Risparmio e casa: la risposta anti-crisi delle famiglie

investimento casaSecondo l’Istat, nel secondo trimestre dell’anno il reddito lordo delle famiglie italiane si è ridotto (-1%) e la spesa per i consumi è diminuita di conseguenza (-0,5%). Gli italiani riscoprono insomma il risparmio: una recente indagine congiunta di acri ed ipsos conferma che nel mese di ottobre è aumentato il numero di coloro che riescono a risparmiare, pari al 37% del campione, il 3% in più rispetto a un anno fa. Al contempo, è sceso il numero di chi spende più di quanto incassa, oggi il 25% del totale contro il 27% di ottobre 2008. Insomma gli italiani continuano a preferire il “gruzzolo” e se proprio devono impiegarlo, il mattone viene considerato l’investimento più sicuro dal 54% del campione ipsos. (fonte: http://www.idealista.it/pagina/boletin)

Spagna: circa 600.000 abitazioni in più…

La Spagna sta accumulando circa 600.000 abitazioni “in più” rispetto alla domanda, un’eccedenza che, secondo il Presidente della Confederazione Nazionale dei costruttori Juan Lazcano, sarà posta sul solo a partire dal primo semestre del 2010.
Infatti per Lazcano il 2009 è un anno difficile, tenendo presente la “cattiva evoluzione degli indicatori del ” che prevedono una caduta durante l’anno del 12,8% degli investimenti in edilizia, possibile causa del rallentamento pronosticato per le costruzioni. La ripresa, quindi, sarà possibile solo a partire dal primo semestre dell’anno prossimo.

Immobiliare di prestigio: a Parigi il 60% degli acquirenti sono stranieri.

“Gli stranieri sostengono il ”. Ne è convinta la società Barnes specializzata nell’immobiliare di prestigio a Parigi. Secondo lo studio pubblicato nei primi giorni di luglio, il 60% degli acquirenti degli che hanno un valore superiore a 5 milioni di euro sono stranieri. Infatti gli alloggi di prestigio situati sulle “rive gauche” sono molto richiesti, visto che il 65% delle transazioni effettuate su questo lato della Senna sono state concluse con una clientela composta principalmente da russi, colombiani, americani ed europei per delle superfici che variano dai 70 ai 160 mq.

In Sardegna prevale il segno meno. Tiene solo Olbia: +0,5%

Diminuisce il prezzo delle case in Sardegna: primo semestre all’insegna del segno meno a Cagliari (-2,1%) come in altri centri dell’isola. Giù i anche a Sassari (-2,8%), Nuoro (-7,7%), Tempio Pausania (-7,3%), Tortolì (-6,2%) e Oristano (-7,1%). Unica eccezione Olbia con un lieve incremento dello 0,5%.
E’ quanto rivelano i dati immobiliari relativi al mercato sardo del mattone.

Ad agosto ancora su i prezzi delle case britanniche

Ad agosto le quotazioni immobiliari in Gran Bretagna sono aumentate dello 0,8%, secondo dati halifax. Si tratta del secondo rialzo mensile consecutivo, anche se l’Istituto di Credito fa notare come sia il dato trimestrale (-1,7% rispetto ai tre mesi precedenti) sia quello annuo (-10,1% rispetto ad agosto 2008) continuino ad avere segno negativo.
Ad oggi, comprare casa in U.K costa in media 160,973 sterline.

L’autunno caldo degli affitti

Stando a scenari immobiliari, negli ultimi dieci anni i canoni di locazione sarebbero aumentati “solo” del 60-70%. A questi dati ha risposto Achille Colombo Clerici, presidente di Asso Edilizia, facendo notare che nello stesso periodo l’inflazione è stata pari al 38%; dunque, l’incremento reale degli affitti è stato del 20-30%, comunque inferiore ai rincari osservati per altri servizi.
Per evitare ulteriori rincari e calmierare così i canoni di locazione, il Presidente di Asso Edilizia guarda con speranza all’introduzione della cosiddetta cedolare secca, cioè la tassazione separata dei redditi immobiliari.

