativi rapidi. La sua conformazione a carena ottimizza energeticamente il rapporto tra volume interno e superfici disperdenti, rendendolo così più efficiente dal punto di vista energetico ma Armadillo può anche ovviamente essere dotato di pannelli fotovoltaici e solari per rendere l’unità energeticamente autonoma.
Le configurazioni abitative sono molteplici, adatte sia per usi residenziali, sia per altre funzioni, grazie alla sua configurazione interna che configura una pianta totalmente libera, che viene quindi disegnata a seconda dell’esigenza dell’utente.
La struttura prefabbricata Armadillo si monta in pochi giorni su una fondazione ben ancorata a terra. Sopra lo “scheletro” metallico, leggero e resistente, si fissano i pannelli Elycop che collaborano anche all’irrigidimento del sistema. Notevole poi la resistenza ai sismi o al vento, così da poter essere collocato in ambienti con climi estremi.

In provincia di Cuneo la prima casa passiva con design italiano

E’ stata costruita a Cherasco (CN) la prima passiva progettata ed ideata in da Rockwool e l’Architetto M. Novo che, oltre a esserne l’attuale proprietario, si è occupato di tutta la parte progettuale con il supporto dell’Architetto W. Unterrainer nella progettazione degli impianti e successiva .
Alla base del progetto della passiva di Cherasco figurano non solo la comune sensibilità alle problematiche ambientali, ma anche alcune necessità tecniche come la mancanza di una rete gas. Inoltre, gli attori coinvolti nel progetto hanno voluto mantenere lo stile architettonico della originaria, adibita a uso rurale e costruita agli inizi dell’800, introducendo numerosi richiami alla tradizione delle Langhe come, ad esempio, il recupero dei mattoni originali (di produzione locale), l’aggetto in mattoni e le persiane di forma e colore simili agli originali.
La passiva impiega il 90% di in meno rispetto alla media europea e l’80% di in meno rispetto ad una moderna abitazione. In particolare la bolletta della passiva di Cherasco è risultata particolarmente “leggera” questo inverno (€ 175 per riscaldamento e acqua calda), soprattutto se confrontata con quelle del vicinato (per un’abitazione di pari metratura un costo di oltre € 3.000).
Gli obiettivi portati a termine nella realizzazione dell’involucro della passiva sono stati continuità dell’isolamento pareti-copertura, eliminazione di ponti termici e involucro interno disgiunto da quello esterno. Particolare attenzione è stata posta alla coibentazione delle pareti.
I serramenti sono senza controtelaio e montano vetri tripli, mentre la ventilazione e il riscaldamento sono gestiti da un’apparecchiatura che al suo interno contiene una mini-pompa di calore, un recuperatore di calore, un serbatoio per l’acqua e i ventilatori necessari per garantire l’adeguato flusso d’aria.
La passiva è un’abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale (caldaia e termosifoni o sistemi analoghi) ed è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi da finestre e vetrate esposte a sud con il calore prodotto e recuperato da sorgenti interne è quasi sufficiente a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.

Città fotovoltaica

In progetto in Florida la prima città che sarà completamente alimentata da solare.
Sta per sorgere nei pressi di Fort Meyers, nel sud-ovest della Florida, lo stato del sole, la prima città in cui tutto il fabbisogno di elettricità sarà coperto da un maxi-.
Sarà realizzata in joint venture tra la società immobiliare Kitson & Partners e la compagnia energetica Florida Power Light e costerà circa due miliardi di dollari, di cui 300 milioni per il solo impianto di solare.
Il nuovo centro urbano si chiamerà Babcock Ranch, si svilupperà su una superficie di 7 km quadrati e comprenderà circa 20.000 abitazioni, nonché uffici, attività ricreative, negozi ed ampi spazi verdi.
L’ambizioso programma prevede che gli edifici siano alimentati unicamente dall’ del sole attraverso pannelli solari ad alta efficienza energetica che costituiranno un impianto della capacità di 75 megawatt, addirittura superiore al fabbisogno, oltre ad essere dotati di ogni dispositivo per il . Ma ci saranno anche lampioni fotovoltaici, colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, posti ad ogni angolo di strada, tetti verdi, sistemi di raccolta e riciclo d’acqua piovana. In tutta la città sarà presente una rete Internet wireless. Ci saranno anche generatori eolici ad asse verticale a basso impatto visivo.
Il problema della discontinuità della presenza di irraggiamento solare, che si presenta nelle ore notturne, è stato superato sovradimensionando l’impianto rispetto a quelle che saranno le esigenze della stessa città nell’arco delle 24 ore. In questo modo l‘ prodotta in eccesso potrà essere inviata, di notte, alle compagnie elettriche della zona che ne restituiranno una parte prodotta da fonti energetiche tradizionali. Il bilancio complessivo sarà comunque tale da far considerare Babcok Ranch una città completamente solare.
Si stima che il progetto della città solare creerà 20.000 nuovi posti di lavoro e costituirà un esempio concreto della green economy americana.
La realizzazione di questa città del sole in Florida, uno stato molto irraggiato, dà la misura di quanto l’edilizia sostenibile venga percepita anche come una possibile soluzione al periodo di recessione economica che il mondo sta attraversando.
Se i tempi saranno rispettati, i lavori inizieranno nel 2010, per concludersi entro il 2019.