Vespai areati Modulo di Geoplast

Dall’attenta osservazione delle reali esigenze di cantiere e con l’obbiettivo di fornire strumenti capaci di garantire soluzioni specifiche per ogni situazione, nasce da Geoplast questa serie di varianti di Modulo, il cupolino per la realizzazione di vespai areati.
Multimodulo, ideale per grandi superfici, è l’elemento che raggruppa in un unico corpo le prestazioni di 4 Moduli enfatizzando ancor più gli standard di robustezza e pedonabilità (ben 9 punti d’appoggio per pezzo). L’originale e unica formula a quattro cupole è stata studiata per la copertura di ampie superfici in tempi davvero contenuti. Con 2 soli elementi, infatti, si va a coprire un metro quadrato. Multimodulo è adatto per sovraccarichi di esercizio particolarmente elevati, sia concentrati che distribuiti e i 4 piani presenti su ogni cupola facilitano il posizionamento della maglia elettrosaldata.
Multimodulo può essere utilizzato con ottimi risultati nella realizzazione di camere per la raccolta condensa nelle celle frigorifere o nei capannoni frigo.
E’ ideale nel restauro e per impianti a pavimento; nasce dall’esperienza maturata da Geoplast nel campo della ventilazione civile ed industriale. Presenta tutte le caratteristiche prestazionali di Modulo, ma è studiato per consentire la realizzazione di vespai areati anche in condizioni che presentano particolari vincoli di altezza, permettendo di intervenire sulla struttura dell’edificio senza comprometterla. Grazie alla sua altezza ridotta Minimodulo è ideale per le ristrutturazioni e può essere posato direttamente su un pavimento già esistente, oppure essere utilizzato per il riscaldamento a pavimento. Infine, applicato ai solai, Minimodulo crea un’intercapedine che riduce la trasmissione dei rumori da calpestio tra un piano e l’altro aumentando il benessere abitativo.

Nel cortile condominiale parcheggi temporanei

Sono molti gli edifici condominiali che posseggono cortili o aree aperte che potrebbero essere destinate a parcheggio ma se il regolamento di condominio non disciplina l’uso di tali aree, ponendo limiti o divieti all’occupazione degli spazi, non resta che ancorarsi all’articolo 1102 del Codice Civile che disciplina l’uso della cosa comune.
Il parcheggio, quindi, deve rimanere temporaneo. Altrimenti, rilevano ancora i giudici, «la condotta del singolo condomino, che parcheggia per lunghi periodi di tempo la sua autovettura nel cortile condominiale, manifesta l’intenzione di possedere il bene in maniera esclusiva ed è tale da configurarsi come occupazione stabile, abusiva, in quanto impedisce agli altri condomini di partecipare all’utilizzo dello spazio comune», (Cassazione, sentenza 3640/2004) quindi non è consentito.

Abitare all’aria aperta: vivere il giardino

Il giardino non è semplicemente un’area verde all’esterno dell’abitazione, ma una parte integrante dell’habitat domestico, nella quale soddisfare un’esigenza fondamentale per tutti: il rapporto quotidiano con la natura.
Un giardino curato con amore, arredato con stile e abitato in piena libertà e sicurezza, valorizza l’intera casa e aggiunge qualità e benessere alla vita dei suoi abitanti. Perciò è importante dedicare attenzione a tutti i suoi dettagli, dall’arredamento agli accessori, proprio come facciamo con gli altri ambienti della nostra dimora.
Il giardino si arricchisce di nuove funzioni e soluzioni. Ecco, dunque, che la creatività dei migliori designer si misura con la progettazione di mobili, apparati per l’illuminazione e attrezzature da utilizzare all’aria aperta, giocando con materiali, forme e colori che richiamano le ultime tendenze dell’arredamento e della tecnologia, in una sintesi di natura e modernità.

I vicini vanno indennizzati

Chi esegue la sopraelevazione è obbligato a corrispondere un indennizzo agli altri condomini pari al valore dell’area da occuparsi con la nuova fabbricazione, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare e detratto l’importo della quota a lui spettante. Nella divisione del valore del suolo per il numero dei piani non si deve tener conto del piano delle cantine.
L’obbligo sussiste ogni volta che con l’opera si realizzi un incremento nella volumetria e nella superficie degli spazi interessati dalle opere, indipendentemente dal fatto che si sia proceduto o meno all’innalzamento dell’altezza del fabbricato.

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