Calcolo irpef sulla seconda casa: fonte di reddito

Quando la seconda casa è fonte di reddito viene sottoposta a un regime di tassazione che varia a seconda della tipologia contrattuale adottata per la . Ecco le varie possibilità previste dalla legge: se l’immobile è locato ad equo canone il reddito da assoggettare all’Irpef è quello derivante dal canone di calcolato su base annuale, ridotto del 15% a titolo forfetario (-25% per fabbricati a Venezia o in Laguna); se l’immobile è locato in libero il reddito è dato dal valore massimo tra la rendita catastale rivalutata e il canone di (aggiornato Istat) ridotto del 15%; in caso di canone convenzionale – determinato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni degli inquilini, il reddito da assoggettare all’Irpef è ridotto del 30% se il fabbricato è situato in comuni ad alta densità abitativa (legge n. 61 del 21 feb. 1989).
Per usufruire dell’ulteriore riduzione del 30%, il contribuente deve indicare nella dichiarazione dei redditi (quadro rb del modello unico o quadro b del 730) gli estremi di registrazione del contratto di , l’anno di presentazione della denuncia dell’immobile ai fini dell’Ici e il Comune in cui l’immobile è situato. (fonte: idealista.it – http://www.idealista.it/pagina/boletin)

Tre possibili scenari post-crisi

Mario Deaglio, docente di economia internazionale all’ateneo torinese, durante il forum di scenari immobiliari ha ipotizzato tre sviluppi futuri per la nostra economia. Lo scenario più probabile (60% di probabilità che si avveri) vede la produzione in ripresa, un pil 2010 tra +0,5% e +1,5% e la stabilizzazione del sistema. Un secondo scenario, meno probabile (20%), è caratterizzato da deflazione dei , tassi di interesse e disoccupazione in aumento e ristagno dell’economia. Per l’ultimo scenario (anch’esso 20% di probabilità che si avveri), il professore ha parlato di una produzione in ripresa, con un pil 2010 tra +2% e +3,5%, e un’inflazione che nel biennio 2010-2011 potrebbe raggiungere punte del 5-7%.

Mutuo o affitto? Oggi comprare conviene di più!

Il mutuo è più conveniente dell’affitto; è quanto emerge dall’ultima indagine di mutuionline che ha confrontato il costo dell’affitto con quello dell’acquisto di un immobile nella periferia di e di , ipotizzando un mutuo al 100% o all’80%, con diverse soluzioni di tasso e di durata. Esempio, a l’affitto di un immobile valutato € 106.000 costerebbe € 700/mese, mentre la rata di un mutuo al 100% andrebbe da un minimo di € 404 per un variabile a 30 anni, fino a un massimo di € 723 per un fisso a 20 anni. A parte la convenienza della rata rispetto al canone, il mutuo consente di accedere alla proprietà dell’immobile, mentre invece l’affitto è una spesa pura a fronte della quale la famiglia non accumula alcun valore.

On line la terza edizione della guida al conto energia del G.S.E.

Il Gestore dei Servizi Elettrici ha redatto la terza edizione della “Guida al conto ” aggiornata a marzo 2009.
La guida è stata elaborata in collaborazione con gli uffici tecnici dell’Autorità per l’ Elettrica e il Gas (), in particolare per quanto riguarda le indicazioni relative alla vendita dell’, alla connessione degli impianti alla rete elettrica e alla misura dell’ prodotta.
Il documento costituisce un utilissimo supporto per tutti coloro che intendono realizzare un ed usufruire delle incentivazioni previste dal “conto ”.
Tra le novità della 3° edizione segnaliamo:
- le nuove regole dello scambio sul posto (per impianti fino a )
- l’aggiornamento delle incentivanti
- le nuove condizioni stabilite dall’Autorità () per la connessione alla rete.La guida, come la precedente edizione, si articola in due parti: nella prima sono illustrati le novità per il Conto introdotte dal D.M.19 febbraio 2007, l’iter autorizzativo per la realizzazione e la connessione dell’impianto alla rete e le modalità di richiesta dell’incentivo e del premio al .
Nella seconda sono approfonditi alcuni aspetti tecnici relativi all’, ai tempi di ritorno dell’investimento ed alla normativa vigente.
Non manca, in appendice, infine, un sintetico glossario.