Usa: nuovo aumento per mutui e quotazioni immobiliari

I dati diffusi dal governo statunitense confermano che a luglio i medi delle case sono aumentati (+0,3%) rispetto al mese precedente. In ripresa i mercati della costa occidentale, dell’Alaska e delle Hawaii (+1,6%); timidi aumenti anche negli stati atlantici (+1%), nelle regioni del sud-est (+0,6%), in Nevada e in Arizona (+0,3%). Cresce inoltre il numero di concessi: +12,8% nella settimana centrale di settembre rispetto a quella precedente, secondo la Mortgage Bankers Association che al contempo comunica l’ennesimo calo dei tassi di , scesi al di sotto della soglia del 5%.

Caro-alloggi: fino a 700 euro per una singola

Secondo le rilevazioni di Sunia, anche quest’anno il capoluogo lombardo si aggiudica il primato di città con alloggi più costosi: per una singola, si possono spendere fino a 700 euro/mese nelle zone di Navigli, Fiera e Vittoria.
La capitale si piazza al secondo posto, con canoni mensili che vanno da 300 a 400 euro per un posto letto e da 450 a 600 euro per una singola.
Tra le città del sud, Napoli è la più cara, con una spesa massima di 650 euro per una camera. Nelle piccole città universitarie come Perugia, Padova, Urbino e Parma, i prezzi per un posto letto vanno dai 150 euro di Perugia ai 250 euro di Urbino, mentre il costo massimo per una singola si paga a Siena (500 euro/mese). All’Aquila, infine, gli studenti hanno denunciato un aumento ingiustificato degli affitti, passati da 150-180 euro a 250 euro, con picchi di 400 euro, dopo il terremoto di aprile.

Il tasso variabile è rischioso? I pro e i contro delle alternative

L’euribor continua a scendere e i mutui a tasso variabile diventano sempre più appetibili ma gli esperti mettono in guardia: il rischio è che si ripresenti lo scenario del 2008, quando i tassi balzarono al 5%, mettendo in difficoltà migliaia di famiglie italiane. Per chi comunque è proiettato sul variabile, si consiglia di calcolare la rata teorica raggiungibile con un aumento nell’ordine del 40-50% (cioè i rincari registrati nell’ottobre 2008) per valutare se il nuovo importo sia comunque sostenibile; in caso contrario, il offre una serie di alternative che permettono comunque di sfruttare i vantaggi dei tassi bassi.
I mutui col cap, ad esempio, fissano un tetto massimo oltre il quale la rata non può salire. Una soluzione interessante, a patto però che il tetto non sia elevato, non sia lontano dagli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi di alcuni decimi quello offerto dai variabili tradizionali. Nel a rata costante, invece, a variare è la durata, ma non ha senso sottoscriverlo ora, con i tassi ai minimi. E’ anche possibile partire con un variabile e riservarsi il diritto di passare al fisso nel caso in cui i tassi ricomincino a salire; in questo caso, bisogna però essere consapevole che tra qualche mese o tra qualche anno anche i tassi fissi potrebbero essere aumentati.

Euribor, quanto durerà la caduta dei tassi di interesse?

Lenta ma inesorabile è la caduta dell’euribor a 3 mesi; le ultime notizie lo dicono a quota 1,02% ma come si muoverà nei prossimi mesi? I contratti future prevedono nuove discese fino a settembre 2009, quando dovrebbe toccare il livello minimo dello 0,97%, seguite poi da una graduale risalita che spingerà il tasso di riferimento per i mutui variabili a 1,1% a fine anno.
Le previsioni sono supportate dalle parole di Trichet, presidente della Banca Centrale Europea che ammette la possibilità di ulteriori tagli al costo del denaro, cioè a quel tasso bce che influenza l’ dello stesso euribor. Ad ogni modo, una normalizzazione di quest’ultimo (cioè valori nell’ordine del 3-3,5%) non è attesa prima del 2012.